Diocesi di Padova, conti 2025 più vicini al pareggio: rosso sceso sotto i 68 mila euro
Presentato a Sarmeola di Rubano il rapporto annuale: attivo a 78,36 milioni, nessun debito verso le banche e 438 rendiconti parrocchiali analizzati.
I conti della Diocesi di Padova mostrano un miglioramento netto nel 2025, con un disavanzo che si riduce a 67.955 euro e si avvicina così alla soglia del pareggio. Il dato emerge dal Rapporto annuale illustrato sabato 7 novembre nell’auditorium dell’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio, a Sarmeola di Rubano.
Nel documento trovano spazio il bilancio dell’ente diocesano, i rendiconti delle parrocchie e il quadro di altri organismi collegati alla realtà ecclesiale padovana. La certificazione del bilancio è affidata a Pricewaterhouse Coopers Spa.
Un bilancio in miglioramento rispetto agli ultimi anni
Il risultato 2025 segna un ulteriore passo avanti dopo i correttivi già emersi nel rendiconto precedente. Se nel 2024 il saldo negativo era stato di 113.688 euro, nel 2023 aveva raggiunto 939.741 euro: il nuovo dato conferma quindi una progressiva riduzione dello squilibrio gestionale.
A presentare i contenuti del fascicolo sono stati don Lorenzo Celi, vicario episcopale per i beni temporali, l’economo diocesano Giovanni Bottecchia e l’avvocato Alessandro Perego, responsabile del Servizio amministrazione per enti e parrocchie. Al centro dell’incontro, oltre ai numeri, anche il tema della gestione trasparente del patrimonio ecclesiale.
Secondo quanto riportato nel rapporto, al 31 dicembre 2025 l’attivo complessivo arriva a 78,36 milioni di euro, in crescita di 2,64 milioni rispetto all’esercizio precedente. Il patrimonio netto sale a 53,80 milioni e rappresenta quasi il 69% del totale.
Patrimonio, investimenti e cantieri aperti
Tra gli elementi evidenziati dall’economato c’è l’assenza di esposizioni verso istituti di credito o altri finanziatori. I debiti complessivi ammontano a 5,17 milioni, in calo di circa 670 mila euro sul 2024. Le disponibilità liquide scendono invece a 6,19 milioni, mentre il rendiconto finanziario segnala un flusso positivo della gestione operativa pari a 1,80 milioni, a fronte di investimenti netti per 2,69 milioni.
Le immobilizzazioni materiali sono quantificate in 44,61 milioni di euro, quelle finanziarie in 22,37 milioni. La Diocesi lega quest’ultimo dato a una gestione prudente delle risorse, orientata alla tutela del capitale e al sostegno delle attività istituzionali.
Nel fascicolo vengono richiamati anche alcuni interventi già avviati o in programma nel Padovano: la ristrutturazione degli uffici della Curia vescovile, ormai prossima alla conclusione, il progetto del Polo delle biblioteche della Chiesa di Padova e il recupero di un complesso di via San Pietro destinato a finalità caritative.
Il quadro delle parrocchie padovane
Un altro capitolo rilevante riguarda i 438 rendiconti parrocchiali esaminati. Il totale delle entrate arriva a 64,2 milioni di euro, mentre le uscite si fermano a 56,8 milioni, con un avanzo complessivo di 7,3 milioni. Rispetto all’anno precedente le entrate crescono di quasi il 5%, ma aumentano anche le spese, che registrano un +7,6%.
Dal report emerge un quadro giudicato nel complesso positivo: cresce la liquidità, si riduce l’indebitamento e migliora la capacità delle comunità di sostenere gli impegni con risorse proprie. Restano stabili le offerte e le collette, mentre continuano ad avere un peso concreto sagre e feste parrocchiali, considerate una leva importante per mantenere attività e strutture.
Scuole dell’infanzia parrocchiali, margini molto ridotti
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle scuole dell’infanzia e ai nidi gestiti dalle parrocchie. Le comunità coinvolte sono 166 e i dati raccolti coprono quasi la totalità delle strutture. I ricavi sfiorano i 60 milioni di euro, ma il margine finale è molto contenuto: circa 370 mila euro, pari allo 0,6%.
In sostanza, queste realtà riescono a sostenere la gestione ordinaria, ma hanno poca capacità di generare risorse utili per lavori straordinari o interventi sugli edifici. Per affrontare spese di questo tipo, si legge nel rapporto, serve spesso fare affidamento su accantonamenti degli anni precedenti o su altre disponibilità delle singole parrocchie.
Le risorse per carità, pastorale e missioni
Nel 2025 le assegnazioni CEI dell’8xmille hanno destinato alla Diocesi di Padova 4.309.380 euro complessivi. Di questi, 1.648.681 euro sono andati agli interventi caritativi, 1.732.569 euro alle esigenze di culto e pastorale e 928.130 euro al restauro dei beni culturali.
Il rapporto richiama inoltre l’impegno economico delle realtà che operano nel territorio e all’estero nei campi della carità e della missione. Sommando i dati aggregati degli enti attivi nel Padovano e quelli delle strutture impegnate nel mondo, il volume complessivo supera i cento milioni di euro, a conferma del peso sociale e assistenziale della rete diocesana.
Nel messaggio che accompagna il fascicolo, il vescovo Claudio Cipolla insiste sul valore della gestione condivisa e responsabile dei beni della Chiesa. Il rapporto 2025, oltre ai numeri, consegna così un’indicazione precisa: consolidare l’equilibrio raggiunto senza perdere di vista manutenzioni, sostenibilità dei costi e sostegno alle attività rivolte alla comunità.