Ospedale San Bassiano, prima storica chiusura dell'auricola sinistra: cos'è e perché si fa
Al San Bassiano eseguita per la prima volta la chiusura dell’auricola sinistra su pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio.
BASSANO DEL GRAPPA (VI) – Un importante passo avanti per la cardiologia del territorio: per la prima volta all’ospedale San Bassiano è stata eseguita una procedura di chiusura dell’auricola sinistra su due pazienti affetti da fibrillazione atriale e con alto rischio emorragico. Si tratta di una metodica innovativa e salvavita, rivolta a persone che non possono assumere farmaci anticoagulanti e che consente di ridurre in modo significativo il rischio di ictus.
L’intervento è stato effettuato dall’équipe guidata dalla Giovanna Erente, direttore dell’UOC di Cardiologia del San Bassiano, nella sala di Emodinamica dell’ospedale.
Una soluzione per chi non può assumere anticoagulanti
La fibrillazione atriale rappresenta l’aritmia cardiaca più diffusa ed è associata a un elevato rischio di ictus, dovuto alla possibile formazione di trombi all’interno del cuore. Nella maggior parte dei casi, la terapia standard prevede l’uso di farmaci anticoagulanti, ma non tutti i pazienti possono assumerli.
Esistono infatti condizioni cliniche che rendono la terapia anticoagulante pericolosa o controindicata, come sanguinamenti gastrointestinali, insufficienza renale cronica grave, pregresse emorragie cerebrali o patologie ematologiche. In queste situazioni, la scoagulazione aumenterebbe il rischio di emorragie gravi e la necessità di trasfusioni frequenti.
Cos’è l’auricola e perché la sua chiusura è fondamentale
L’auricola sinistra è una piccola estroflessione dell’atrio sinistro del cuore ed è il luogo in cui, nei pazienti con fibrillazione atriale, si formano più frequentemente i coaguli di sangue. Questi possono poi migrare verso il cervello, provocando un ictus ischemico.
Per i pazienti che non possono essere trattati con anticoagulanti, la chiusura percutanea dell’auricola sinistra rappresenta l’unica alternativa efficace per prevenire questo rischio.
Come si svolge la procedura
La procedura ha una durata di circa un’ora e viene eseguita in Sala Emodinamica, con accesso dalla vena femorale. Il paziente è sedato e l’intervento viene condotto sotto guida ecografica, mediante ecografia transesofagea o intracardiaca, con il supporto dell’assistenza anestesiologica.
Il dispositivo di chiusura, realizzato in nitinol – una lega metallica altamente biocompatibile – e rivestito in poliestere, viene introdotto tramite un catetere e posizionato all’interno dell’auricola, occludendola completamente e impedendo così il passaggio di eventuali trombi.
Degenza breve e monitoraggio post-intervento
Al termine dell’intervento, il paziente viene monitorato per alcune ore in Unità coronarica, quindi trasferito in reparto. La degenza media è di 2-3 giorni, a conferma della minima invasività della procedura rispetto ai benefici ottenuti in termini di prevenzione dell’ictus.
Un intervento complesso, non disponibile ovunque
«È un intervento complesso, non eseguito in tutti gli ospedali – ha sottolineato la dottoressa Erente – ma rappresenta l’unica possibilità terapeutica per i pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere anticoagulanti. In precedenza, queste persone dovevano essere inviate in altri centri specializzati».
L’esecuzione della procedura direttamente al San Bassiano segna quindi un cambio di passo rilevante per l’offerta sanitaria locale.
Cresce la cardiologia del San Bassiano
A evidenziare l’importanza dell’intervento anche il direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, Carlo Bramezza, che ha dichiarato: «Continua il percorso di crescita della Cardiologia del San Bassiano e in particolare dell’Emodinamica».