Debiti per oltre 2,5 milioni e lavoro nero: sequestrato laboratorio tessile | VIDEO

Sequestrato laboratorio tessile a Vigonza: lavoratori in nero, gravi irregolarità e debiti per oltre 2,5 milioni.

25 marzo 2026 09:24
Debiti per oltre 2,5 milioni e lavoro nero: sequestrato laboratorio tessile | VIDEO -
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PADOVA - Al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito per la rilevanza dei fatti, nel rispetto dei diritti dell’indagato e dei terzi coinvolti, si rende noto che, nell’ambito di mirate attività ispettive volte alla tutela del “Made in Italy”, oltre che alla salvaguardia delle principali filiere produttive nazionali, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova, unitamente a personale del locale Ispettorato del Lavoro, hanno sequestrato un laboratorio tessile in Vigonza gestito da imprese “apri e chiudi” gravate da debiti verso l’Erario per oltre 2,5 milioni di Euro.

Nel laboratorio di circa 80 metri quadri sono state accertate condizioni di assoluto degrado e pericolo nonché l’impiego di due lavoratori in nero, clandestini: le gravi irregolarità riscontrate hanno indotto i finanzieri del Gruppo di Padova a sequestrare d’urgenza l’immobile, 10 macchinari e 10 banchi da lavoro; l’attività è stata poi convalidata dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale.

L’amministratore del laboratorio, che operava sulla base di commesse ricevute da imprese locali, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Padova per violazione delle norme volte a prevenire gli incendi e gli infortuni sui luoghi di lavoro e impiego di manodopera clandestina.

Inoltre, sono state segnalate alla locale Procura della Repubblica violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, tra cui la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi, l’omessa costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile, l’omesso assolvimento degli obblighi di formazione.

Infine, l’approfondimento investigativo ha permesso di accertare pendenze tributarie per circa 2,6 milioni di euro da parte delle 4 ditte, tutte amministrate da stranieri, che, a decorrere dal 2008, hanno gestito il laboratorio tessile in sequestro: si tratta di vere e proprie imprese “apri e chiudi” che, dopo essere divenute insolventi con l’Amministrazione Finanziaria hanno sistematicamente trasferito personale e macchinari in una nuova impresa costituita ad hoc, la quale ha continuato a operare nello stesso luogo e con gli stessi clienti e fornitori, cambiando esclusivamente ragione sociale e partita IVA.

L’operazione della Guardia di finanza di Padova, svolta in sinergia con l’Ispettorato del Lavoro, ha tutelato il “Made in Italy” e le filiere produttive dell’abbigliamento, asset strategico nazionale che vede nella provincia di Padova una delle realtà economiche più fiorenti. Non solo; le attività svolte hanno permesso di assicurare la sicurezza e il benessere dei lavoratori, colpendo il comportamento di chi agisce nel mercato in modo sleale, a beneficio degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole. L’impiego di lavoratori clandestini, il mancato rispetto delle più elementari norme in materia di sicurezza, insieme al sistematico ricorso a imprese “di comodo”, consentono infatti di applicare prezzi altamente competitivi, in danno delle imprese che operano rispettando la legge, costrette a sostenere costi maggiori.

Si evidenzia che il procedimento è in fase di indagini preliminari e che l’indagato deve presumersi non colpevole fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

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