Comuni veneti, i sindaci riuniti a Treviso: il nodo ora è far vivere le opere del Pnrr
All’assemblea di Anci Veneto il confronto su personale, spese correnti e tenuta dei servizi. Conte rilancia il tema della valorizzazione dei territori più virtuosi.
Non basta inaugurare cantieri o chiudere progetti entro le scadenze: per i Comuni veneti la sfida vera comincia dopo. È questo il messaggio emerso a Treviso durante l’assemblea regionale di Anci Veneto, che ha riunito amministratori locali, rappresentanti istituzionali e sindaci attorno ai temi più concreti della gestione quotidiana degli enti.
Al centro del confronto c’è la tenuta della macchina comunale in una fase delicata, segnata dal passaggio dai finanziamenti agli assetti stabili dei servizi. Il punto sollevato dal presidente di Anci Veneto, Mario Conte, riguarda soprattutto chi dovrà mandare avanti strutture, edifici e attività nate anche grazie al Pnrr, con quali risorse e con quale organico.
L’appuntamento si è svolto all’Auditorium Santa Caterina, in una città scelta anche come sede simbolica di un ragionamento più ampio sul ruolo degli enti locali nel Nordest. A Treviso si è parlato di conti pubblici, capacità amministrativa e differenze profonde tra territori molto diversi per dimensioni, caratteristiche e bisogni.
Il tema aperto dopo gli investimenti
Nell’analisi proposta durante l’assemblea, il passaggio più delicato non coincide con la conclusione dei lavori finanziati, ma con la loro sostenibilità nel tempo. Una nuova struttura, un servizio ampliato o un’infrastruttura completata richiedono infatti personale, organizzazione interna e copertura delle spese ordinarie.
È qui che molti sindaci vedono il rischio principale, soprattutto nei centri più piccoli. Le condizioni di partenza non sono uguali per tutti: un Comune montano del Bellunese, una realtà costiera, una grande città come Venezia o un municipio di poche migliaia di abitanti affrontano problemi molto diversi e con strumenti spesso non comparabili.
Il Veneto dei 559 Comuni e i conti sotto controllo
Tra i dati richiamati nel corso dell’incontro c’è quello relativo alla situazione finanziaria degli enti veneti: oggi, è stato evidenziato, nessun Comune della regione si trova in dissesto o in predissesto. Un elemento che, nel ragionamento di Anci Veneto, assume un peso particolare se letto dentro una rete di 559 amministrazioni, in larga parte di piccole o medie dimensioni.
Secondo Conte, questo risultato racconta un modello amministrativo che ha saputo reggere pur lavorando spesso con strutture essenziali. Da qui la richiesta di non trasformare la virtuosità in un limite, ma di riconoscere il valore di chi ha mantenuto equilibrio nei bilanci senza arretrare sul fronte dei servizi.
Nel dibattito è entrato anche il profilo economico della regione. Il riferimento è ai circa 80 miliardi di euro di beni esportati dal Veneto nel 2025, quota pari al 12,4% dell’export nazionale. Un dato richiamato per sostenere che la funzionalità dei territori produttivi non riguarda solo il livello locale, ma ha effetti sull’intero sistema Paese.
La “questione settentrionale” nel confronto di Treviso
Nel suo intervento, il presidente di Anci Veneto ha riproposto il tema della “questione settentrionale”, precisando però che non si tratta di una contrapposizione geografica. Il punto, nelle intenzioni espresse all’assemblea, è chiedere attenzione per quei territori che tengono insieme conti in ordine, servizi ai cittadini e sostegno all’economia locale.
La linea indicata è quella di un riconoscimento della capacità amministrativa maturata in questi anni, senza rivendicazioni di favore ma con la richiesta di condizioni che consentano ai Comuni più solidi di continuare a operare con efficacia. Il messaggio partito da Treviso guarda quindi alla tenuta futura degli enti, più che alla sola fotografia dell’esistente.
Formazione, assistenza tecnica e rete tra amministratori
Una parte dell’assemblea è stata dedicata anche agli strumenti di supporto messi a disposizione dei municipi. Sono state ricordate oltre 120 mila partecipazioni alle attività formative promosse da Anci Veneto e Anci Next, insieme alla crescita di FormazioneComune.it, che in poco più di un anno ha superato gli 11 mila utenti attivi tra amministratori, tecnici e dirigenti, anche oltre i confini regionali.
Tra le esperienze citate figurano inoltre il Progetto Piccoli e gli Stati Generali, iniziative pensate per accompagnare gli enti locali nelle diverse esigenze operative. L’obiettivo, ribadito nel confronto trevigiano, è rafforzare competenze e rappresentanza dei territori ai tavoli regionali, nazionali ed europei.
Nel passaggio conclusivo, Treviso è stata indicata come uno dei luoghi da cui far partire un messaggio unitario insieme a Verona: non una richiesta di corsie preferenziali, ma la necessità di mettere i Comuni nelle condizioni di continuare a funzionare bene. Un richiamo che, nella sede dell’assemblea, ha assunto anche un valore simbolico per chi ogni giorno amministra comunità chiamate a reggere servizi, bilanci e trasformazioni ormai sempre più complesse.