Dolomiti bellunesi, Ferragosto ad alta intensità: cinque interventi tra Cadore, Zoldo e Marmolada
Giornata impegnativa per elisoccorso e Soccorso alpino tra malori in quota, un’escursionista ferita in parete e un gruppo bloccato dai cani da guardiania.
Il Ferragosto sulle montagne bellunesi ha messo alla prova uomini e mezzi del soccorso, chiamati a muoversi per ore tra Cadore, Zoldo, Cortina e Marmolada. Dalla tarda mattinata fino al pomeriggio, le richieste di aiuto hanno riguardato situazioni molto diverse tra loro: problemi sanitari in baita, un recupero in parete, un escursionista fermo in un canale e due persone ferite durante un incontro con cani da guardiania.
Le operazioni hanno coinvolto gli elicotteri Falco 1 e Falco 2, oltre alle squadre territoriali del Soccorso alpino. Il quadro della giornata restituisce bene la pressione che in queste ore festive grava sulle Dolomiti bellunesi, meta di escursionisti, alpinisti e visitatori distribuiti su più comprensori.
Dal Cadore alla Marmolada, soccorsi in serie
Tra gli episodi più delicati c’è stato quello avvenuto sulla parete sud della Marmolada, lungo la Via Don Quixote. Una climber piemontese di 44 anni, impegnata da prima cordata sul dodicesimo tiro, è caduta battendo contro la roccia e procurandosi un trauma alla spalla.
L’intervento è stato organizzato con base al Rifugio Falier. Nel frattempo l’alpinista, aiutata dal compagno, è riuscita a scendere di due tiri fino a raggiungere la cengia. A quel punto l’elicottero ha recuperato entrambi con verricello da 40 metri e li ha portati al rifugio, dove la donna è stata visitata. Dopo la valutazione sanitaria, ha deciso di non proseguire verso l’ospedale.
Nella stessa giornata è stato richiesto aiuto anche al Museo all’aperto della Grande Guerra, nell’area di Cortina. Qui il Soccorso alpino della Guardia di finanza è stato attivato per una persona che si era fatta male a una caviglia lungo il percorso storico.
Malori in baita: due bellunesi portati in ospedale
Le emergenze sanitarie hanno riguardato anche due uomini del Bellunese. La prima chiamata è arrivata poco dopo mezzogiorno nella zona della strada per Passo Cibiana, dove un 61enne aveva accusato disturbi dopo essere stato punto da una vespa mentre si trovava in una baita poco distante dalla viabilità.
Medico e tecnico di elisoccorso sono stati calati con verricello, seguiti dall’infermiere con la barella. Dopo l’assistenza sul posto, l’uomo è stato trasferito all’ospedale di Pieve di Cadore.
Terminata questa missione, Falco 1 è ripartito verso Domegge di Cadore, in località Somacros, per soccorrere un altro bellunese, 65 anni, colto da malore in baita. Anche in questo caso l’équipe sanitaria è stata verricellata sul luogo dell’intervento e, dopo le prime cure, il paziente è stato accompagnato all’ospedale di Belluno.
Escursionista fermo sui Cadini e gruppo accompagnato a valle nello Zoldano
Uno dei recuperi più complessi per esposizione è avvenuto ai Cadini di Misurina. Un francese di 38 anni, impegnato nel passaggio verso Forcella Verzi lungo il tracciato attrezzato, ha sbagliato canale e si è trovato bloccato a quota 2.550 metri, senza margine per proseguire né per rientrare in autonomia.
L’uomo, inoltre, era privo di casco e kit da ferrata. Falco 2 lo ha localizzato dall’alto e il tecnico è riuscito a raggiungerlo e a portarlo via con un verricello di 30 metri. Il 38enne è stato poi trasportato a Misurina.
In Val di Zoldo, invece, il Soccorso alpino è intervenuto in zona Casera Malga Grava dopo la segnalazione di un gruppo che stava rientrando dallo Spiz Zuel. Durante il percorso sulla forestale, alcuni escursionisti si sono trovati davanti i cani da guardiania.
Due persone hanno cercato riparo tra gli alberi, mentre altre due hanno riportato morsi a gambe e mani. I soccorritori hanno accompagnato il gruppo fuori dall’area critica; i feriti si sono poi presentati autonomamente al pronto soccorso di Agordo. L’attività è proseguita perché più a monte c’erano altre quattro persone che avrebbero dovuto passare nello stesso tratto: la squadra le ha raggiunte e condotte a valle in sicurezza.
Una giornata che conferma la pressione di metà agosto sulle montagne
La successione degli interventi, concentrati in poche ore e in zone diverse del Bellunese, racconta un Ferragosto molto impegnativo per la macchina del soccorso in montagna. Tra itinerari attrezzati, baite isolate, sentieri storici e grandi pareti, ogni chiamata ha richiesto risposte rapide e assetti differenti.
Per il territorio veneto di montagna, nel pieno della stagione turistica, resta un dato evidente: l’afflusso elevato aumenta la complessità della gestione delle emergenze, soprattutto in ambienti dove preparazione, equipaggiamento adeguato e prudenza fanno spesso la differenza.