Social vietati sotto i 14 anni, Alberto Stefani: "proposta per tutelare i bambini"
Social vietati under 14, identità digitale e controlli: la proposta di legge e le nuove regole allo studio.
VENEZIA – Si va verso una stretta sull’accesso dei minori al mondo digitale. Con la probabile approvazione alla Camera della conversione del decreto Pnrr, arriva anche una proposta destinata a far discutere: identità digitale a partire dai 14 anni e blocco dei social per i più giovani.
Identità digitale e limiti per i minori
La proposta è stata presentata da Alberto Stefani, che ha depositato un progetto di legge di iniziativa regionale con l’obiettivo di introdurre regole più stringenti sull’uso dei social network.
Il principio è chiaro: vietare l’accesso alle piattaforme social e ai servizi di messaggistica istantanea ai minori di 14 anni, mentre per la fascia tra 14 e 16 anni sarà necessario il consenso dei genitori o tutori legali.
Verifica dell’età e obblighi per le piattaforme
Uno dei punti centrali riguarda i sistemi di controllo. I gestori delle piattaforme dovranno dotarsi, a proprie spese, di strumenti efficaci per la verifica dell’età, attraverso l’autenticazione con carta d’identità elettronica.
Inoltre, dovranno garantire la presenza di sistemi di controllo parentale, integrati nei dispositivi e facilmente accessibili alle famiglie.
Parallelamente, la Presidenza del Consiglio sarà chiamata a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sull’uso consapevole delle tecnologie.
Un segnale politico forte
Secondo Stefani, la proposta nasce per rispondere a una crescente emergenza sociale. L’obiettivo è tutelare i più giovani da fenomeni come cyberbullismo, violenza digitale e contenuti dannosi, ritenuti particolarmente pericolosi per i più piccoli.
Un’iniziativa che si inserisce anche nel dibattito aperto in Veneto, dove altri esponenti politici stanno spingendo per alzare il limite fino ai 16 anni, rafforzando ulteriormente le restrizioni.
Le nuove misure allo studio del governo
Nel frattempo, il Governo lavora a un pacchetto più ampio di interventi che potrebbe coinvolgere diversi attori: piattaforme digitali, operatori telefonici, produttori di dispositivi e famiglie.
Tra le ipotesi in campo:
SIM dedicate ai minori, intestate direttamente ai giovani utenti
offerte telefoniche con controllo parentale attivo fin dall’attivazione
obblighi per rivenditori e produttori di configurare sistemi di sicurezza già al momento dell’acquisto
Una delle novità più rilevanti riguarda la possibile introduzione di una responsabilità diretta dei genitori, chiamati ad attivare i sistemi di protezione. In caso contrario, potrebbero essere previste sanzioni amministrative.
Come funzionerà il parental control
I sistemi di controllo parentale saranno centrali nel nuovo impianto normativo. Tra le funzionalità previste:
limitazione dell’uso del dispositivo alle sole chiamate
messaggistica consentita solo verso contatti autorizzati
blocco dei siti ritenuti pericolosi
impostazione di fasce orarie di utilizzo
divieto di accesso e installazione di social network e piattaforme video per under 14
A definire gli standard tecnici e le linee guida sarà l’AGCOM, in collaborazione con i ministeri competenti.