Si fingono carabinieri e truffano un'anziana: presi due giovani campani, cos'è successo
Truffa del finto carabiniere a Valbrenta: un ventenne obbligo di dimora, recuperata parte dei gioielli sottratti a un’anziana.
VALBRENTA (VI) – Si è conclusa con l’emissione di una misura cautelare l’indagine su una truffa ai danni di un’anziana avvenuta nel territorio della Valbrenta. I Carabinieri della stazione di Solagna hanno eseguito, nei giorni scorsi, un obbligo di dimora con permanenza notturna nei confronti di un ventenne della provincia di Caserta, ritenuto responsabile del raggiro messo a segno lo scorso 29 luglio ai danni di una donna di 81 anni residente in zona.
Il raggiro del finto Carabiniere
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe agito in concorso con un minorenne, un 17enne di origine napoletana. I due avrebbero contattato telefonicamente la vittima spacciandosi per militari, mettendo in atto il collaudato schema della truffa del finto carabiniere.
Nel corso della chiamata, alla donna sarebbe stato riferito che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale, avendo investito una ragazza mentre utilizzava il telefono cellulare alla guida. Per evitare l’arresto del figlio, i falsi carabinieri avrebbero convinto l’anziana a consegnare gioielli e preziosi a un sedicente collega che si sarebbe presentato direttamente alla sua abitazione.
L’intervento decisivo della cognata
Quando uno dei complici si è effettivamente recato a casa della vittima per ritirare la refurtiva, la situazione ha però preso una piega inattesa. La cognata dell’anziana, presente in quel momento, ha intuito l’inganno e ha smascherato la truffa, tentando di bloccare il malvivente.
Nonostante il tentativo di intervento, l’uomo è riuscito a fuggire con parte dei gioielli, facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia, un vicino di casa, resosi conto dell’anomalia, ha avuto la prontezza di annotare la targa dell’auto utilizzata per la fuga.
L’auto a noleggio e il recupero della refurtiva
Le indicazioni fornite dal testimone si sono rivelate determinanti. I carabinieri sono riusciti a rintracciare il veicolo, una Fiat Tipo a noleggio, successivamente abbandonata a Valstagna. All’interno dell’auto è stata trovata parte della refurtiva, che è stata poi restituita alla legittima proprietaria.
Le indagini e il provvedimento del Gip
Le attività investigative, coordinate dalla Procura di Vicenza, hanno consentito di delineare con precisione i ruoli dei due indagati. Il ventenne casertano è stato identificato come autista, mentre il minorenne napoletano sarebbe stato l’esecutore materiale della truffa.
Sulla base degli elementi raccolti, il Gip del tribunale di Vicenza ha disposto per il maggiorenne la misura dell’obbligo di dimora, con permanenza nella propria abitazione dalle 20 alle 8, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari previste dalla legge.