Estate 2026, il Veneto si conferma calamita per i viaggiatori stranieri: Venezia spinge la spesa internazionale

I dati presentati a Venezia indicano una stagione trainata dai visitatori esteri. Nel focus regionale spazio anche ai borghi, con una nuova proposta a Cison di Valmarino.

08 settembre 2026 16:35
Estate 2026, il Veneto si conferma calamita per i viaggiatori stranieri: Venezia spinge la spesa internazionale -
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La stagione turistica estiva parla sempre più straniero e il Veneto resta al centro di questa tendenza, con Venezia in prima fila per capacità di attrarre spesa internazionale. I numeri diffusi nel corso di un incontro ospitato alla Scuola Grande della Misericordia mostrano come, tra maggio e agosto 2026, in Italia il 61% della spesa turistica sia arrivato dai visitatori esteri, in aumento del 9% rispetto all’estate precedente.

Il quadro è emerso durante l’appuntamento “Shaping the Future of Italian Tourism: Data, Innovation and Priceless Experiences”, promosso da Mastercard in occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Al centro del confronto, non solo i flussi, ma anche il modo in cui stanno cambiando le scelte di viaggio e di consumo.

Il Veneto tra grandi poli e mete meno battute

Nell’analisi dedicata alla regione, il Veneto è stato indicato come un territorio capace di intercettare pubblici diversi a seconda delle destinazioni. Le località di mare guidano la graduatoria regionale della spesa proveniente dall’estero nel periodo estivo, seguite dalle aree lacustri, frequentate in particolare da turisti tedeschi, austriaci e olandesi.

Venezia mantiene invece caratteristiche proprie, con una presenza particolarmente forte di visitatori statunitensi. È un profilo che distingue il capoluogo lagunare dal resto della regione e che conferma il suo peso specifico nel turismo internazionale, anche sul piano dei consumi.

Come cambiano le scelte dei viaggiatori

Dal confronto veneziano è emerso anche un altro elemento: cresce la domanda di esperienze su misura, legate all’identità dei luoghi e meno standardizzate. Secondo i dati richiamati durante l’evento, nel 2026 il 59% degli europei considera le esperienze più importanti rispetto al passato.

Non è solo una questione di destinazione, ma di qualità del tempo trascorso. Il 60% degli intervistati dichiara infatti di cercare attività offline come contrappeso alle ore passate nel digitale. In questo scenario, l’Italia viene letta come un sistema competitivo per varietà, patrimonio culturale e possibilità di integrare servizi innovativi.

I mercati esteri che sostengono la stagione

Nel quadro nazionale, la Germania si conferma il principale bacino di provenienza dei turisti, davanti a Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti. Tra i Paesi che mostrano un’accelerazione più marcata compaiono Austria e Spagna, entrambe segnalate con incrementi a doppia cifra.

Si tratta di un dato rilevante anche per il Veneto, storicamente legato a diversi mercati europei ma allo stesso tempo capace di attirare domanda extraeuropea nelle sue città d’arte, a partire da Venezia. La lettura proposta durante l’incontro suggerisce un turismo sempre meno concentrato soltanto sulle mete classiche e più attento a proposte con una forte impronta territoriale.

Il caso Cison di Valmarino nel progetto dedicato ai borghi

Accanto ai grandi flussi, a Venezia si è parlato anche del ruolo dei piccoli centri veneti. Tra gli interventi, quelli di Marco Zanin, vice sindaco di Cison di Valmarino, e di Paola Carniello, sindaco di Follina, hanno riportato l’attenzione sul valore dei borghi come leva per ampliare l’offerta regionale oltre gli itinerari più conosciuti.

Proprio da Cison di Valmarino arriva una delle esperienze presentate nel corso dell’evento: un’attività creativa immersiva dedicata alla realizzazione di un gioiello artigianale insieme all’artista Chiara Carlotto di Athina Jewels, all’interno di Casa Marian, dimora storica solitamente non visitabile dal pubblico.

Il percorso prevede anche un momento finale con vini del territorio e cicchetti veneti in un’enoteca del paese. L’iniziativa nasce nella collaborazione tra Mastercard e l’associazione I Borghi più Belli d’Italia, con l’obiettivo di dare visibilità a destinazioni fuori dai circuiti più affollati attraverso esperienze dedicate e strumenti digitali.

All’incontro veneziano hanno preso parte, tra gli altri, Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard, Saverio Mucci, Government Lead per l’Italia di Mastercard, Fiorello Primi, presidente de I Borghi più Belli d’Italia, e Sergio Bellini, CEO di MidaTicket e presidente della Fondazione Delphos. Nel corso dell’appuntamento è stato inoltre ricordato il decimo anno della sponsorship della Biennale di Venezia, con l’annuncio di nuove iniziative legate ai borghi italiani nei prossimi mesi.

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