Padova, la Camera arbitrale islamica diventa un caso politico oltre i confini del Veneto

Per Novelli il tema non riguarda la libertà di culto, ma la compatibilità di organismi di questo tipo con i principi dello Stato di diritto.

08 ottobre 2026 14:19
Padova, la Camera arbitrale islamica diventa un caso politico oltre i confini del Veneto -
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TRIESTE - La nascita a Padova di una Camera arbitrale islamica, che secondo quanto riferito prevede anche un “Tribunale sciaraitico”, entra nel dibattito politico anche in Friuli Venezia Giulia. Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia, annuncia infatti un’interrogazione alla Giunta regionale chiedendo massima attenzione e una verifica preventiva su possibili iniziative analoghe sul territorio regionale.

Per Novelli il tema non riguarda la libertà di culto, ma la compatibilità di organismi di questo tipo con i principi dello Stato di diritto. Il consigliere sostiene che non possano nascere sistemi paralleli nei quali l’appartenenza religiosa diventi un criterio per regolare controversie e rapporti tra cittadini.

L’interrogazione in Regione

Nel suo intervento, Novelli chiede che la Giunta regionale anticipi ogni possibile ipotesi di emulazione in Friuli Venezia Giulia, definendo l’iniziativa padovana un caso da non sottovalutare. Secondo l’esponente di Forza Italia, la vicenda non può essere considerata soltanto un problema locale o associativo, ma una questione che interessa l’intero Triveneto e più in generale il quadro nazionale.

Novelli sottolinea che saranno le autorità competenti a stabilire la piena compatibilità della Camera arbitrale con l’ordinamento italiano, ma aggiunge che il tema richiede comunque una presa di posizione politica immediata.

Il riferimento a Padova e al Triveneto

Nel mirino del consigliere c’è soprattutto il rischio, da lui evocato, di una moltiplicazione degli ordinamenti. Per questo richiama direttamente il contesto del Nordest, sostenendo che quanto accaduto a Padova debba interessare anche una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, aperta agli scambi e alle relazioni internazionali.

Secondo Novelli, proprio l’integrazione impone chiarezza sulle regole comuni. Da qui la richiesta di mantenere un unico riferimento normativo e giudiziario, lo stesso a Padova come a Trieste, Udine e Pordenone.

Le richieste sulle attività della Camera arbitrale

Nel passaggio finale, il consigliere regionale chiede che venga fatta piena luce sull’attività della Camera arbitrale, sui procedimenti che intende trattare e sui limiti concreti dell’applicazione dei principi della Sharia. Il punto, nella sua lettura, è capire quale spazio operativo abbia l’organismo e se le sue attività possano entrare in conflitto con le garanzie previste dall’ordinamento italiano.

Novelli parla di una questione delicata che, a suo avviso, non consente sottovalutazioni e richiede un chiarimento istituzionale rapido.

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