Fiom Padova: «Stop alla speculazione sulla pelle dei lavoratori»
Dopo acquisizioni e cessioni nella subfornitura automotive, la Fiom chiede chiarezza su piano industriale e tutele per 40 dipendenti
PADOVA – La Fiom Cgil di Padova alza la voce contro quelle che definisce «operazioni speculative» nella filiera dell’alluminio legata alla subfornitura dell’automotive. Al centro delle preoccupazioni sindacali c’è la Aluminium Die Casting di Saonara, realtà specializzata nella pressofusione di componenti in alluminio, finita di recente in un complesso giro di passaggi societari.
Il primo confronto con la nuova proprietà
Nel pomeriggio di ieri si è svolto il primo incontro tra la nuova proprietà dell’azienda e la Fiom Cgil di Padova, presente con il segretario Dario Verdicchio e con la Rsu dello stabilimento. Il sindacato ha chiesto risposte immediate sul futuro del sito produttivo e sulla tenuta occupazionale, ribadendo che «non si gioca con la dignità di lavoratori e lavoratrici» né con l’equilibrio industriale del territorio.
Il nodo delle acquisizioni e delle cessioni
Secondo la ricostruzione della Fiom, l’ultimo anno ha visto il fondo tedesco Accursia Capital acquisire tre aziende considerate strategiche per il settore: Costampress di Scorzè (circa 130 dipendenti), Friulpress di Sesto al Reghena (circa 170) e Aluminium Die Casting di Saonara (40). In questi giorni, però, lo scenario sarebbe cambiato rapidamente: mentre Costampress è stata avviata verso la liquidazione giudiziale, Friulpress è stata ceduta alla società immobiliare Exedra Pares, collegata alla holding Janua Martrina e riferita, stando a quanto indica la Fiom, a Rinaldo Ferraro, professionista attivo in ambito di procedure concorsuali. Nel frattempo, sempre secondo il sindacato, l’acquisizione di Aluminium Die Casting sarebbe transitata attraverso Friulpress.
«Scatole cinesi» e timori per il rilancio industriale
La Fiom parla di un sistema di «scatole cinesi», con passaggi di mano ravvicinati che non lascerebbero intravedere un progetto industriale solido. A preoccupare è anche l’ingresso di soggetti ritenuti «estranei» al comparto dell’alluminio e della metalmeccanica, elemento che – sostiene l’organizzazione – non costituirebbe un buon presupposto per aziende inserite in una filiera considerata strategica.
Il precedente Likum e il richiamo all’articolo 41
Nel denunciare i rischi attuali, il sindacato richiama inoltre il caso della Likum srl, azienda trevigiana acquistata nel 2022 da Accursia, poi ceduta a una società rumena e chiusa poco dopo. Un precedente che, per la Fiom, alimenta il timore che dinamiche simili possano ripetersi anche per Saonara e per le altre imprese coinvolte.
Verdicchio sottolinea la preoccupazione per «oltre 340 lavoratori e lavoratrici» complessivamente interessati dalla vicenda, ai quali – aggiunge – si sommano somministrati e addetti dell’indotto. Da qui anche il riferimento al principio costituzionale dell’articolo 41, secondo cui l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale e senza rispetto della dignità del lavoro.
Le richieste: chiarezza e garanzie il 4 maggio
Fiom Cgil e Rsu hanno chiesto che nel prossimo incontro, fissato per il 4 maggio, vengano chiarite «senza ambiguità» le intenzioni industriali della proprietà e gli investimenti previsti per Aluminium Die Casting. Sul tavolo anche la richiesta di garanzie occupazionali per i 40 dipendenti del sito di Saonara. «Non vogliamo assistere senza reagire all’impoverimento del territorio dal punto di vista del lavoro e dell’impresa», è la linea ribadita dal sindacato.