Este chiude l’Euganea Film Festival: il premio principale va al canadese Julien Elie
Finale nei Colli Euganei per la 25ª edizione: riconoscimenti anche a Félix Dufour-Laperrière, Ivan Grgur e al documentario di Giovanni Pellegrini scelto dal pubblico.
Si è chiusa a Este la 25ª edizione dell’Euganea Film Festival, appuntamento diffuso che per nove giorni ha attraversato i Colli Euganei con proiezioni, incontri e opere arrivate da più Paesi. A conquistare il riconoscimento più importante del concorso internazionale lungometraggi è stato “Shifting Baselines”, documentario del regista canadese Julien Elie.
Il festival, promosso da Euganea Movie Movement, ha confermato anche quest’anno una formula legata al territorio, con tappe in diversi comuni dell’area e serate finali ospitate nella città atestina. Un traguardo simbolico, quello dei venticinque anni, che ha rafforzato il legame tra cinema e paesaggio euganeo.
I titoli premiati nella serata conclusiva
La giuria dei lungometraggi, formata da Erica Barbiani, Massimo Benvegnù e Oskar Allegria, ha scelto di assegnare il primo premio a un film ambientato a Boca Chica, in Texas, dove la nuova corsa allo spazio incide sul territorio e sulla vita di chi lo abita. Nelle motivazioni è stata evidenziata la capacità dell’opera di interrogare l’idea di conquista e il potere concentrato nelle mani di pochi.
Il riconoscimento per la regia è andato invece a “Death Does Not Exist (La Mort n’existe pas)” di Félix Dufour-Laperrière, coproduzione tra Canada e Francia. Secondo i giurati, il film lavora sull’animazione come strumento espressivo centrale, trasformando forme e immagini in racconto del dolore e della memoria.
Cortometraggi, premio della giuria e menzione
Nel concorso dedicato ai corti, valutato da Enrico Ascoli, Elisa Bonandin e Giulia Cosentino, il premio principale è stato attribuito a “Asparagus Bear” del croato Ivan Grgur. A convincere la giuria sono stati il tono ironico, la leggerezza narrativa e la capacità di partire dalle voci di un villaggio e dalla raccolta dell’asparago per costruire una storia dal respiro più ampio.
Il Premio della giuria è stato assegnato a “Water Girl (Fille de l’eau)” di Sandra Desmazières, lavoro animato che mette insieme maternità, memoria collettiva e relazione con l’ambiente. Menzione speciale per “Amma, Do Giraffes Cry?” di Kartikeya Saxena, apprezzato in particolare per il disegno sonoro e per il dialogo tra esperienza personale, animali in cattività e rapporto con la madre.
Il voto del pubblico e i riconoscimenti collaterali
Tra i premi speciali, lo ZaLab View è andato a “Cosa rimane quando il mare si muove” di Gaetano Crivaro, titolo scelto per la forza con cui il paesaggio diventa chiave di lettura del modo in cui viene vissuto e immaginato. Il Premio Kids è stato invece assegnato a “Lulina and the Moon”, firmato da Marcus Vinicius Vasconcelos e Alois Di Leo.
Per il pubblico, il film più apprezzato è stato “Anguane, le voci dell'acqua” di Giovanni Pellegrini. Un esito che conferma l’attenzione degli spettatori per opere capaci di dialogare con temi ambientali, memorie locali e trasformazioni del presente, elementi che hanno attraversato l’intero programma di questa edizione.
Un festival diffuso tra Este e gli altri comuni euganei
Nel bilancio conclusivo, il direttore artistico Giovanni Benini ha parlato di un’edizione partecipata, arricchita dalla presenza di autori e ospiti italiani e internazionali. Al centro, ancora una volta, la volontà di usare il cinema come spazio di riflessione sulla crisi climatica e sui cambiamenti che investono la società contemporanea.
Il percorso 2026 si è sviluppato in più località dei Colli Euganei e ha incluso anche l’appuntamento del 3 settembre a Villa Rodella, a Cinto Euganeo. La manifestazione è stata realizzata con il contributo della Regione del Veneto, di RetEventi Provincia di Padova, di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dei Comuni coinvolti, confermando la dimensione territoriale di un festival che continua a trovare nei paesi e nelle città euganee la sua identità più riconoscibile.
Per Este e per l’area padovana, la chiusura della rassegna lascia così in eredità non solo un palmarès internazionale, ma anche un’edizione che ha riportato il cinema al centro della vita culturale locale, con uno sguardo rivolto ai temi globali e alle storie che attraversano i territori.