Musica e dimore storiche: entra nel vivo la rassegna in Veneto
Le Dimore della Musica 2026: concerti tra ville storiche tra Vicenza e Padova fino al 7 giugno.
VENETO - Avviata il 19 aprile a Villa Rosa di Tramonte di Teolo, entra ora nel vivo la seconda edizione de Le Dimore della Musica, la rassegna che fino al 7 giugno 2026 propone un ciclo di concerti pomeridiani in alcune tra le più affascinanti dimore storiche tra Vicenza e Padova. Il progetto, promosso dalla Società del Quartetto di Vicenza insieme a Dimore Amiche del Veneto e Be Ancient Be Cool, costruisce un itinerario in cui musica e architettura dialogano tra loro.
Il calendario riunisce giovani interpreti attivi a livello internazionale in programmi che attraversano quattro secoli di musica, dal primo Seicento al Novecento. Dopo l’appuntamento inaugurale a Villa Rosa di Tramonte di Teolo, i concerti proseguono tra Parco Frassanelle a Rovolon, in provincia di Padova, e Villa da Schio a Castelgomberto, Villa Angarano a Bassano del Grappa, il Castello di Thiene e il Bosco di Villa Valmarana ai Nani, in provincia di Vicenza, in un percorso che accosta autori come Monteverdi, Scarlatti, Bach, Vivaldi, Mozart e Beethoven, valorizzando strumenti storici e formazioni cameristiche.
Nei prossimi appuntamenti la rassegna attraversa repertori e organici diversi, mantenendo al centro il dialogo tra musica e luogo. Virginia Salvatore è protagonista di un recital di arpa tra Otto e Novecento (Parco Frassanelle, Rovolon – 26 aprile), mentre il duo Le Chalumeau Possible, con Silvia Dell’Agnolo al chalumeau e Sara Bandiziol al clavicembalo, riporta al centro sonorità barocche legate a uno strumento raro, tra Heinichen, Telemann e Vivaldi (Villa da Schio, Castelgomberto – 10 maggio). Il duo Floricantus, con il mezzosoprano Alice Coppo e Alessandro Gonfiantini alla tiorba, costruisce un itinerario nel primo Seicento tra canto e tiorba, da Dowland a Monteverdi e Strozzi (Villa Angarano, Bassano del Grappa – 17 maggio).
Il percorso prosegue con Alice Fraccari, soprano, ed Enrico Bissolo al clavicembalo, in un programma dedicato al barocco inglese e italiano tra Händel, Purcell e Legrenzi (Castello di Thiene – 22 maggio). Con l’ensemble Intarsio Armonico, Giuseppe Falciglia e Arrigo Pietrobon agli oboi classici e Stefano Sopranzi al fagotto, impegnato in una serata cameristica tra Salieri, Beethoven e Mozart (Villa da Schio, Castelgomberto – 31 maggio). La chiusura è affidata all’Ensemble Musagète con Angelica Pianegonda e Luigi Marasca ai clarinetti e Stefano Negro al corno di bassetto impegnati in un percorso interamente dedicato a Mozart, tra divertimenti settecenteschi e trascrizioni operistiche (Bosco di Villa Valmarana ai Nani, Vicenza – 7 giugno).
Il programma
Domenica 26 aprile il Parco Frassanelle di Rovolon accoglie Virginia Salvatore con un recital di arpa che attraversa tre secoli di musica per lo strumento. Si apre con la celeberrima Gymnopédie n. 1 di Erik Satie, pagina di lenta e malinconica bellezza che anticipa le atmosfere impressioniste, e con il Jardin Mouillé di Jacques de La Presle, brano che prende vita da una poesia di Henri de Régnier sul giardino bagnato dalla pioggia, evocandone il suono attraverso armonici e glissandi. Al centro del programma la Sonata in Fa minore K 466 di Domenico Scarlatti, dal carattere quasi romantico, con la sua insolita sovrapposizione di ritmi diversi tra le due mani. Seguono la Féerie - La Volière Magique di Marcel Tournier, arpista e compositore formatosi alla scuola di Alphonse Hasselmans al Conservatorio di Parigi, e i Follets Op. 48 dello stesso Hasselmans, capriccio-studio per arpa. Chiude il programma la Beige Nocturne dell'americana Pearl Chertok, tratta dalla suite Around the Clock, in cui tradizione classica e suggestioni jazz si fondono in un'atmosfera sospesa tra giorno e notte.
Domenica 10 maggio l'appuntamento si sposta a Villa da Schio di Castelgomberto con Le Chalumeau Possible: Silvia Dell'Agnolo al chalumeau e Sara Bandiziol al clavicembalo propongono un programma interamente barocco che valorizza le sonorità calde di uno strumento oggi poco frequentato, conosciuto in Italia come “salmoè”. Si apre con un brano di Johann David Heinichen, compositore tedesco attivo alla corte di Sassonia, tratto dalla Sonata in Fa Maggiore S. 263. Seguono due Partite di Georg Philipp Telemann. Al centro del programma spicca il Cum Dederit, quarto movimento del Nisi Dominus RV 608 di Antonio Vivaldi, un Largo in ritmo di siciliana dal carattere cullante e sognante, tratto dal salmo composto per i Vespri all'Ospedale della Pietà di Venezia. Completa il pomeriggio la Suite II di Johann Fischer, violinista e compositore che fu tra i primi a introdurre in Germania la forma della suite di danze di derivazione francese.
