Casale sul Sile, quasi un milione rientra nelle casse comunali dall’area ex Parco Tematico

Recuperati 993 mila euro di IMU legati ai terreni di Casale Est. Il Comune li destina a interventi già pianificati tra sport, viabilità e illuminazione.

11 agosto 2026 15:30
Casale sul Sile, quasi un milione rientra nelle casse comunali dall’area ex Parco Tematico -
Condividi

Quasi un milione di euro torna nella disponibilità del Comune di Casale sul Sile e finisce direttamente nella programmazione delle opere pubbliche dei prossimi anni. Si tratta di 993 mila euro di IMU recuperata nell’ambito della lunga partita aperta sui terreni di Casale Est, la zona conosciuta da tempo come ex Parco Tematico.

Per l’amministrazione comunale il risultato ha un peso concreto sul bilancio, perché consente di sostenere interventi già messi in agenda per il biennio 2026-2027. La somma deriva dal mancato versamento dell’imposta da parte di alcune società private proprietarie delle aree.

Le opere che il Comune punta a finanziare

Le risorse già incassate saranno indirizzate verso lavori già previsti nella pianificazione triennale. Tra gli interventi indicati figurano la nuova illuminazione della pista ciclabile lungo via Nuova Trevigiana, nel collegamento tra Casale sul Sile e Lughignano, l’adeguamento delle tribune degli impianti sportivi di via Belvedere e il completamento dell’illuminazione nei campi da rugby di via Vicinale Rivalta.

Secondo quanto riferito dal municipio, l’ultima variazione al programma delle opere 2026-2028 era stata costruita anche tenendo conto di questa entrata. L’assessore al Bilancio e alle Attività Produttive Walter Trabucco ha collegato l’operazione alla difesa delle risorse pubbliche e al principio del rispetto degli obblighi fiscali.

Una partita economica ancora non chiusa

L’importo recuperato, pur rilevante, rappresenta solo una parte del totale contestato dal Comune per quella specifica area. La cifra complessiva indicata dall’ente arriva infatti a 2.331.887 euro, mentre quanto entrato finora corrisponde a circa la metà.

Il recupero è il risultato di una vicenda durata anni, segnata da posizioni debitorie rimaste aperte e da un lavoro amministrativo complesso. La sindaca Stefania Golisciani ha parlato di un percorso lungo, passato attraverso ricorsi davanti alla giustizia tributaria, azioni di recupero dell’imposta e contenziosi amministrativi sulle scelte urbanistiche, compresi passaggi al Tar e nei successivi gradi di giudizio. Il Comune ha inoltre confermato che l’attività prosegue per cercare di incassare anche la parte residua.

Perché l’area Casale Est è da anni al centro del dibattito

La questione riguarda una superficie molto ampia, pari a 540 mila metri quadrati, da tempo oggetto di ipotesi di trasformazione mai arrivate a compimento. Le prime scelte urbanistiche risalgono alla fine degli anni Ottanta, quando venne avanzata l’idea di realizzare un parco divertimenti e fu approvata una variante al Piano regolatore che cambiò la destinazione dell’area da agricola a specifica funzione dedicata al cosiddetto Parco Tematico.

Quel progetto, però, non prese mai forma. Anche con i successivi aggiornamenti urbanistici la previsione restò in piedi, senza che si concretizzasse una proposta attuabile. Più avanti, con la revisione avviata nel 2007 e l’approvazione degli strumenti urbanistici successivi, la destinazione fu nuovamente confermata ma cambiò impostazione: non più una funzione turistico-ricreativa, bensì un’area a vocazione industriale, commerciale e artigianale, subordinata però a un piano attuativo condiviso da tutti i proprietari.

Il progetto logistico mai decollato

Nel 2017 arrivò il deposito di una proposta di Piano urbanistico attuativo per un polo logistico. La giunta comunale lo adottò nel 2020, avviando l’iter verso l’autorizzazione definitiva, ma il percorso si è fermato davanti alla mancata intesa tra i soggetti privati coinvolti.

A pesare sono stati anche i cambi di proprietà di alcuni lotti e il passaggio all’asta di parte dei terreni. Pur dichiarandosi favorevole allo sviluppo dell’area, il Comune ha più volte chiesto documenti integrativi che non sono mai stati presentati in modo completo.

Nel novembre 2023 l’amministrazione aveva fissato 40 giorni per la consegna degli atti mancanti. Dopo altri mesi senza un esito utile, nell’aprile 2024 la giunta ha scelto di archiviare definitivamente il PUA, dichiarando improcedibile il progetto. È in questo quadro che si inserisce ora il recupero dell’IMU arretrata, mentre la vicenda dell’area Casale Est resta ancora aperta sul fronte urbanistico e su quello delle somme da riscuotere.

Segui Veneto Today