Studenti in prima linea contro il razzismo: a Treviso nasce un simbolo che lascia il segno
A Treviso gli studenti ENGIM protagonisti contro il razzismo: inaugurato il monumento “La danza di Rosa Parks”.
TREVISO - Non una semplice partecipazione, ma un coinvolgimento diretto e concreto. Gli studenti di ENGIM si sono distinti come veri protagonisti della XXII Settimana di azione contro il razzismo (14–22 marzo 2026), iniziativa promossa dall’UNAR all’interno del progetto “Guardiamo oltre il pregiudizio”.
Un percorso che ha trasformato una rassegna di eventi in una esperienza educativa autentica, vissuta in prima persona dai giovani, chiamati non solo a osservare ma a contribuire attivamente alla diffusione di una cultura basata su inclusione e rispetto.
Momento centrale dell’iniziativa è stata la realizzazione del monumento “La danza di Rosa Parks”, opera dell’artista Luciano Longo, inaugurata venerdì 20 marzo negli spazi della scuola ENGIM “Turazza” di Treviso. Un’opera simbolica, ma anche concreta, che ha visto gli studenti impegnati direttamente nelle fasi di preparazione e installazione, rendendoli parte integrante di un progetto destinato a durare nel tempo.
All’evento hanno partecipato diverse figure istituzionali e culturali, tra cui Rossella Cendron, consigliera regionale del Veneto, il critico d’arte Boris Brollo e Yaya Menega, presidente dell’Associazione Abitanti della Costa.
Un’esperienza che ha saputo unire manualità, riflessione e responsabilità, in perfetta coerenza con la missione di ENGIM, realtà presente in Veneto con 12 sedi e impegnata nella formazione di giovani provenienti da contesti diversi, dove la diversità diventa una risorsa.
Nel corso della settimana, gli studenti hanno partecipato anche a incontri culturali e momenti di confronto con autori contemporanei come Marilena Umuhoza Delli, Nogaye Ndiaye e Amir Issaa, portando in aula testimonianze dirette e strumenti utili per comprendere le dinamiche del presente, in un contesto sociale sempre più complesso, come dimostrano anche recenti riflessioni su fenomeni giovanili e territorio come i dati sulla movida e sicurezza a Jesolo.
La partecipazione attiva degli studenti di Treviso ha rafforzato il valore dell’intero progetto promosso da I Care Veneto OdV, confermando che il contrasto al razzismo deve essere parte integrante dei percorsi formativi e non limitarsi a momenti simbolici, proprio come avviene in altre iniziative educative e sociali del territorio come i progetti di inclusione a Padova.
«Coinvolgere i giovani in prima persona significa costruire consapevolezza e futuro» ha sottolineato Gianluigi Bettiol, direttore della sede ENGIM di Treviso. «Non basta parlare di inclusione: bisogna viverla e renderla esperienza concreta». Un approccio che riflette una visione educativa moderna, capace di unire formazione e crescita civica, come accade anche in altre iniziative territoriali dedicate ai giovani e alla partecipazione attiva, tra cui eventi sportivi e sociali come la Tiramisù Run di Treviso.
L’iniziativa si è conclusa con un momento conviviale nel giardino della scuola, un rinfresco offerto dal presidente dell’Associazione Panificatori di Treviso, Mario Boccanegra, a testimonianza del valore della comunità e della condivisione.
Un’esperienza che lascia un segno concreto: nelle persone, nei percorsi educativi e in un’opera che continuerà a parlare ogni giorno a chi attraverserà quegli spazi, proprio come altri eventi culturali e artistici che animano il territorio e rafforzano il senso di appartenenza, come gli spettacoli e iniziative tra cultura e territorio.