Domenica 17 maggio Villa Angarano di Bassano del Grappa ospita il duo Floricantus: il mezzosoprano Alice Coppo e Alessandro Gonfiantini alla tiorba propongono un raffinato viaggio nel repertorio del primo Seicento. Ad aprire il programma è John Dowland, compositore, cantante e liutista inglese del Rinascimento, con una selezione di ayres tra cui la celeberrima Flow my tears, tra le melodie più famose del suo tempo. Seguono brani di Giovanni Girolamo Kapsberger, virtuoso della tiorba attivo a Roma nella cerchia della corte papale di Urbano VIII. Al centro del programma due composizioni di Girolamo Frescobaldi: il sonetto spirituale Maddalena alla Croce e l'Aria di Passacaglia "Così mi disprezzate", pagina dal tono ironico costruita su un basso ostinato. Completano il pomeriggio arie di Giulio Caccini, il madrigale Sì dolce è'l tormento di Claudio Monteverdi e due cantate di Barbara Strozzi tratte dall'Op. 2: L'Eraclito amoroso e Amor dormiglione.
Venerdì 22 maggio il Castello di Thiene ospita il soprano Alice Fraccari e il clavicembalista Enrico Bissolo in un programma che alterna grandi pagine del barocco inglese e italiano. Al centro della serata la cantata Armida abbandonata HWV 105 di Georg Friedrich Händel, composta nel 1707 per soprano, archi e basso continuo, un ciclo di arie e recitativi attraverso i quali Händel percorre tutta la gamma delle reazioni dell'amante tradita, dalla concitazione alla sete di vendetta fino, in una splendida siciliana conclusiva, alla fragilità del dolore. Di Händel è anche la Chaconne in Sol maggiore HWV 435, pagina per clavicembalo solo costruita su 21 variazioni su un basso ostinato, in cui le variazioni centrali in sol minore toccano momenti di intensa malinconia prima del festoso ritorno al maggiore. Di Henry Purcell si esegue la canzone O let me weep tratta dalla semiopera The Fairy Queen Z. 629, costruita su un basso ostinato discendente e cromatico, e la Suite n. 2 in Sol minore Z. 661. Chiude il programma la canzonetta Non c'è che dire, la voglio così di Giovanni Legrenzi, compositore bergamasco che fu poi maestro di cappella della Cappella Marciana, tratta dalle Cantate e canzonette Op. 12 del 1676.
Domenica 31 maggio Villa da Schio torna protagonista con Intarsio Armonico: Giuseppe Falciglia e Arrigo Pietrobon agli oboi e Stefano Sopranzi al fagotto propongono un programma interamente classico dedicato al trio di fiati. Ad aprire e chiudere la serata sono due dei tre Trii per due oboi e fagotto di Antonio Salieri, compositore legnagese che trascorse la sua lunga carriera alla corte imperiale asburgica di Vienna, dove fu Kapellmeister e insegnante di Beethoven, Schubert e Liszt. Al centro del programma spiccano due pagine di Beethoven in trascrizione per questo organico: il Trio in Do maggiore op. 87 e le Variazioni sul tema Là ci darem la mano dal Don Giovanni mozartiano. Completa il pomeriggio la trascrizione per questo organico del Kanonisches Adagio di Mozart K 410, un breve Adagio in forma di canone composto a Vienna attorno al 1785.
Domenica 7 giugno la rassegna si chiude nel suggestivo Bosco di Villa Valmarana ai Nani di Vicenza con l'Ensemble Musagète: Angelica Pianegonda e Luigi Marasca ai clarinetti e Stefano Negro al corno di bassetto in un programma interamente dedicato a Mozart. I due Divertimenti K 439b n. 2 e n. 3 in Si bemolle maggiore, composti probabilmente dal 1783 a Vienna per Anton Stadler, clarinettista suo amico, sono pagine piacevoli e geniali, articolate in più movimenti con l'alternanza lento-veloce tipica della musica da divertimento settecentesca. A chiudere la serata, e con essa l'intera rassegna, tre arie dalle Nozze di Figaro nella trascrizione d'epoca per due clarinetti e corno di bassetto: Voi che sapete e Non più andrai farfallone amoroso, entrambe dall'opera originale del 1786 su libretto di Lorenzo da Ponte, e Al desio di chi t'adora, aria sostitutiva che Mozart scrisse nel 1789 per una ripresa viennese dell'opera.
Tutti gli eventi iniziano alle ore 18.30. Il biglietto ha un ingresso unico di 5 euro ed è acquistabile online su www.vivaticket.com oppure presso la sede della Società del Quartetto di Vicenza (Vicolo Cieco Retrone, 24 (tel. 0444 543729 — email: [email protected]) e direttamente nelle sedi dei concerti la sera stessa.
Per informazioni e programmi
www.quartettovicenza.org