Agrisolare, da Verona passano cinque interventi per tetti agricoli ed energia pulita
Finanziati progetti seguiti da White Energy Group: coinvolte coperture esistenti per 9.390 metri quadrati, con fotovoltaico e possibili bonifiche.
Ridurre il peso della bolletta nelle aziende agricole partendo dai fabbricati già esistenti: è questa la linea dei cinque interventi ammessi al bando Facility Parco Agrisolare e seguiti da White Energy Group, realtà nata a Verona. I progetti prevedono impianti per una potenza totale di 1.665 kWp e sistemi di accumulo per 295 kWh, rivolti al comparto agroindustriale.
Per il territorio veronese il tema ha un rilievo concreto, perché mette insieme due esigenze molto presenti nelle campagne: da una parte il contenimento dei costi energetici, dall'altra il recupero di coperture agricole spesso datate. L'impostazione scelta punta infatti a installare i pannelli sui tetti, senza impegnare nuovi terreni produttivi.
Risorse ottenute e dimensione dei lavori
Nel pacchetto finanziato rientra la riqualificazione di circa 9.390 metri quadrati di coperture. Il valore dei contributi assegnati è di circa 2,215 milioni di euro, mentre l'investimento complessivo previsto arriva a circa 3,24 milioni.
Gli interventi comprendono il rifacimento delle coperture e, dove necessario, anche la rimozione con smaltimento in sicurezza dell'amianto, oltre all'installazione degli impianti fotovoltaici con batterie di accumulo. In questo modo la produzione di energia viene integrata con un miglioramento edilizio degli immobili rurali.
Perché il nodo energia pesa anche in Veneto
Nelle imprese agricole e agroindustriali il fabbisogno elettrico resta elevato, soprattutto in presenza di celle frigo, stalle e linee di trasformazione. White Energy Group richiama dati del Masaf secondo cui l'energia può incidere per oltre il 20% dei costi variabili, con percentuali anche superiori in alcuni segmenti.
Per molte aziende, quindi, intervenire sui tetti non significa solo produrre elettricità da fonte rinnovabile, ma anche limitare l'esposizione alle oscillazioni dei prezzi. A questo si aggiunge un altro aspetto diffuso nelle aree rurali: la presenza di coperture vecchie, talvolta in cemento-amianto o comunque poco efficienti dal punto di vista termico.
Secondo l'amministratore delegato Gianluigi Mele, l'ammissione di questi cinque progetti consolida un modello che unisce incentivi pubblici, riqualificazione degli edifici e autoproduzione energetica, con l'obiettivo di alleggerire i costi senza sottrarre superficie coltivabile.
La finestra autunnale per programmare gli investimenti
Il periodo che porta all'autunno viene indicato come particolarmente utile per impostare gli interventi strutturali. Domenico Burrai, Head of Engineering Projects dell'azienda, osserva che settembre coincide spesso con una fase di passaggio per molte attività agricole, tra chiusura delle campagne estive e organizzazione di quelle successive.
In questa fase, pianificare il rifacimento delle coperture può diventare una leva per migliorare l'efficienza termica degli edifici, ridurre la spesa energetica e aumentare il valore del patrimonio aziendale facendo leva su superfici già disponibili.
Il precedente nel Veronese e il profilo della società
Tra i lavori già realizzati da White Energy Group c'è anche l'impianto agrisolare dell'Azienda Agricola Montolli, nel Veronese, con 441 kW installati a servizio del comparto zootecnico e senza consumo di suolo.
La società, fondata a Verona nel 2015, opera come ESCo nel campo dell'efficientamento energetico, della decarbonizzazione industriale e dell'integrazione delle fonti rinnovabili. Nel 2025 ha inoltre avviato la prima Comunità Energetica Rinnovabile ad Arena Po, in provincia di Pavia, e oggi conta 20 professionisti tra le sedi di Verona e Cagliari.
Per il tessuto agricolo veneto, la partita dell'agrisolare continua così a muoversi lungo un doppio binario: taglio dei costi e recupero del patrimonio edilizio rurale, con interventi che provano a rendere più sostenibile la produzione senza consumare nuovo suolo.