Cadore, ricerche senza sosta per l’escursionista di 80 anni: indizio decisivo al Gervasutti

Il nome dell’uomo compare nel registro del bivacco a Forcella Spe: squadre bellunesi e friulane al lavoro tra sentieri, versanti e tracce in quota.

16 agosto 2026 14:12
Cadore, ricerche senza sosta per l’escursionista di 80 anni: indizio decisivo al Gervasutti -
Condividi

Si concentra tra Forcella Spe e l’area degli Spalti di Toro la ricerca dell’escursionista di 80 anni di Domegge di Cadore, uscito per una camminata in montagna e mai tornato a casa. L’elemento che sta guidando il lavoro dei soccorritori è una firma trovata nel libro del Bivacco Gervasutti, riconosciuta dai familiari.

Da quel riscontro, ritenuto al momento il riferimento più utile per ricostruire il percorso, il dispositivo è stato rimodulato verso il settore al confine tra Bellunese e Friuli Venezia Giulia. In campo ci sono più di cinquanta operatori, con perlustrazioni da terra e dall’alto.

Il punto che ha orientato le verifiche

L’annotazione lasciata al bivacco sarebbe stata apposta nella giornata di sabato. Per i soccorritori rappresenta il primo passaggio effettivamente collocabile con una certa precisione lungo l’itinerario dell’uomo, esperto camminatore e profondo conoscitore di quelle montagne.

Le verifiche si stanno quindi addensando in una zona complessa, dove transita anche il vecchio tracciato del sentiero alpinistico Arturo Marini, oggi non più in uso. Il cellulare dell’ottantenne, intanto, non dà segnali utili perché risulta irraggiungibile.

Come è scattato l’allarme in Cadore

L’escursionista era partito nella mattinata di sabato 15 agosto. A far partire la macchina dei soccorsi è stato il mancato rientro in serata: il fratello ha chiesto aiuto attorno alle 22, facendo intervenire la stazione del Soccorso alpino del Centro Cadore.

Un primo tassello era arrivato dal ritrovamento della sua auto, lasciata sotto il Rifugio Padova. Da lì sono iniziate le prime ricognizioni notturne lungo gli itinerari più battuti dell’area, che però non hanno permesso di localizzarlo.

Forze bellunesi in quota, droni ed elicotteri

Il coordinamento delle ricerche coinvolge diverse componenti del soccorso in montagna. Accanto al Centro Cadore stanno operando anche le stazioni di Pieve di Cadore e Auronzo, oltre a Vigili del Fuoco, Carabinieri forestali e Soccorso alpino della Guardia di Finanza.

In supporto alle squadre impegnate sui versanti ci sono unità cinofile e droni. Dall’alto vengono effettuate ricognizioni con gli elicotteri della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e dell’Air Service Center convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi.

Alcuni voli sono stati utilizzati anche per trasferire personale in quota e coprire più direttrici possibili, dai sentieri principali alle tracce meno frequentate, in un’area ampia e particolarmente articolata dal punto di vista morfologico.

Coinvolto anche il versante friulano

La posizione del Bivacco Gervasutti ha reso necessario allargare il raggio operativo oltre il confine regionale. Per questo è stato richiesto il supporto del Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia.

Su attivazione della Sores si è mossa la stazione Valcellina del Soccorso Alpino, affiancata dal secondo elicottero dell’elisoccorso regionale FVG. Il velivolo ha già sorvolato il settore interessato e ha portato operatori in quota per velocizzare i controlli nelle zone più difficili da raggiungere.

Le squadre stanno passando al setaccio non solo i percorsi segnalati, ma anche linee secondarie e passaggi meno evidenti, compatibili con l’esperienza dell’uomo e con la sua conoscenza del territorio. Le ricerche proseguono dunque su due versanti e in due regioni, con l’obiettivo di ricostruire i suoi ultimi spostamenti e restringere ulteriormente l’area da controllare.

Segui Veneto Today