Federsolidarietà rinnova i vertici: welfare e innovazione al centro del nuovo mandato
Federsolidarietà Belluno e Treviso rinnova il Consiglio: focus su welfare, innovazione e sostenibilità del sistema sociale.
BELLUNO – Treviso, 3 marzo 2026 – Sarà un passaggio decisivo per il futuro del sistema cooperativo sociale quello in programma sabato 7 marzo a Villa Carpenada, dove Federsolidarietà Belluno e Treviso convocherà l’Assemblea per il rinnovo degli organi sociali. Le imprese aderenti sono chiamate a eleggere il nuovo Consiglio che guiderà l’associazione fino al 2030 e a definire le linee programmatiche del prossimo quadriennio.
Un appuntamento che assume un peso strategico per un comparto che conta 66 cooperative, di cui 11 nel Bellunese e 55 nel Trevigiano, con un valore della produzione di 244 milioni di euro e oltre 10 mila lavoratori impiegati. Numeri che confermano il ruolo strutturale della cooperazione sociale nel sistema di welfare territoriale.
L’Assemblea rappresenterà anche un momento di analisi sulle dinamiche che attraversano il settore: evoluzione demografica, pressione sulla spesa sociale, sostenibilità economico-finanziaria dei servizi, carenza di personale qualificato e necessità di rafforzare l’integrazione tra cooperative.
Il presidente uscente, Luca Sartorato, ha evidenziato come il mandato in chiusura si sia concentrato sul potenziamento della capacità organizzativa delle associate, con un’attenzione particolare all’innovazione gestionale, alla co-programmazione con gli enti pubblici e al consolidamento delle relazioni istituzionali a livello locale, regionale e nazionale.
Tra le criticità affrontate: reperimento e formazione del personale, adeguamenti contrattuali, piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e tutela della sostenibilità dei servizi.
Welfare territoriale sotto pressione
Il prossimo quadriennio sarà segnato da una sfida cruciale: rispondere in modo strutturato alle trasformazioni demografiche e sociali che incidono direttamente sull’organizzazione del welfare.
In Italia, la spesa per i servizi sociali territoriali si ferma allo 0,8% del PIL, contro una media europea del 2,7%. Un divario che incide sulla stabilità del sistema e sulla possibilità di garantire livelli essenziali omogenei. L’associazione chiede la stabilizzazione delle sperimentazioni in atto e il pieno riconoscimento degli incrementi contrattuali previsti dal CCNL, condizione indispensabile per assicurare continuità e qualità.
Un tema che si intreccia con le politiche regionali su famiglia e servizi sociali, al centro anche del confronto istituzionale in occasione di eventi come la Giornata mondiale delle malattie rare a Campoformido, dove istituzioni e associazioni hanno ribadito la necessità di modelli integrati e inclusivi.
Povertà educativa, emergenza abitativa, nuove fragilità di minori e persone con disabilità impongono un cambio di paradigma: superare frammentazioni operative e sovrapposizioni istituzionali per costruire sistemi realmente integrati.
Particolare attenzione viene dedicata all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. In Veneto il sistema coinvolge 276 aziende e 93 cooperative sociali, con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione stabili e qualificati, evitando soluzioni meramente assistenziali.
Il comparto cooperativo garantisce standard contrattuali e organizzativi definiti, in linea con un modello che mette al centro dignità e partecipazione attiva.
Confronto con istituzioni e mondo accademico
L’Assemblea ospiterà un momento di dialogo sui nuovi modelli di welfare con la partecipazione di Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà nazionale, Paola Roma, assessore regionale a Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative, e Paolo Venturi, direttore AICCON Research Center.
Il confronto punterà a rafforzare partenariati tra pubblico e privato, in una logica di integrazione delle competenze e responsabilità condivisa nella programmazione dei servizi.
Confcooperative Belluno e Treviso rappresenta complessivamente 133 imprese cooperative, con 33.629 soci e 8.984 addetti, per un fatturato che nel 2023 ha raggiunto 1 miliardo e 766 milioni di euro.
Accanto al settore sociale, spicca quello agroalimentare, che riunisce 39 cooperative tra Belluno e Treviso e genera quasi 1 miliardo e 400 milioni di euro di fatturato. Un comparto fortemente orientato all’export, con produzioni lattiero-casearie nel Bellunese e vitivinicole nel Trevigiano, protagoniste sui mercati internazionali.
Il rinnovo degli organi sociali di Federsolidarietà si configura così come un passaggio chiave per il periodo 2026-2030: un’occasione per ridefinire strategie, consolidare alleanze e rafforzare il ruolo della cooperazione sociale come attore di programmazione e sviluppo locale, oltre che erogatore di servizi.