Da Ponte di Piave a Suffolk, serata a Villa Giustiniani-Tonon nel nome di Amedeo Obici
L’incontro del 6 settembre ha riunito istituzioni locali, associazione e delegazione americana per rilanciare il legame tra il Veneto orientale e gli Stati Uniti.
Il nome di Amedeo Obici è tornato al centro di una serata che, a Ponte di Piave, ha messo insieme memoria storica e relazioni internazionali. Nella cornice di Villa Giustiniani-Tonon, domenica 6 settembre 2026, l’Associazione Amedeo Obici Oderzo ha promosso un appuntamento dedicato all’imprenditore opitergino emigrato negli Stati Uniti, con la presenza di ospiti arrivati anche dall’America.
L’iniziativa ha riportato l’attenzione su un filo che continua a unire il Veneto orientale a Suffolk, in Virginia, dove Obici costruì la propria fortuna imprenditoriale. Un rapporto che negli anni si è tradotto in incontri, scambi e occasioni di contatto tra comunità lontane geograficamente ma legate dalla stessa storia.
Una figura simbolo per il territorio opitergino
Nato a Oderzo e partito per gli Usa all’inizio del Novecento, Amedeo Obici viene ricordato come il fondatore della Planters' Nut and Chocolate Company. La sua vicenda personale, richiamata più volte nel corso della serata, continua a rappresentare per questa parte di provincia trevigiana un esempio di intraprendenza senza rottura con le proprie origini.
Proprio questo aspetto è emerso come uno dei punti centrali dell’evento: il successo costruito oltreoceano non ha cancellato il legame con la terra d’origine, che ancora oggi viene custodito da associazioni, amministratori e cittadini attraverso iniziative pubbliche e momenti di confronto.
Le presenze istituzionali e la delegazione dagli Stati Uniti
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Ponte di Piave Matteo Buso, la presidente dell’Associazione Amedeo Obici Oderzo Ingrid Barosco e l’assessore regionale Paola Roma. Con loro anche una delegazione statunitense, arrivata per condividere il valore di una relazione che dura da decenni.
Nel suo intervento, il sindaco Buso ha definito Obici “un uomo che ha saputo essere ponte tra due mondi, senza mai dimenticare le proprie origini”, richiamando il significato di un legame costruito nel tempo tra il territorio di Oderzo e la città americana attraverso attività culturali e incontri istituzionali.
Il senso dell’appuntamento a Ponte di Piave
La serata non si è limitata al ricordo celebrativo. Testimonianze, richiami alla storia comune e riferimenti a possibili sviluppi futuri hanno dato all’appuntamento un carattere concreto, legato alla volontà di mantenere vivo questo dialogo tra comunità.
Accanto ai momenti ufficiali, c’è stato spazio anche per il confronto diretto tra gli ospiti italiani e quelli arrivati dagli Stati Uniti. Un clima di scambio che gli organizzatori hanno voluto costruire attorno a temi riconoscibili per entrambe le realtà: lavoro, famiglia, identità e continuità con le radici.
L’amministrazione comunale ha inoltre rivolto un ringraziamento all’Associazione Amedeo Obici Oderzo per l’attività portata avanti nella tutela della memoria locale. La scelta di Villa Giustiniani-Tonon come sede del gala ha rafforzato il valore simbolico dell’incontro, trasformando la serata in un’occasione per rileggere, in chiave attuale, una storia che continua a parlare al territorio.