Dolomiti, il turismo assume ancora ma il Bellunese perde forza lavoro: Cadore in controtendenza

Studio di Veneto Lavoro su Cortina e provincia: servizi e ospitalità tengono alta la domanda, mentre cala la platea dei residenti in età attiva.

01 luglio 2026 00:59
Dolomiti, il turismo assume ancora ma il Bellunese perde forza lavoro: Cadore in controtendenza -
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Nelle Dolomiti il lavoro c’è, soprattutto nei servizi legati all’accoglienza, ma per le imprese trovare personale sta diventando sempre più complicato. Il nodo, evidenziato dall’analisi presentata il 30 giugno 2026 da Manuela De Colle dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, riguarda insieme Cortina e l’intero Bellunese: cresce il peso del turismo, mentre si restringe la base demografica da cui attingere lavoratori.

Per un territorio che vive di stagioni turistiche e flussi concentrati, il tema non è secondario. Alla spinta dell’ospitalità si affianca infatti una riduzione costante dei residenti in età lavorativa, con effetti che si sentono già oggi nella ricerca di addetti, sia nelle località più forti sia nelle aree montane meno centrali.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Servizi avanti, industria in frenata

Guardando all’ultimo quinquennio con base 2020, il bilancio dell’occupazione dipendente in provincia di Belluno resta positivo. Nel 2025 il saldo cumulato arriva a 9.230 posti in più, distribuiti tra 385 nell’agricoltura, 1.615 nell’industria e 7.235 nel terziario.

Il dato più rilevante, però, è il cambio di passo registrato nell’ultimo anno. Dopo un 2024 ancora favorevole, il 2025 si chiude quasi in equilibrio, con un saldo complessivo di -33 posizioni. Anche le assunzioni diminuiscono: 35.834 contro le 37.489 dell’anno precedente.

A pesare è soprattutto il ridimensionamento del comparto industriale. Le assunzioni nel settore si fermano a 7.588 e il saldo scende a -1.561. La flessione più netta interessa il made in Italy, che totalizza 2.653 ingressi con un saldo di -1.365; dentro questo quadro, l’occhialeria cala a 1.699 assunzioni e registra -1.407. Le altre industrie segnano -156, il metalmeccanico contiene le perdite a -85, mentre le costruzioni restano appena sopra lo zero con +14.

Di segno opposto l’andamento dei servizi, che continuano a sostenere il mercato del lavoro provinciale. Nel 2025 raccolgono 26.206 assunzioni e un saldo di +1.397. Spingono commercio e tempo libero, con 14.453 assunzioni e +847, ma è il turismo a confermarsi uno dei motori principali, con 12.209 assunzioni e +808. In positivo anche servizi alla persona (+351), terziario avanzato (+117), ingrosso e logistica (+13) e gli altri servizi (+73).

Una provincia che viaggia a velocità diverse

Dentro il Bellunese, però, il quadro non è uniforme. Le difficoltà dell’industria incidono in modo più marcato su Agordino e Valbelluna, dove i saldi peggiorano rispetto all’anno precedente.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Ad Agordo le assunzioni passano da 6.528 a 5.793 e il saldo vira da +231 a -376. Nell’area di Belluno si scende da 13.651 a 12.994 assunzioni, con un risultato che va da +564 a -177. Feltre contiene meglio il rallentamento e chiude con 5.475 assunzioni e un saldo ancora positivo di +69.

A tenere in piedi il risultato provinciale è soprattutto il Cadore. Il centro per l’impiego di Pieve di Cadore conta 11.572 assunzioni nel 2025 e un saldo di +451, confermandosi l’area che più di altre compensa le perdite registrate in altre zone del Bellunese.

Il peso della demografia sulle prospettive future

Il problema strutturale, tuttavia, non riguarda solo l’andamento dei settori economici. A rendere più stretto il mercato del lavoro è la diminuzione dei residenti tra i 15 e i 64 anni. In circa vent’anni, in provincia di Belluno, questa fascia è scesa del 12,5%: da 138 mila persone a circa 120 mila.

Nelle Terre Alte il fenomeno è ancora più evidente. Nell’area del centro per l’impiego di Pieve di Cadore la popolazione in età lavorativa si è ridotta del 21,2%, passando da 24.400 residenti a meno di 19 mila.

Si abbassa anche il peso percentuale di questa fascia sul totale dei residenti. Se nel 2005 rappresentava il 65,6% sia in provincia sia nell’area cadorina, nel 2025 la quota scende al 61,1% nel Bellunese e al 60,2% nel territorio di Pieve di Cadore. A questo si aggiunge l’invecchiamento generale della popolazione, che riduce ulteriormente il bacino locale disponibile per le imprese.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
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Per il turismo dolomitico cresce il ricorso a lavoratori da lontano

Il dato diventa ancora più significativo se letto insieme alla provenienza degli addetti stagionali. Nell’analisi di Veneto Lavoro, le aree turistiche venete vengono distinte anche in base alla distanza tra comune di residenza e luogo di lavoro.

Le Dolomiti mostrano un profilo particolare: capacità di autocontenimento media, reclutamento debole nel raggio di prossimità e ricorso elevato a personale che arriva da distanze più ampie. In sostanza, una parte consistente dei lavoratori necessari alla stagione non vive vicino alle località in cui viene assunta.

Il confronto con le altre destinazioni regionali lo rende ancora più chiaro. Nel 2023 il 43,1% degli occupati nel turismo dolomitico lavorava a oltre 50 chilometri dal comune di residenza. È il valore più alto tra le aree considerate, davanti alla costa con il 28,6%, al lago di Garda con il 21,2%, all’Altopiano di Asiago con il 19,7%, alle città d’arte con il 18,1%, alle Terme Euganee con il 12,1% e alle Colline del Prosecco con l’8%.

Cortina e Bellunese davanti alla sfida del personale

Per Cortina e per il sistema turistico provinciale questo intreccio tra domanda di lavoro, calo demografico e competizione tra territori diventa centrale. I servizi continuano a creare spazio occupazionale, ma la disponibilità di manodopera locale si riduce anno dopo anno.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Il punto, quindi, non riguarda soltanto il numero delle offerte, ma la capacità del territorio di attrarre e trattenere lavoratori. Nelle Dolomiti, già oggi, quasi un addetto del turismo su due arriva da oltre 50 chilometri di distanza: un segnale che racconta bene quanto il tema del personale sia ormai decisivo per il futuro dell’economia bellunese.

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