Ariano nel Polesine, teatro al chiuso ma pubblico da tutto esaurito per Martelli con il Francesco di Dario Fo
La pioggia cambia sede alla serata di Tra Ville e Giardini, ma nella chiesa di Santa Maria del Traghetto l’interpretazione di Matthias Martelli conquista il pubblico.
La pioggia ha cambiato scenario, non il risultato. Ad Ariano nel Polesine la serata di Tra Ville e Giardini dedicata a Matthias Martelli si è trasformata in un appuntamento raccolto dentro la Chiesa di Santa Maria del Traghetto, dove il pubblico ha seguito con attenzione Lu Santo Jullàre Françesco e ha salutato il finale con un lungo applauso.
L’evento era in programma venerdì 21 agosto 2026 a Santa Maria in Punta e, nonostante il trasferimento dal sagrato all’interno dell’edificio religioso, ha mantenuto intatta la propria forza. Anzi, la cornice più intima ha accompagnato bene uno spettacolo che lavora sulla parola, sul corpo e sul ritmo scenico.
Per il territorio polesano non è stato un passaggio qualsiasi del cartellone estivo. La tappa rientra infatti nella XXVII edizione della rassegna e si lega a un titolo che nel 2026 incrocia due ricorrenze significative: i cento anni dalla nascita di Dario Fo e gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
Un appuntamento che lega spettacolo e identità del luogo
Ad aprire la serata è stata la sindaca di Ariano nel Polesine, Luisa Beltrame, che ha richiamato il valore attuale del messaggio francescano in una fase segnata da tensioni e guerre. Un’introduzione che ha dato subito il tono all’incontro, collocandolo non solo dentro una stagione culturale ma anche dentro una riflessione più ampia.
Il direttore artistico Claudio Ronda ha quindi spiegato la scelta di affrontare la figura del Santo attraverso la scrittura di Fo, evitando una lettura semplicemente celebrativa. È proprio questo dialogo tra memoria, teatro civile e spazi storici a caratterizzare da anni la formula di Tra Ville e Giardini nel Polesine.
Il testo di Fo tra giullarate, ironia e spiritualità
L’opera si sviluppa attraverso tre episodi costruiti come “giullarate”, in continuità con la lezione di Mistero Buffo. Al centro ci sono l’incontro con il lupo, il confronto con papa Innocenzo III e l’ultimo tratto della vicenda umana del Santo.
Nel passaggio dedicato al pontefice emerge con nettezza lo scontro tra una Chiesa vicina al potere e alla ricchezza e la radicalità della povertà francescana. Nel finale, invece, il registro cambia: la scena diventa più lirica e contemplativa, fino al canto delle lodi insieme agli uccelli.
Dentro questa scrittura si riconosce tutta la cifra teatrale di Dario Fo: una lingua che si muove tra suoni, gesto, invenzione vocale, ironia e grammelot, capace di tenere assieme comicità e critica.
La prova di Martelli e la risposta del pubblico
Su questo impianto Matthias Martelli ha costruito un’interpretazione personale, senza cercare la semplice imitazione dell’autore. La sua prova ha lavorato sull’energia fisica del personaggio e su un andamento contemporaneo, facendo convivere leggerezza, sarcasmo e momenti più poetici.
Per il pubblico presente ad Ariano nel Polesine la serata ha avuto anche il sapore dell’anteprima importante: lo spettacolo rappresenta una prima nazionale ed è tra le prime date italiane del tour internazionale. La produzione è firmata dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria, con regia dello stesso Martelli, ed è inserita nel programma per il centenario di Dario Fo.
A chiudere l’appuntamento è stata la visita guidata alla Chiesa della Madonna del Traghetto, scelta coerente con l’impostazione della rassegna, che affianca gli eventi dal vivo alla valorizzazione dei luoghi che li ospitano. Un finale che, anche in una serata segnata dal maltempo, ha ribadito il legame tra spettacolo, patrimonio e comunità locale.