Orrori in Rsa a San Donà: figli dell'anziana morta chiedono maxi risarcimento
Rsa di San Donà, familiari chiedono maxi risarcimento dopo la morte di un’anziana per maltrattamenti.
SAN DONÀ DI PIAVE (VENEZIA) – Si apre un nuovo capitolo nella drammatica vicenda della casa di riposo “Monumento ai Caduti”, al centro di un’inchiesta per maltrattamenti e violenze su anziani. I familiari di una delle vittime hanno avviato un’azione civile chiedendo un maxi risarcimento.
Avviata la causa civile contro la struttura
I tre figli dell’anziana deceduta, assistiti dall’avvocato Riccardo Casarin, hanno depositato l’atto di citazione presso il Tribunale civile di Venezia.
Nel ricorso viene contestata alla struttura una mancata vigilanza sui propri dipendenti, ritenuti responsabili dei gravi abusi.
La prima udienza è prevista per il mese di settembre, mentre altre famiglie coinvolte starebbero valutando iniziative analoghe.
La sentenza e le responsabilità accertate
Il procedimento civile si basa anche sulle motivazioni della sentenza della Corte d’Assise d’appello, che ha confermato l’impianto del primo grado, aggravando però le pene per due operatori socio sanitari.
I giudici hanno riconosciuto la responsabilità per la morte dell’anziana, collegando i maltrattamenti subiti al decesso.
Maltrattamenti e violenze tra il 2019 e il 2023
I fatti risalgono al periodo tra il 2019 e il 2023, quando un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Andrea Petroni ha portato all’arresto di diversi operatori.
Le indagini hanno documentato una lunga serie di abusi: pasti negati, schiaffi, minacce e ingiurie ai danni degli ospiti, spesso incapaci di difendersi.
Particolarmente grave la posizione di uno degli operatori, accusato di violenze sessuali nei confronti di anziane ospiti.
Il decesso e il nesso con i maltrattamenti
Secondo quanto stabilito in appello, esiste un nesso causale tra le vessazioni subite dalla vittima, le fratture riportate e il successivo decesso per insufficienza cardio-respiratoria.
Nove gli imputati nel processo penale: tre di loro hanno ricevuto condanne comprese tra gli otto anni e nove anni e sei mesi.
Risarcimento e prossimi sviluppi
In sede penale era stata riconosciuta una provvisionale di 750mila euro, ma i familiari puntano ora a ottenere un risarcimento più ampio attraverso la causa civile.
Il procedimento penale non è ancora definitivo: restano possibili ricorsi in Cassazione e, fino a quel momento, le responsabilità dovranno essere definitivamente accertate.