Taglio del nastro per lo stand Fvg a Vinitaly: grande affluenza e show con Samira Lui

Stand da 1.500 m², export +8,3% nel 2025 e rinnovata strategia internazionale con il ritorno alla London Wine Fair.

12 aprile 2026 18:18
Taglio del nastro per lo stand Fvg a Vinitaly: grande affluenza e show con Samira Lui -
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L'inaugurazione dello stand del Friuli Venezia Giulia alla 58ª edizione di Vinitaly ha confermato la centralità della regione nel panorama vitivinicolo italiano, con una partecipazione che testimonia sia la forza produttiva sia la strategia di internazionalizzazione messa in campo. Gli assessori regionali, Sergio Emidio Bini e Stefano Zannier, hanno sottolineato che la crescita dell'export regionale (+8,3% nel 2025) contrasta con il calo nazionale (-3,7%), offrendo un elemento emblematico della competitività del sistema vino regionale.

Lo stand regionale occupa una superficie di 1.500 metri quadrati e ospita 80 postazioni in collettiva, mentre altre 31 aziende hanno aderito all'identità visiva regionale pur partecipando fuori collettiva; a questi si aggiungono 55 produttori con stand autonomo. L'enoteca regionale propone circa 1.400 vini rappresentativi di 122 imprese, consolidando Vinitaly come vetrina strategica per il sistema vitivinicolo del territorio.

Il concept espositivo, "Io sono Friuli Venezia Giulia - Connessioni d'eccellenza", prosegue il percorso inaugurato nel 2025 e, premiato con il Red Dot Award, articola vino, cultura e artigianalità in un allestimento sostenibile, flessibile e replicabile nei contesti internazionali; tale impostazione intende favorire una comunicazione unitaria e riconoscibile del brand territoriale.

Programma e offerta esperienziale

La manifestazione è stata moderata dalla showgirl di origine friulana Samira Lui, testimonial del territorio, la quale ha animato l'inaugurazione coinvolgendo pubblico e istituzioni attraverso iniziative come la "Ruota della Fortuna". L'offerta esperienziale comprende 15 appuntamenti tra masterclass, incontri e degustazioni rivolti a operatori e pubblico, con la partecipazione di esperti internazionali e l'abbinamento a prodotti locali, tra cui i formaggi selezionati nell'ambito di "Formandi".

Particolare rilievo assume il padiglione Bio, che adotta la grafica dello stand principale e ospita 7 aziende vitivinicole (in aumento rispetto all'edizione precedente), corredato da un infopoint e dal coinvolgimento dell'Università di Udine per la presentazione dei corsi in viticoltura ed enologia, a conferma dell'attenzione alla formazione e all'innovazione sostenibile.

Internazionalizzazione e rete di promozione

La strategia di proiezione estera si concretizza con il ritorno del Friuli Venezia Giulia alla London Wine Fair dopo quindici anni, mossa che l'assessore Zannier ha indicato come rafforzamento della visibilità internazionale. La presenza regionale si inserisce in una più ampia sinergia tra Ersa e PromoTurismoFVG, già attiva in fiere come Wine Paris e Prowein, dove si è registrata una significativa partecipazione di aziende e buyer internazionali.

Tra le iniziative di networking, oltre al welcome party per buyer e giornalisti, è prevista un'ulteriore occasione di incontro aperta al pubblico, finalizzata a favorire contatti commerciali e a promuovere il territorio come destinazione enogastronomica. Nel corso della mattinata lo stand ha ricevuto la visita del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e ha ospitato incontri istituzionali, tra cui quello tra l'assessore Zannier e il presidente dell'ICE, Matteo Zoppas, alla presenza del sindaco di Verona Damiano Tommasi e del presidente della Fiera Federico Bricolo.

I dati sulla dimensione biologica della produzione attestano un'impostazione concreta verso la sostenibilità: secondo il rapporto "Vino Biologico: i numeri della filiera 2022" (fonte Sinab, dati 2020-2022) il Friuli Venezia Giulia ha registrato un incremento superiore a 350 ettari in un solo anno, mentre a livello nazionale l'incidenza delle superfici biologiche ha raggiunto il 22,6%.

La presenza e le iniziative illustrate dagli assessori traducono una strategia che ambisce a consolidare il sistema vino regionale come motore economico e fattore di attrattività turistica: come osservato da Bini, l'agroalimentare rappresenta il principale elemento di richiamo per i visitatori stranieri, ragione per cui la promozione coordinata tra istituzioni e operatori è considerata prioritario investimento per la crescita del comparto.

L'articolazione dell'offerta espositiva, la combinazione di formazione, sostenibilità e promozione internazionale, nonché il coinvolgimento sistemico di imprese, enti di ricerca e organismi di promozione configurano un quadro operativo volto a sostenere la competitività e l'internazionalizzazione del comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia.

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