La memoria del Vajont rivive a Belluno: donati cimeli di un soccorritore ai Vigili del fuoco

A Belluno donati al Comando dei Vigili del fuoco cimeli del soccorritore del Vajont Umberto Calvi, simbolo della memoria della tragedia.

05 marzo 2026 21:27
La memoria del Vajont rivive a Belluno: donati cimeli di un soccorritore ai Vigili del fuoco -
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BELLUNO – La memoria del Vajont continua a vivere anche attraverso piccoli ma preziosi gesti di testimonianza. Nella giornata di oggi, 5 marzo, il Comando dei Vigili del fuoco di Belluno ha accolto la visita di Valerio Calvi, figlio di Umberto Calvi, uno dei soccorritori intervenuti dopo la tragedia del Vajont del 1963.

Durante l’incontro Valerio Calvi ha consegnato al Comando alcuni cimeli e documenti storici appartenuti al padre, contribuendo ad arricchire il patrimonio di memoria legato a uno degli eventi più drammatici della storia italiana.

I ricordi del soccorritore del Vajont

Umberto Calvi faceva parte della Colonna Mobile Lombardia dei Vigili del fuoco, partita dal Comando di Pavia per portare soccorso alle popolazioni colpite dalla tragedia.

Tra i materiali donati figura una pubblicazione del 1996 del Distaccamento dei Vigili del fuoco di Longarone, che all’epoca veniva indicato con il termine di “piccolo posto”, denominazione utilizzata in quegli anni per indicare le sedi operative.

Particolarmente toccanti sono anche due cartoline che Umberto Calvi inviò al padre Francesco durante il periodo trascorso nelle zone colpite dal disastro. Le cartoline risalgono al periodo compreso tra il 10 ottobre e il 23 dicembre 1963, quando i soccorritori erano impegnati nelle difficili operazioni di recupero e assistenza alla popolazione.

Il ricordo di quei giorni è rimasto vivo anche nella memoria del figlio Valerio, che nel corso della sua vita ha avuto a sua volta un legame con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco: è stato infatti ausiliario del 114° corso e successivamente vigile temporaneo presso il Comando di Pavia.

La storia dei soccorritori che operarono durante quella tragedia continua a rappresentare un capitolo fondamentale della memoria collettiva italiana, come accade anche per altri momenti che hanno segnato profondamente il territorio e la comunità del Nordest, tra cui il ricordo del terremoto raccontato nell’opera musicale dedicata ai 55 secondi del terremoto del Friuli del 1976 descritta nell’evento 55 secondi, opera musicale sul terremoto a Udine.

Il servizio nei Vigili del fuoco

La figura di Umberto Calvi rappresenta una testimonianza significativa della dedizione e del coraggio dei soccorritori che operarono nei giorni successivi alla tragedia del Vajont.

Nel corso della sua carriera nei Vigili del fuoco, Calvi ha prestato servizio anche come sommozzatore, specializzazione che in quegli anni muoveva i primi passi all’interno del Corpo.

La sua esperienza rappresenta quindi un frammento della storia operativa dei Vigili del fuoco italiani, che negli anni hanno sviluppato competenze sempre più avanzate per affrontare emergenze di ogni tipo.

Il Vajont e la rinascita della comunità

La tragedia del Vajont, avvenuta nel 1963, resta una delle pagine più dolorose della storia italiana. Nonostante la devastazione causata dal disastro, la comunità di Longarone e le popolazioni colpite riuscirono a ricostruire il proprio tessuto sociale anche grazie all’aiuto dei soccorritori provenienti da tutta Italia.

Proprio per ricordare il contributo di quanti intervennero nei soccorsi, in occasione del 60° anniversario della tragedia la comunità longaronese ha dedicato un luogo simbolico alla memoria: il “Viale dei Soccorritori del Vajont”.

Un gesto che rappresenta il riconoscimento verso tutte le donne e gli uomini che, in quei giorni drammatici, lavorarono senza sosta per salvare vite, aiutare i superstiti e sostenere la ricostruzione della comunità.

La donazione dei cimeli di Umberto Calvi al Comando dei Vigili del fuoco di Belluno si inserisce proprio in questo percorso di memoria condivisa, mantenendo viva la storia di chi ha prestato servizio con coraggio e spirito di solidarietà nei momenti più difficili del Paese.

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