Escursione fatale sulle Tofane, muore un 63enne legato anche al Trevigiano
Enrico Angelucci, residente in Umbria ma vicino a Ogliano per motivi familiari, è stato ritrovato senza vita dopo la scomparsa del tracciamento GPS.
La montagna che frequentava da tempo gli è stata fatale durante un’uscita sulle Tofane. Enrico Angelucci, 63 anni, residente a Montefalco in Umbria ma conosciuto anche a Ogliano di Conegliano, è morto dopo essere precipitato in un canale per diverse decine di metri.
A far scattare l’allarme è stato il mancato aggiornamento del localizzatore che l’uomo era solito attivare prima delle escursioni. Un’abitudine pensata per consentire ai familiari di seguirne gli spostamenti e sentirsi più tranquilli quando partiva da solo.
Il collegamento con Ogliano e il cordoglio che attraversa due regioni
La notizia ha raggiunto non solo l’Umbria, dove Angelucci viveva, ma anche il Trevigiano. La moglie è infatti originaria di Ogliano, frazione di Conegliano, luogo in cui la coppia tornava più volte nel corso dell’anno per far visita ai parenti.
Per questo la sua scomparsa ha colpito persone legate a territori diversi, uniti da rapporti familiari e conoscenze costruite nel tempo. Angelucci era descritto da chi lo conosceva come un appassionato di montagna, con esperienza e familiarità con questo tipo di uscite.
Il segnale interrotto e la richiesta di aiuto
Martedì 6 ottobre qualcosa è andato storto durante l’escursione. Quando il GPS ha smesso di trasmettere la posizione, la moglie ha intuito che poteva esserci un problema serio e ha contattato il figlio, che si trova all’estero.
È stato proprio il figlio ad avvisare il Soccorso alpino. Le ricerche hanno poi portato all’individuazione del corpo del 63enne nella zona del canale, dove era finito dopo una caduta di circa settanta metri.
L’incidente è avvenuto nell’area delle Tofane, sopra Cortina d’Ampezzo. Nei giorni precedenti la stessa zona era tornata all’attenzione anche per la frana sul versante della Tofana di Dentro, episodio però distinto da quanto accaduto all’escursionista.
Una consuetudine nata per rassicurare la famiglia
Chi gli era vicino racconta che attivare il tracciamento prima di mettersi in cammino era per lui una prassi consolidata. Serviva a far sapere ai suoi cari dove si trovasse, specialmente quando decideva di affrontare la montagna da solo o con un amico.
Quella precauzione, in questa occasione, non è bastata a evitargli la tragedia, ma ha permesso alla famiglia di capire quasi subito che c’era un’anomalia e di attivarsi senza perdere tempo.
Chi era Enrico Angelucci
Originario dell’area di Foligno, Angelucci abitava a Montefalco, dove si trova anche l’hotel di famiglia. Era inoltre socio di un’azienda che opera nel settore del commercio di prodotti chimici.
Restano ora il dolore dei familiari e gli adempimenti legati al rientro della salma. I parenti sono diretti a Cortina, mentre la data delle esequie non è stata ancora comunicata. La cerimonia potrebbe svolgersi in Umbria, ma la decisione deve ancora essere definita.
L’ultima immagine che lo ritrae lo mostra sorridente in mezzo alle montagne, gli stessi luoghi che continuava a frequentare con passione e che conosceva bene.