A Treviso il Gambrinus Mazzotti 2026 sceglie Mori e Ferrario: finale a Santa Caterina
Definiti i primi riconoscimenti della 44ª edizione del premio nato tra San Polo di Piave e Treviso. Premio speciale al volume “Ghiacciai del Trentino”.
Il percorso del Premio Gambrinus Mazzotti 2026 entra nella sua fase più visibile con l’annuncio dei vincitori delle sezioni in concorso di quest’anno e con una sede già indicata per l’appuntamento conclusivo: il complesso di Santa Caterina, a Treviso. Un passaggio che riporta al centro uno dei riconoscimenti culturali più legati al territorio.
La giuria, riunita al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, ha assegnato i due premi principali a Roberta Mori e Davide Ferrario. Accanto a loro è stato attribuito anche un Premio Speciale al libro “Ghiacciai del Trentino” firmato da Cristian Ferrari e Alberto Carton, mentre cinque opere hanno ricevuto una segnalazione.
Il premio tra San Polo di Piave e Treviso
Per il Veneto, e in particolare per l’asse tra San Polo di Piave e il capoluogo della Marca, il Gambrinus Mazzotti continua a rappresentare un appuntamento stabile nel calendario culturale. L’edizione numero 44 conferma questa traiettoria, con una macchina organizzativa che mantiene il baricentro locale ma guarda a temi di respiro nazionale come ambiente, paesaggio, memoria e montagna.
Quest’anno al concorso sono arrivati 69 libri pubblicati da 34 case editrici. Tra le novità c’è anche il patrocinio del Ministero della Cultura, che si aggiunge a quello del Comune di San Polo di Piave e della Fondazione Amerigo e Vittoria Giol.
I libri premiati nelle due sezioni 2026
Nella sezione dedicata all’alpinismo, alle vicende storiche e alle biografie, il riconoscimento da 2.000 euro è andato all’unanimità a Roberta Mori per “Svegliarsi adulti. Vita di Sandro Delmastro, partigiano e amico di Primo Levi”, pubblicato da Giulio Einaudi Editore.
Il volume ricostruisce la figura di Sandro Delmastro attraverso materiali d’archivio, lettere, immagini e testi inediti, restituendo il profilo di un uomo che attraversa più piani: la montagna, la Marina, l’impegno intellettuale e la Resistenza torinese.
Per “Ecologia e Paesaggio” la scelta è caduta invece su Davide Ferrario con “L’isola della felicità”, uscito per Giangiacomo Feltrinelli Editore. Una decisione che si inserisce nella linea storica del premio, da sempre orientata a valorizzare opere capaci di mettere in relazione territorio, cultura, ambiente e presenza umana.
Il riconoscimento speciale e le opere segnalate
Oltre ai due titoli vincitori, la giuria ha voluto attribuire un riconoscimento speciale a “Ghiacciai del Trentino” di Cristian Ferrari e Alberto Carton. Restano inoltre cinque le opere segnalate come particolarmente meritevoli nel quadro complessivo dell’edizione.
Nel bilancio emerso dai lavori della giuria trova spazio anche la sezione “Artigianato di tradizione”, che ha registrato una partecipazione più contenuta. Nonostante i numeri inferiori, è stato evidenziato l’interesse per lavori capaci di intrecciare memoria e manualità, tra ceramica, ferro, cartapesta, tessuti, luminarie e strumenti musicali.
La giuria e il prossimo passaggio
A esprimersi sui volumi in concorso sono stati Margherita Azzi Visentini, Giovanni Caprara, Riccarda De Eccher, Viviana Ferrario, Paola Gigliotti, Alessandro Tasinato e Patrizia Torricelli. Il presidente del premio Angelo Squizzato ha sottolineato la varietà degli approcci con cui i libri selezionati affrontano temi attuali, dalla storia all’ambiente.
Squizzato ha inoltre ringraziato i vicepresidenti Annamaria Spiazzi e Francesco Carrer, Andrea Simionato come presidente di Fondazione Mazzotti e la Fondazione Giol per il supporto organizzativo dato all’iniziativa.
La fase successiva coinvolgerà la giuria della “Voce dei Lettori”, composta quest’anno da 20 membri. Saranno loro a pronunciarsi sulle opere finaliste, assegnando il premio conclusivo al libro che raccoglierà il maggior numero di preferenze tra quelli già premiati nelle rispettive sezioni.
La cerimonia finale della 44ª edizione si terrà a Treviso, nel complesso di Santa Caterina. Un approdo coerente con la storia del Gambrinus Mazzotti, nato nel 1982 e ancora oggi punto di riferimento per un’idea di cultura che tiene insieme paesaggio, conoscenza e attenzione per il territorio.