Ca’ del Poggio tutto esaurito: Cassani, Fauner, Pessotto e Rizzoli parlano di cultura sportiva

Oltre 200 persone al convegno moderato da Fabio Tavelli (Sky Sport). Al centro rispetto, errori e pressione dei risultati nello sport giovanile.

21 aprile 2026 15:07
Ca’ del Poggio tutto esaurito: Cassani, Fauner, Pessotto e Rizzoli parlano di cultura sportiva -
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SAN PIETRO DI FELETTO (TV) – Sale gremite a Ca’ del Poggio per il convegno “Come infondere la cultura sportiva”, appuntamento che ha richiamato oltre 200 persone e ha aperto ufficialmente il conto alla rovescia verso il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di San Pietro di Feletto, in programma il 28 maggio, per il terzo anno consecutivo.

Organizzata dalla sezione AIA di Conegliano e moderata dal giornalista di Sky Sport Fabio Tavelli, la serata ha riunito sul palco quattro volti noti dello sport italiano: l’ex commissario tecnico della Nazionale di ciclismo Davide Cassani, il campione olimpico di sci di fondo Silvio Fauner, l’ex calciatore Gianluca Pessotto e l’ex arbitro internazionale Nicola Rizzoli, oggi dirigente arbitrale.

Il tema: rispetto e responsabilità, a partire dagli adulti

Ad aprire il confronto è stato Tavelli con un richiamo a un episodio simbolo della “non cultura sportiva”: l’aggressione del 1993 alla tennista Monica Seles, ferita da uno squilibrato che intendeva favorire la rivale Steffi Graf. Un caso estremo, ma utile – è stato il senso dell’introduzione – per ricordare come la competizione possa degenerare quando manca il rispetto.

Da lì, il dibattito si è spostato su situazioni più quotidiane: i comportamenti a bordo campo, la pressione sui ragazzi e il ruolo di famiglie e società sportive.

Pessotto: «Troppa delega alle società, e spesso a eccedere sono i genitori»

Secondo Gianluca Pessotto, oggi dirigente della Juventus, l’educazione sportiva passa prima di tutto dalla responsabilità degli adulti. «I genitori devono riappropriarsi del loro ruolo – ha sottolineato –. Le famiglie sono in difficoltà nella gestione dei figli e finisce che alla società sportiva viene delegata l’educazione in toto: dalla scuola allo sport. Talvolta, i primi a eccedere nei comportamenti sono proprio i genitori: vanno educati loro prima dei figli».

Fauner: «In tutti gli sport le dinamiche si somigliano»

Silvio Fauner ha allargato lo sguardo oltre il calcio, notando come certe tensioni siano trasversali a molte discipline. Con una battuta amara, ha fotografato ciò che spesso accade nei settori giovanili: genitori troppo presenti e troppo invadenti. Ma ha anche ricordato che la qualità dell’ambiente fa la differenza, tra esempio, rispetto dei ruoli e clima positivo.

Cassani: «Risultati? L’enfasi eccessiva non aiuta i ragazzi»

Davide Cassani ha riportato l’attenzione su un altro nodo: la fretta di vincere. Nel racconto della sua esperienza, ha ricordato di aver impiegato anni per arrivare al primo successo e di non aver vissuto la pressione del risultato nelle fasi iniziali. Un percorso, ha spiegato, che gli ha permesso di crescere gradualmente e di divertirsi, mentre oggi l’ossessione per la vittoria rischia di bruciare motivazioni e talento. Da qui l’avvertimento: un allenatore concentrato solo sul vincere spesso non lo fa per i ragazzi, ma per sé.

Rizzoli: «Il diritto di sbagliare vale anche per gli arbitri»

Nicola Rizzoli – già direttore di gara in finali di Champions League e Mondiali – ha insistito su un punto: la cultura sportiva cambia anche in base al contesto e alle abitudini nazionali. Ha citato tornei giovanili all’estero in cui il tifo è presente ma raramente oltrepassa certi limiti, a differenza di quanto può accadere in alcuni Paesi dal temperamento più “latino”.

Rizzoli ha poi difeso un principio educativo centrale: il diritto di sbagliare. Un concetto valido per gli atleti, ma anche per chi arbitra. Nel suo percorso personale, ha ricordato di essersi avvicinato alla carriera arbitrale proprio dopo aver contestato spesso gli arbitri da giocatore, salvo rendersi conto che la sua era, in molti casi, una reazione dettata dalla scarsa conoscenza delle regole.

Verso il 28 maggio: il Giro d’Italia torna sul “Muro”

L’incontro ha così unito due piani: da una parte un tema sociale ed educativo, dall’altra l’attesa per uno dei passaggi più iconici del ciclismo recente nel Trevigiano. Il “Muro” di San Pietro di Feletto – salita conosciuta e frequentata dal grande ciclismo – sarà ancora una volta teatro della corsa rosa, e la serata di Ca’ del Poggio ha fatto da trampolino a un conto alla rovescia che coinvolge istituzioni, sportivi e appassionati del territorio.

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