Dalla tappa di Mestre al richiamo ai giovani: il punto di Elisabetta Maschio dopo i concerti con La Fenice

La direttrice ripercorre le date venete con l’Orchestra del Teatro La Fenice e rilancia su formazione, ascolto dal vivo e valorizzazione del talento femminile.

16 ottobre 2026 12:01
Dalla tappa di Mestre al richiamo ai giovani: il punto di Elisabetta Maschio dopo i concerti con La Fenice -
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Il passaggio al Teatro Toniolo di Mestre ha chiuso un percorso veneto che, per Elisabetta Maschio, ha avuto un significato che va oltre il risultato artistico. Dopo le date condivise con l’Orchestra del Teatro La Fenice, la direttrice ha affidato il suo bilancio a una riflessione che intreccia musica, memoria e futuro della formazione orchestrale.

Nel tracciarne il senso, Maschio richiama due piani insieme: da una parte l’incontro con una delle realtà simbolo della vita musicale veneziana, dall’altra il valore di concerti portati anche fuori dal perimetro del teatro, in un dialogo diretto con il pubblico del territorio.

La tournée ha toccato Treviso e poi Mestre, con l’appuntamento del 4 ottobre al Toniolo. Un itinerario breve ma denso, costruito attorno alla musica sinfonica e accompagnato dal riferimento a Giuseppe Sinopoli, figura che la direttrice sente particolarmente vicina anche per il suo impegno nazionale nel Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia.

Il legame con l’orchestra e il ricordo di Sinopoli

Nel suo commento conclusivo, Maschio descrive l’esperienza sul podio come un passaggio intenso sul piano professionale e umano. Dirigere un’orchestra con una fisionomia sonora così riconoscibile, spiega, significa confrontarsi con una personalità musicale già definita, capace di esprimere identità, qualità e forza interpretativa.

La direttrice sottolinea anche l’aspetto più personale dell’incontro con i musicisti, raccontando la soddisfazione per il rapporto costruito durante i concerti e per la possibilità di percepire dall’interno il livello di competenza dell’ensemble. In questo quadro si inserisce anche il pensiero rivolto a Sinopoli, nel segno di un anniversario che ha accompagnato idealmente queste date venete.

Maschio è infatti attesa il 21 ottobre a Roma, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, per portare la propria testimonianza nell’iniziativa dedicata al maestro dal titolo “Sinopoli, 25 anni dopo”, insieme ad altre personalità del mondo musicale e culturale.

Elisabetta Maschio traccia il bilancio dei concerti con l’Orchestra della Fenice

Musica dal vivo, pubblico e spazio ai talenti

Nel bilancio della direttrice c’è poi un passaggio netto sul ruolo dei concerti come momento di condivisione. L’auspicio, nelle sue parole, è che la musica eseguita dal vivo continui a essere al centro dell’attenzione pubblica e che sempre più persone possano frequentare le orchestre e i teatri come luoghi di incontro e partecipazione.

Il tema dei giovani torna con forza. Per Maschio, avvicinare le nuove generazioni all’esperienza del teatro e dell’ascolto significa investire in uno spazio civile oltre che artistico, un presidio di bellezza e convivenza di cui c’è bisogno.

Accanto a questo, la direttrice richiama anche la questione del merito nelle scelte artistiche delle istituzioni musicali italiane. Il riferimento è alla necessità di riconoscere e sostenere con maggiore decisione le direttrici d’orchestra italiane, evitando distinzioni che finiscono per indebolire sia la professione sia il percorso delle donne nel settore.

Chiusa la parentesi dei concerti in Veneto, si apre ora una nuova fase di impegni. Dopo l’appuntamento romano dedicato a Sinopoli, Maschio presiederà gli eventi del Sistema al Teresianum, sempre nella capitale, tra momenti di confronto e attività formative. Un seguito coerente con il messaggio lasciato anche a Mestre: la musica non vive soltanto sul palco, ma nella capacità di creare comunità e trasmettere competenze.

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