Giocattoli non sicuri e "Labubu" contraffatti dalla Cina: sequestrati 3 milioni di pezzi | VIDEO

Treviso, sequestrati 3 milioni di giocattoli irregolari e pupazzi contraffatti. Sanzioni fino a 50mila euro.

16 febbraio 2026 10:25
Giocattoli non sicuri e "Labubu" contraffatti dalla Cina: sequestrati 3 milioni di pezzi | VIDEO -
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TREVISO - Al fine di innalzare i livelli di sicurezza dei consumatori in questa fase dell’anno caratterizzata, fra l’altro, dai festeggiamenti per il carnevale, le fiamme gialle trevigiane hanno controllato numerosi distributori e rivenditori di giocattoli ed altri articoli dedicati ai più piccoli.

In due casi, la merce esposta per la vendita era priva delle specifiche avvertenze previste a tutela dei bambini e che necessariamente devono accompagnare il giocattolo per informare i consumatori sui rischi specifici e le limitazioni d'uso (ad es. etĂ , peso, capacitĂ ).

Su un numero elevatissimo di giocattoli (circa 3 milioni di pezzi) di provenienza cinese, poi, la disamina dei fascicoli tecnici a corredo della marcatura CE ha permesso di evidenziarne la non conformitĂ  e, quindi, la potenziale pericolositĂ .

Sulla base di queste evidenze e per impedire che prodotti non sicuri fossero immessi in commercio, tutti i giocattoli sono stati sottoposti ad analisi presso il laboratorio chimico dell’Agenzia delle dogane e monopoli di Livorno, che ne ha certificato l’irregolarità sotto il profilo chimico-meccanico, rispetto alle norme e agli standard europei.

Le violazioni riscontrate e previste dal d.lgs. n. 54/2011, hanno quindi comportato, in capo ai due imprenditori, l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie di importo pari, nel massimo, a 50.000 euro ed il sequestro amministrativo di tutti i 3 milioni di giocattoli irregolari.

In aggiunta, nei confronti di un altro negoziante si è proceduto alla denuncia penale e al sequestro di alcuni pupazzi del noto marchio “Labubu”, risultati abilmente contraffatti.

L’attività di servizio svolta dalle Fiamme Gialle di Treviso, è segno concreto dell’impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la locale A.G. e C.C.I.A.A., a tutela del mercato dei beni, per il contrasto dei fenomeni illeciti che minacciano la proprietà industriale, il “Made in Italy”, il diritto d’autore e la sicurezza dei consumatori: condotte che da un lato ingannano gli acquirenti e dall’altro permettono di ottenere indebiti vantaggi concorrenziali.

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