Feltre, via libera dei dipendenti all’intesa: la fonderia riparte con il Gruppo Cortese
L’assemblea approva l’accordo sul passaggio del ramo d’azienda: confermata la continuità per 36 addetti, resta aperto il nodo degli esclusi.
Per lo stabilimento di Feltre arriva un sì che cambia il quadro della crisi: l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori interessati al trasferimento della fonderia ha approvato l’intesa di secondo livello legata all’ingresso del Gruppo Cortese. Un passaggio atteso, perché da quel voto dipendeva la possibilità di completare l’operazione industriale ed evitare lo stop definitivo dell’attività.
Il consenso espresso dai dipendenti sblocca dunque la fase successiva della cessione del ramo d’azienda da Hydro al nuovo soggetto. L’accordo era stato sottoscritto dalle sigle sindacali insieme al gruppo subentrante e rappresentava una delle condizioni richieste per procedere.
Che cosa cambia per il sito feltrino
La prospettiva che si apre non coincide con un rilancio pieno dell’intero perimetro produttivo, ma consente di mantenere una presenza industriale in un’area dove il destino della fabbrica è stato per mesi al centro del confronto sociale e istituzionale.
Secondo quanto riferito dalla FIOM CGIL, il trasferimento garantisce continuità lavorativa a 36 persone coinvolte nel passaggio. È questo l’effetto più immediato del via libera arrivato in assemblea, dopo una trattativa lunga e delicata.
Rimane invece senza risposta definitiva la posizione di altri 40 lavoratori che non rientrano nell’operazione con il Gruppo Cortese. Su questo punto il sindacato insiste perché il negoziato non si fermi e porti a misure di tutela anche per chi oggi resta fuori dal perimetro della cessione.
Una vertenza che ha segnato Feltre
Il voto arriva al termine di mesi di tensione attorno al futuro della fonderia. Nel Bellunese la vicenda Hydro è diventata uno dei dossier industriali più seguiti dell’ultimo anno, con mobilitazioni ripetute e una forte partecipazione dei dipendenti.
Presidi davanti ai cancelli, scioperi e confronti ai tavoli istituzionali e ministeriali hanno accompagnato il percorso che ha portato all’intesa. Nella lettura della FIOM, il lavoro svolto dalle RSU e la mobilitazione collettiva hanno avuto un peso decisivo nel contrastare l’ipotesi di una chiusura completa del sito.
Dopo l’assemblea, Stefano Bona ha sottolineato che la soluzione trovata non può essere letta come un risultato pienamente risolutivo. Per il sindacato, però, il mantenimento di un nucleo produttivo a Feltre rappresenta un punto da cui ripartire, sia sul piano industriale sia su quello occupazionale.
Il confronto non si chiude con il voto
L’approvazione dell’accordo non archivia la vertenza. I prossimi passaggi riguardano il perfezionamento della cessione e la verifica concreta dell’applicazione di quanto definito nell’intesa tra le parti.
Resta soprattutto aperta la questione dei lavoratori che non saranno assorbiti nel trasferimento al Gruppo Cortese. È su questo fronte che il sindacato annuncia di voler concentrare il lavoro delle prossime settimane, ribadendo che il futuro dello stabilimento feltrino non può prescindere da una risposta anche per chi oggi non ha ancora una prospettiva certa.