Social vietati sotto i 14 anni, Alberto Stefani: "proposta per tutelare i bambini"

Social vietati under 14, identità digitale e controlli: la proposta di legge e le nuove regole allo studio.

09 aprile 2026 10:20
Social vietati sotto i 14 anni, Alberto Stefani: "proposta per tutelare i bambini" -
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VENEZIA – Si va verso una stretta sull’accesso dei minori al mondo digitale. Con la probabile approvazione alla Camera della conversione del decreto Pnrr, arriva anche una proposta destinata a far discutere: identità digitale a partire dai 14 anni e blocco dei social per i più giovani.

Identità digitale e limiti per i minori

La proposta è stata presentata da Alberto Stefani, che ha depositato un progetto di legge di iniziativa regionale con l’obiettivo di introdurre regole più stringenti sull’uso dei social network.

Il principio è chiaro: vietare l’accesso alle piattaforme social e ai servizi di messaggistica istantanea ai minori di 14 anni, mentre per la fascia tra 14 e 16 anni sarà necessario il consenso dei genitori o tutori legali.

Verifica dell’età e obblighi per le piattaforme

Uno dei punti centrali riguarda i sistemi di controllo. I gestori delle piattaforme dovranno dotarsi, a proprie spese, di strumenti efficaci per la verifica dell’età, attraverso l’autenticazione con carta d’identità elettronica.

Inoltre, dovranno garantire la presenza di sistemi di controllo parentale, integrati nei dispositivi e facilmente accessibili alle famiglie.

Parallelamente, la Presidenza del Consiglio sarà chiamata a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sull’uso consapevole delle tecnologie.

Un segnale politico forte

Secondo Stefani, la proposta nasce per rispondere a una crescente emergenza sociale. L’obiettivo è tutelare i più giovani da fenomeni come cyberbullismo, violenza digitale e contenuti dannosi, ritenuti particolarmente pericolosi per i più piccoli.

Un’iniziativa che si inserisce anche nel dibattito aperto in Veneto, dove altri esponenti politici stanno spingendo per alzare il limite fino ai 16 anni, rafforzando ulteriormente le restrizioni.

Le nuove misure allo studio del governo

Nel frattempo, il Governo lavora a un pacchetto più ampio di interventi che potrebbe coinvolgere diversi attori: piattaforme digitali, operatori telefonici, produttori di dispositivi e famiglie.

Tra le ipotesi in campo:

  • SIM dedicate ai minori, intestate direttamente ai giovani utenti

  • offerte telefoniche con controllo parentale attivo fin dall’attivazione

  • obblighi per rivenditori e produttori di configurare sistemi di sicurezza già al momento dell’acquisto

Una delle novità più rilevanti riguarda la possibile introduzione di una responsabilità diretta dei genitori, chiamati ad attivare i sistemi di protezione. In caso contrario, potrebbero essere previste sanzioni amministrative.

Come funzionerà il parental control

I sistemi di controllo parentale saranno centrali nel nuovo impianto normativo. Tra le funzionalità previste:

  • limitazione dell’uso del dispositivo alle sole chiamate

  • messaggistica consentita solo verso contatti autorizzati

  • blocco dei siti ritenuti pericolosi

  • impostazione di fasce orarie di utilizzo

  • divieto di accesso e installazione di social network e piattaforme video per under 14

A definire gli standard tecnici e le linee guida sarà l’AGCOM, in collaborazione con i ministeri competenti.

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