Al Pollini un viaggio nel Beethoven meno consueto: a Padova tornano le sinfonie a otto mani

Sabato 10 ottobre alle 18 nuovo appuntamento con “Ottomania”: in programma la Seconda e la “Pastorale” in versione per due pianoforti e quattro interpreti.

A cura di Web Team Web Team
06 ottobre 2026 16:26
Al Pollini un viaggio nel Beethoven meno consueto: a Padova tornano le sinfonie a otto mani -
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Padova torna a guardare a Beethoven da una prospettiva insolita e affascinante. Sabato 10 ottobre, alle 18, l’Auditorium Pollini ospita il secondo appuntamento di “Ottomania”, rassegna del Conservatorio “Cesare Pollini” che propone le sinfonie del compositore tedesco in storiche riduzioni per due pianoforti e quattro esecutori.

Per il pubblico padovano sarà l’occasione di ascoltare la Seconda e la Sesta sinfonia, la celebre “Pastorale”, in una formula cameristica che nell’Ottocento ebbe un ruolo decisivo nella circolazione della grande musica. L’accesso al concerto è gratuito, con prenotazione attraverso Eventbrite.

Padova, Ottomania al Pollini: sabato 10 ottobre la Seconda e la Sesta di Beethoven

Il secondo capitolo della rassegna

Dopo l’apertura affidata alla Prima e alla Quinta, il percorso prosegue con due pagine molto diverse tra loro ma entrambe centrali nell’evoluzione del linguaggio beethoveniano. La Seconda conserva ancora un forte legame con l’equilibrio classico, mentre la Sesta apre uno spazio più immaginifico, legato al paesaggio, al respiro della natura e a una sensibilità che guarda oltre i confini del Settecento.

Il progetto nasce proprio con questa idea: rileggere il corpus sinfonico di Beethoven attraverso trascrizioni ottocentesche pubblicate da editori storici come Breitkopf & Härtel ed Edition Peters. Un modo per restituire oggi una pratica musicale che per lungo tempo ha accompagnato studio, divulgazione e vita culturale europea.

Chi suonerà sul palco dell’Auditorium

La Seconda sinfonia sarà affidata a Emanuele Panazzolo, Francesco Pigozzo, Laura Turri e Tommaso Pluti, allievi del dipartimento di pianoforte del Conservatorio padovano. Nella seconda parte del programma toccherà invece alla “Pastorale”, interpretata da Giulio Mancini, Giovanni De Matteis, Alessio Banzato e Aurora Scalco.

La scelta della formula a otto mani non è casuale. Queste versioni per quattro pianisti rappresentano infatti una delle strade più efficaci per avvicinare sulla tastiera densità, colori e slancio della scrittura orchestrale, mantenendo leggibili linee e contrasti delle partiture originali.

Un progetto che guarda al 2027

“Ottomania” si inserisce nel cammino con cui il Conservatorio “Cesare Pollini” si avvicina al bicentenario della morte di Beethoven, in calendario nel 2027. L’iniziativa mette al centro non solo l’ascolto, ma anche il valore storico di un repertorio oggi frequentato di rado eppure fondamentale nella formazione musicale del passato.

Prima dell’arrivo della riproduzione sonora, le trascrizioni pianistiche erano infatti uno strumento essenziale per conoscere e far vivere le grandi opere sinfoniche anche lontano dalle sale orchestrali. Da qui il senso culturale della rassegna: riportare alla comunità un patrimonio che per decenni è stato un tramite concreto tra compositori, studenti, musicisti e pubblico.

Padova, Ottomania al Pollini: sabato 10 ottobre la Seconda e la Sesta di Beethoven

L’appuntamento è promosso dal Conservatorio di Musica “Cesare Pollini” con il patrocinio del Comune di Padova. Per chi segue la stagione musicale cittadina, il concerto di sabato rappresenta una nuova occasione per entrare nel laboratorio vivo del Conservatorio e ascoltare Beethoven in una veste rara, ma storicamente tutt’altro che secondaria.

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