Da Vicenza a Roma, 350 in viaggio con la Cgil per la giornata nazionale del 17 ottobre
Delegazione vicentina attesa alla manifestazione “La Via Maestra”: al centro stipendi, sanità, casa, scuola e opposizione all’autonomia differenziata.
La provincia di Vicenza si prepara a portare a Roma una partecipazione numerosa per la manifestazione nazionale “La Via Maestra”. Per sabato 17 ottobre 2026 la Cgil vicentina annuncia infatti la partenza di 350 persone, tra lavoratori, pensionati, studenti e attivisti, diretti nella capitale per il corteo promosso insieme a oltre cento realtà associative.
L’iniziativa avrà il suo avvio alle 13.30 in Piazza della Repubblica e si concluderà in Piazza del Popolo, dove nel pomeriggio sono previsti gli interventi finali. La presenza dal territorio vicentino si inserisce in una mobilitazione più ampia che mette al centro temi sociali e del lavoro considerati prioritari dai promotori.
Tra le questioni richiamate ci sono il peso del carovita su salari e pensioni, la tenuta della sanità pubblica, il costo dell’abitare, la scuola, la pace e la tutela del lavoro. Nel quadro politico della manifestazione rientrano anche la contrarietà all’autonomia differenziata e la critica all’aumento della spesa militare.
Le ragioni della partecipazione vicentina
Secondo la Cgil Vicenza, la scelta di raggiungere Roma nasce da problemi che nel territorio si riflettono da tempo sulla vita quotidiana di famiglie e lavoratori. In una provincia a forte vocazione produttiva, il sindacato richiama nodi come precarietà, catene di appalti e subappalti, minore capacità di spesa e indebolimento delle protezioni sociali.
Il segretario generale Giancarlo Puggioni lega la trasferta alla condizione concreta di chi vive e lavora nel Vicentino: stipendi e assegni pensionistici che faticano a stare dietro ai rincari, ospedali e servizi territoriali sotto pressione per la mancanza di personale, bollette e affitti sempre più pesanti, oltre al capitolo degli incidenti nei luoghi di lavoro e delle vittime.
Dentro la delegazione ci saranno rappresentanti di comparti diversi, sia pubblici sia privati, insieme a giovani e pensionati. L’intenzione dichiarata è far arrivare nella manifestazione nazionale anche le vertenze aperte e le criticità che, secondo il sindacato, attraversano il Vicentino in più settori.
Il corteo nazionale e le adesioni
La giornata romana seguirà un programma già definito: ritrovo nella zona di Piazza della Repubblica, quindi il percorso verso Piazza del Popolo, dove è prevista la fase conclusiva attorno alle 17. La mobilitazione è stata lanciata dalla Cgil con il sostegno di oltre cento associazioni della società civile, nazionali e territoriali.
Tra le organizzazioni citate figurano ANPI, ACLI, Libera, ARCI, Antigone, Emergency, Rete Italiana Pace e Disarmo, UDU, UDI e CoVeSaP. Per la Cgil nazionale, attraverso l’intervento di Pino Gesmundo, la manifestazione vuole riportare al centro del dibattito pubblico lavoro, salute, istruzione, ambiente e partecipazione democratica, contestando anche quella che viene definita una deriva autoritaria.
Le richieste che arrivano in piazza
La piattaforma presentata dai promotori mette in fila richieste molto precise. Sul versante del lavoro, si parla di aumenti per stipendi e pensioni, recupero del drenaggio fiscale, contrasto alla precarietà e garanzia della parità salariale tra uomini e donne.
Un altro capitolo riguarda il fisco: la richiesta è di colpire con più efficacia l’evasione, alleggerire il peso fiscale sul lavoro dipendente e introdurre una tassazione straordinaria su rendite, grandi patrimoni ed extraprofitti.
Per sanità e istruzione, la proposta indicata dai promotori è quella di portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del PIL e quello della scuola al 5%, accompagnando queste misure con un piano straordinario di assunzioni per ridurre le liste d’attesa e fermare le privatizzazioni.
Nel documento trovano spazio anche un piano per l’edilizia residenziale pubblica, investimenti nella transizione ecologica e industriale per difendere la base produttiva, lo stop alla crescita delle spese militari e la tutela del diritto di sciopero e di manifestazione. Alla presentazione dell’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, Silvana Fanelli della Cgil Veneto, Pino Gesmundo della Cgil nazionale e Giancarlo Puggioni per la Cgil Vicenza.
Per il Veneto, e per il Vicentino in particolare, la manifestazione rappresenterà quindi anche un passaggio politico e sindacale con cui portare nella capitale questioni che toccano da vicino il territorio: lavoro, servizi pubblici e costo della vita restano i temi su cui la delegazione intende far sentire la propria voce.