Riese Pio X guarda all’Europa: il centro storico si ridisegna tra Berlino e Veneto
Riese Pio X rilancia il centro storico con 40 progetti universitari sviluppati tra Italia e Berlino
RIESE PIO X (TV) – Il centro storico si prepara a cambiare volto grazie a un progetto che unisce visione internazionale, ricerca accademica e partecipazione locale. Nelle giornate del 5 e 6 marzo 2026, Berlino è diventata il punto di incontro tra amministratori, progettisti e studenti, chiamati a immaginare il futuro urbano della cittadina trevigiana.
La delegazione guidata dal sindaco Ombretta Basso, insieme agli architetti di 593 STUDIO, ha preso parte alla revisione di oltre quaranta progetti sviluppati dagli studenti della IU International University, coordinati dal professor Thorsten Klooster. Un confronto intenso che segna un passaggio chiave del progetto CON.CENTRO.
Un’iniziativa che si inserisce in un più ampio contesto di sviluppo territoriale e innovazione, in linea con altre progettualità raccontate anche nel percorso di crescita urbana e infrastrutturale evidenziato negli interventi sulle scuole di Vittorio Veneto.
Al centro del lavoro degli studenti ci sono le aree più rappresentative di Riese Pio X: da una parte il Supercinema e l’oratorio, dall’altra Piazza Vittoria e l’area Norio. Spazi che diventano terreno di sperimentazione per soluzioni capaci di coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità.
Le oltre quaranta tesi di laurea non sono semplici esercizi accademici, ma veri e propri scenari progettuali destinati a stimolare il dibattito pubblico nei prossimi mesi.
Un approccio che richiama altri percorsi di valorizzazione territoriale e culturale, come il progetto dedicato alla rigenerazione e agli eventi nelle città venete raccontato nell’articolo su Venezia e la mostra “Città nel Futuro”.
Il percorso è iniziato a gennaio con una “full immersion” degli studenti a Riese Pio X, tra sopralluoghi e workshop. Un’esperienza che ha permesso di raccogliere dati concreti e suggestioni trasformate poi in visioni progettuali integrate.
Durante il confronto a Berlino, architetti e amministratori hanno analizzato le proposte valutandone l’impatto a lungo termine, con particolare attenzione alla sostenibilità sociale e funzionale degli interventi.
Un modello di collaborazione che dimostra come anche i centri di dimensioni contenute possano diventare laboratori di innovazione urbana, in linea con altre iniziative che stanno interessando il territorio del Nordest.
Il sindaco Ombretta Basso ha evidenziato come il progetto rappresenti un’opportunità unica per ripensare il centro storico: non solo come spazio fisico, ma come luogo di relazioni, accoglienza e qualità della vita.
L’obiettivo è unire l’ascolto della comunità locale con una visione europea capace di generare soluzioni innovative. Un processo partecipativo che richiama esperienze di coinvolgimento collettivo già viste in altri contesti regionali, come nel caso delle iniziative culturali e sociali raccontate nel progetto su Rivignano Teor e l’Università della Terza Età.
Fondato a Castelfranco Veneto, 593 STUDIO rappresenta una realtà consolidata nel campo dell’architettura e dell’ingegneria, con oltre 15 anni di esperienza tra Italia ed estero. Il team si distingue per un approccio multidisciplinare orientato a innovazione, sostenibilità e impatto sociale.
Tra i progetti più rilevanti figurano interventi su patrimoni storici e religiosi, oltre a collaborazioni accademiche con istituzioni italiane e internazionali.
L’impegno nello sviluppo di modelli innovativi si riflette anche in altre iniziative legate alla valorizzazione del territorio e alla crescita sostenibile, come emerge nel dibattito su economia e risorse locali affrontato nell’approfondimento sulle bollette e impatto economico in FVG.
Nei prossimi mesi, le idee elaborate dagli studenti saranno presentate alla cittadinanza e diventeranno oggetto di confronto pubblico. Un passaggio fondamentale per trasformare le proposte in strumenti concreti di pianificazione urbana.
Riese Pio X si candida così a diventare un modello di rigenerazione partecipata, dove la progettazione non è solo tecnica ma anche culturale, capace di restituire valore agli spazi e alle comunità.
Un esempio di come il dialogo tra territori, università e professionisti possa generare nuove prospettive per il futuro delle città.