Dal Veneto al podio del Giro: a Roma un calice di Murano per celebrare la Maglia Rosa
Il Consorzio DOC Delle Venezie porta alla tappa finale del Giro un’opera unica in vetro soffiato: un omaggio che lega Veneto, vino e artigianato.
Alla passerella finale del Giro d’Italia 2026 ci sarà anche un segno forte del Veneto. Per la premiazione conclusiva del 31 maggio a Roma, il Consorzio DOC Delle Venezie ha scelto di affiancare al rito della Maglia Rosa un’opera in vetro soffiato di Murano, pensata come simbolo dell’incontro tra ciclismo, cultura del vino e saper fare artigiano.
L’iniziativa arriva nel quadro della presenza del Consorzio come Official Wine delle principali manifestazioni legate alla corsa rosa: Giro d’Italia, Giro d’Italia Women, Giro Next Gen e Giro-E. A consegnare il manufatto al vincitore sarà il presidente Luca Rigotti, direttamente sul podio della capitale.
Un pezzo unico nato dalla tradizione muranese
L’opera realizzata per l’occasione è un grande calice alto 65 centimetri, lavorato a bocca secondo la storica tecnica del vetro soffiato. Non si tratta di un semplice elemento decorativo, ma di un oggetto creato appositamente per questo appuntamento, con un richiamo formale al Trofeo Senza Fine che identifica il Giro.
La spirale che caratterizza il trofeo è stata reinterpretata nel calice attraverso i colori rosa e oro, scelti per evocare immediatamente l’immaginario della corsa. Il risultato è un manufatto che porta in primo piano una delle espressioni più note dell’artigianato veneto, inserendola in uno dei momenti televisivamente più riconoscibili dello sport italiano.
Il ruolo del Pinot Grigio DOC Delle Venezie nella cerimonia finale
La novità entrerà nella premiazione accanto al trofeo ufficiale, aggiungendo un nuovo passaggio alla scenografia del podio. Il calice sarà mostrato pubblicamente solo durante la cerimonia finale, diventando così uno degli elementi inediti dell’ultimo atto del Giro 2026.
Per il Consorzio è un ulteriore passo in un percorso già avviato negli anni scorsi, quando il Pinot Grigio DOC Delle Venezie aveva portato sul podio della corsa il brindisi ufficiale con un vino bianco fermo. Ora l’operazione si amplia e punta a dare una forma più riconoscibile a quel legame tra denominazione, territorio e grande evento sportivo.
Una denominazione che parla anche veneto
Il peso del Veneto in questa storia è centrale. La DOC Delle Venezie nasce infatti come modello di integrazione tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, ma è proprio il territorio veneto a rappresentare una componente decisiva nella produzione e nell’identità della denominazione.
Secondo i dati diffusi dal Consorzio, l’area conta 27.000 ettari produttivi e una filiera composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 realtà di imbottigliamento, per un totale di 230 milioni di bottiglie. Numeri che spiegano la dimensione del progetto: la DOC Delle Venezie vale oggi circa l’85% del Pinot Grigio nazionale e il 43% di quello mondiale.
Rigotti ha sottolineato che la presenza nel momento conclusivo del Giro significa entrare in un rito sportivo seguito ben oltre i confini italiani. La scelta del calice in vetro soffiato, nelle intenzioni del Consorzio, serve proprio a rappresentare insieme identità territoriale, eccellenza manifatturiera e cultura del vino.
Per il Veneto, l’operazione ha anche un valore d’immagine preciso: portare sul palco finale della corsa rosa un oggetto che richiama Murano e una denominazione fortemente radicata nel Nordest significa trasformare una premiazione sportiva in una vetrina nazionale per due simboli del Made in Italy legati a questo territorio.