Conegliano, al Centro Diurno nasce un giardino per attività e inclusione: coinvolti ospiti, scuola e volontari
Nel presidio di viale Spellanzon inaugurato uno spazio verde pensato per 30 utenti del servizio: progetto sostenuto da Banca Finint con il contributo del Cerletti.
Un’area verde costruita per diventare parte della quotidianità del Centro Diurno “Città di Conegliano”. Nella sede di viale Spellanzon è stato presentato il nuovo giardino sensoriale, uno spazio pensato per accompagnare attività educative, momenti di relazione e percorsi di stimolazione attraverso il contatto diretto con piante, profumi e materiali diversi.
Il servizio segue 30 persone con disabilità, di età compresa fra i 18 e i 65 anni. Per utenti e operatori il nuovo ambiente all’aperto rappresenta uno strumento in più da utilizzare nelle attività assistenziali, riabilitative e di inclusione sociale, con l’obiettivo di sostenere autonomia personale, benessere e socialità.
Un progetto costruito attorno alle esigenze del centro
L’inaugurazione si è tenuta il 5 ottobre 2026. La realizzazione è stata resa possibile dalla donazione del Gruppo Banca Finint, già vicino alla struttura anche in precedenza. Il nuovo intervento si inserisce infatti in un percorso già avviato, dopo la stanza sensoriale aperta lo scorso anno.
Il progetto è stato promosso da La Margherita Odv, l’associazione dei familiari degli ospiti, e si concentra su un’idea semplice ma concreta: offrire uno spazio esterno che non abbia soltanto una funzione estetica, ma che possa essere vissuto come parte attiva del lavoro quotidiano del centro.
Come è stato organizzato lo spazio verde
Il giardino è stato pensato come ambiente educativo e terapeutico, con aree differenziate e soluzioni studiate per stimolare più sensi. Nel percorso trovano posto prato fiorito, punti ombreggiati, essenze officinali e vasche rialzate con specie botaniche selezionate.
L’alternanza di colori, odori e superfici diverse punta a favorire esperienze sensoriali utili nel tempo, con ricadute sul piano psicofisico. L’idea di fondo è quella di far dialogare natura e attività del centro, creando occasioni di partecipazione accessibili e riconoscibili per gli ospiti.
Il contributo arrivato da Conegliano
Alla realizzazione hanno preso parte anche docenti e studenti dell’Istituto Cerletti di Conegliano, coinvolti nella progettazione, nel disboscamento e nella sistemazione degli spazi. Un apporto che ha dato al progetto anche un valore formativo e civico, oltre che operativo.
Accanto alla scuola, il Gruppo Banca Finint ha attivato i propri dipendenti in iniziative di volontariato aziendale dedicate alla piantumazione. Una collaborazione che ha messo insieme realtà diverse del territorio attorno a un intervento con una ricaduta diretta sulla vita della struttura.
Presenze e messaggio emerso dall'inaugurazione
All’appuntamento nel centro di viale Spellanzon hanno partecipato circa cento persone. Presenti, tra gli altri, il direttore generale dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri con Simona Sforzin, direttore dei servizi socio-sanitari, il presidente del Gruppo Banca Finint Enrico Marchi, Sonia Brescacin della V commissione Regione Veneto, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Conegliano Gaia Maschio, Monica De Coppi del Distretto di Pieve di Soligo, la coordinatrice del centro Elisa Pagotto e la presidente de La Margherita Odv Lucia Gambardella.
Con loro c’erano anche gli ospiti del servizio, i familiari, le classi del Cerletti che hanno lavorato al progetto e la dirigente scolastica Mariagrazia Morgan. Nel corso della presentazione, Bizzarri ha sottolineato come il nuovo giardino possa incidere in modo concreto sulla vita delle persone accolte e supportare il lavoro dei professionisti del centro, ringraziando i soggetti che hanno contribuito alla sua realizzazione. Dal Gruppo Banca Finint è stata inoltre ribadita la volontà di continuare a sostenere la struttura con interventi pratici legati ai bisogni del servizio.
Per Conegliano il nuovo spazio rappresenta anche un esempio di collaborazione fra sanità territoriale, associazionismo, scuola e impresa. Un intervento locale, nato da risorse e partecipazione della comunità, che ora entra stabilmente nella routine del Centro Diurno.