Da Padova a Roma, nuovo omaggio ad Alberto Biasi: a settembre una personale con opere storiche e ambienti luminosi

L’artista padovano sarà protagonista dal 16 settembre 2026 negli spazi di Tornabuoni Arte: in mostra lavori di diverse fasi, documenti e un’intervista realizzata per l’occasione.

09 settembre 2026 11:28
Da Padova a Roma, nuovo omaggio ad Alberto Biasi: a settembre una personale con opere storiche e ambienti luminosi -
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Padova torna al centro della scena artistica nazionale con una nuova mostra dedicata ad Alberto Biasi. Il maestro nato nel 1937, figura chiave della ricerca ottico-cinetica italiana, sarà infatti protagonista a Roma di una personale che ripercorre una lunga stagione creativa, dagli esordi fino ai lavori più vicini nel tempo.

L’appuntamento è fissato per il 16 settembre 2026 negli spazi di Tornabuoni Arte, in via Bocca di Leone 88, dove il pubblico troverà un nucleo di venti opere insieme a due ambienti di immagini luminose risalenti agli anni Sessanta. La rassegna resterà aperta fino al 21 novembre.

Un nuovo riconoscimento per uno dei grandi nomi legati a Padova

Per la città e per il Veneto si tratta di un ulteriore segnale della centralità di Biasi nel panorama contemporaneo. Il suo percorso, nato anche dall’esperienza del Gruppo N, ha costruito negli anni una cifra personale fondata sul movimento percettivo, sul dialogo con chi osserva e su opere che cambiano volto a seconda del punto di vista.

La mostra romana mette proprio a fuoco questa continuità di ricerca lungo oltre sei decenni. Il progetto espositivo segue fasi diverse del suo lavoro: dal periodo delle sperimentazioni condivise con il Gruppo N agli ambienti sviluppati negli anni Settanta, fino alla produzione più recente.

Cosa troverà il pubblico nella sede romana

Accanto alle opere, il percorso comprende anche materiali d’archivio scelti per raccontare il rapporto tra l’artista padovano e la capitale. Saranno esposti inviti, fotografie, cataloghi e altri documenti che aiutano a ricostruire una presenza costruita nel tempo, non episodica ma costante.

A completare l’allestimento ci sarà anche un’intervista inedita, preparata appositamente per questa occasione. Un elemento che aggiunge una lettura diretta del lavoro di Biasi e del suo legame con una città che ha accompagnato più volte la sua carriera.

Il filo con Roma attraversa tutta la sua carriera

Il rapporto con Roma, del resto, parte da lontano. Tra i primi episodi ricordati dall’artista c’è la mostra del 1960 “Sculture tascabili, componibili, trasportabili, istantanee”, promossa da Piero Manzoni alla Galleria Trastevere guidata da Topazia Alliata.

Pochi anni più tardi arrivò anche la partecipazione del Gruppo N a “Arte Programmata”, progetto organizzato da Bruno Munari e Giorgio Soavi nei negozi Olivetti, compresa la sede di via del Tritone. Nel corso dei decenni Biasi ha poi esposto alla Galleria L'Obelisco, è stato presente in “Vitalità del negativo” a Palazzo delle Esposizioni e ha preso parte a tre edizioni della Quadriennale di Roma.

Opere dell’artista sono entrate inoltre nelle raccolte della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, allora diretta da Palma Bucarelli. La sua presenza romana è proseguita negli anni anche in altri contesti museali, dal Museo Nazionale d’Arte Orientale ai Musei di San Salvatore in Lauro, passando per Villa Doria Pamphilj e il Museo dell’Ara Pacis.

Alberto Biasi in mostra a Roma dal 16 settembre: venti opere e due ambienti luminosi

Un 2026 molto attivo per il maestro padovano

La personale nella capitale si inserisce in un calendario già ricco. A 89 anni Biasi continua a lavorare nel suo studio-archivio di Padova e nel 2026 è stato presente anche a Palazzo Regazzoni di Sacile con “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea” e a Palazzo Reale di Napoli nella mostra “Alberto Biasi e altre visioni delle superfici: Hsiao, Rotta Loria, Tornquist”.

Restano aperte anche due collettive che includono sue opere: una al Museo Casa Rusca di Locarno, visitabile fino al 10 gennaio 2027 con “L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione”, e l’altra alla Fondazione Ettore Majorana di Erice, fino al 24 gennaio, con “Antonino Zichichi e l'arte contemporanea: dalla materia alla meraviglia”.

Il profilo internazionale dell’artista non è una novità: nel suo cammino figurano infatti tappe come la XXXII Biennale di Venezia e “The Responsive Eye” al Museum of Modern Art di New York. La mostra di Roma aggiunge così un nuovo capitolo a una storia artistica che continua a partire da Padova e a parlare ben oltre i confini veneti.

Date e orari della mostra

L’apertura è prevista mercoledì 16 settembre alle 18. La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, nella sede romana di Tornabuoni Arte.

Tra opere, ambienti luminosi e documenti d’archivio, l’esposizione offrirà anche l’occasione per rileggere il percorso di uno degli artisti veneti più riconosciuti, capace ancora oggi di mantenere viva una ricerca che ha segnato la storia dell’arte italiana del secondo Novecento.

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