Estate culturale ad Auronzo, la mostra sulla preistoria chiude con 8mila presenze
Bilancio positivo per il percorso tra Palazzo Corte Metto e il lungolago di Santa Caterina: 4mila ingressi al museo e forte partecipazione anche all’itinerario all’aperto.
Ad Auronzo di Cadore la stagione delle iniziative culturali archivia un risultato significativo: la mostra dedicata alla preistoria e ai grandi mammiferi ha raggiunto circa 8mila presenze complessive nell’arco dell’estate 2026, confermando l’interesse del pubblico per una proposta capace di unire divulgazione e richiamo turistico.
L’esposizione, intitolata “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua”, è rimasta aperta dal 27 giugno al 30 settembre tra gli spazi del Museo di Palazzo Corte Metto e il lungolago di Santa Caterina. Il conteggio finale mette insieme i visitatori passati dal museo e quelli che hanno scelto il percorso esterno.
Il dato certo riguarda i biglietti del museo: gli ingressi registrati sono stati 4mila. A questi si aggiunge il pubblico che ha seguito liberamente la parte all’aperto, portando la stima complessiva attorno a quota 8mila.
Un formato che ha funzionato tra visita libera e museo
Uno degli elementi che ha sostenuto la buona risposta del pubblico è stata proprio la struttura della proposta. Chi era in vacanza ad Auronzo ha potuto avvicinarsi alla mostra anche con una passeggiata sul lungolago, mentre gli interessati a un approfondimento più completo hanno trovato a Palazzo Corte Metto il percorso scientifico vero e proprio.
Lungo l’itinerario esterno erano collocate otto riproduzioni in scala reale, pensate per accompagnare i visitatori in un racconto che partiva dall’epoca dei dinosauri e arrivava fino ai grandi mammiferi del Pleistocene. All’interno del museo, invece, il percorso si concentrava sull’evoluzione dei mammiferi, dalle forme più antiche fino ai caratteri che ne hanno segnato lo sviluppo.
I temi scientifici e il legame con il presente
La mostra non si è limitata alla ricostruzione del passato remoto. Tra i contenuti proposti c’erano anche questioni molto attuali, come gli effetti dei grandi eventi catastrofici sull’evoluzione della vita, la capacità delle specie di adattarsi ai cambiamenti climatici e il rapporto tra esseri umani e fauna.
Due approfondimenti, in particolare, guardavano più da vicino al presente. Uno era dedicato al percorso che ha portato dalla domesticazione del lupo alla comparsa del cane; l’altro affrontava il tema delle estinzioni causate dall’uomo, richiamando casi noti come dodo, tilacino e lemure gigante.
La rassegna è stata promossa dal Comune di Auronzo di Cadore insieme alla Magnifica Comunità di Cadore e al Comune di Danta di Cadore, con la cura del paleontologo Simone Maganuco. Si tratta del secondo capitolo del progetto sulla preistoria nelle Dolomiti cadorine avviato nel 2025.
Il peso dell’iniziativa nell’offerta del Cadore
Dal Comune viene sottolineato come riproporre anche nel 2026 un appuntamento centrato sulla preistoria fosse una scelta non scontata. I numeri finali, però, indicano che il tema ha trovato attenzione sia tra le famiglie sia tra curiosi e appassionati, anche grazie alla possibilità di scegliere tra il solo tragitto all’aperto e la visita completa.
Per la Magnifica Comunità di Cadore il risultato si inserisce nel lavoro condiviso della Rete Museale Cadore Dolomiti, con effetti positivi non solo per Palazzo Corte Metto ma anche per la visibilità culturale dell’area.
L’esposizione si colloca dentro un calendario estivo più ampio che ad Auronzo ha compreso anche “AlTre storie… sotto le Cime”, la mostra “La Tavolozza Cadorina: dalle origini all’omaggio a Tiziano”, le conferenze di storia locale del professor Walter Musizza e la tradizionale Ex tempore di scultura.
Nel complesso, il bilancio rafforza l’idea di un’Auronzo che affianca alla vocazione turistica un programma culturale sempre più riconoscibile, capace di valorizzare il museo, il paesaggio del lungolago e il patrimonio del Cadore con iniziative rivolte a pubblici diversi.