Portogruaro, doppia donazione di organi in ospedale: 12 ore senza sosta per salvare altre vite
Due donazioni multiorgano in sequenza all’ospedale di Portogruaro: 12 ore in sala operatoria e oltre 50 professionisti coinvolti.
PORTOGRUARO – Due donazioni multiorgano consecutive, una lunga maratona sanitaria di 12 ore e un imponente lavoro di squadra che ha visto in campo oltre 50 professionisti tra medici, infermieri, operatori e addetti al trasporto. È quanto avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale di Portogruaro, dove due distinti percorsi di donazione di organi e tessuti hanno reso possibile offrire una nuova speranza a più persone in lista d’attesa per il trapianto.
L’intera operazione si è trasformata in una complessa macchina organizzativa, scandita da tempi serrati, precisione assoluta e perfetta collaborazione tra diverse unità ospedaliere dell’Ulss 4 Veneto Orientale e le équipe arrivate da altri ospedali del Veneto. Una prova di efficienza e umanità che conferma il valore della rete sanitaria e della cultura del dono, tema sempre più presente anche in altre pagine dedicate alla sanità del territorio come l’evento benefico a sostegno del CRO di Aviano, il focus su giovani in difficoltà e prevenzione, il convegno su estetica oncologica a Udine e la notizia del miracolo chirurgico all’ospedale di Borgo Trento.
Le due procedure si sono svolte una dopo l’altra, in una sequenza che ha richiesto un impegno continuo per l’intera notte e per tutta la mattinata successiva. Grazie alla scelta di due donatori, è stato possibile completare con successo i prelievi necessari e attivare poi la successiva fase logistica, altrettanto delicata, per trasferire gli organi nei centri dove sono stati eseguiti i trapianti.
La prima donazione ha preso il via intorno all’1 di notte, con l’intervento di due équipe chirurgiche provenienti dagli ospedali di Treviso e Padova. In questa fase sono stati prelevati reni e fegato. Terminata la prima procedura, il personale ha subito avviato la seconda, che si è conclusa attorno alle 13.00, quando un’équipe medica arrivata dall’ospedale di Verona ha effettuato il prelievo di fegato e tessuti oculari.
A sottolineare la portata dell’intervento è stato il direttore generale dell’Ulss 4, Carlo Bramezza, che ha voluto mettere in evidenza sia il valore umano del gesto compiuto dai donatori, sia la qualità del lavoro portato avanti dal personale sanitario.
Il direttore generale ha rivolto un ringraziamento particolare ai protagonisti di questi gesti di grande altruismo, evidenziando allo stesso tempo l’impegno straordinario degli oltre 50 professionisti dell’Ulss 4 coinvolti nelle due procedure, svolte in due diverse sale operatorie. Ha ricordato come si tratti di un’attività in cui ogni fase deve essere eseguita con massima accuratezza, in un contesto dove il coordinamento tra le diverse professionalità diventa determinante per la buona riuscita dell’intero percorso di donazione.
L’operazione ha richiesto il contributo di numerose strutture ospedaliere, a conferma di quanto la donazione di organi sia un processo articolato e multidisciplinare. Hanno preso parte alle procedure il personale di neurologia, anestesia e rianimazione, gruppo operatorio, chirurgia, urologia, ginecologia, dermatologia, servizio trasfusionale, laboratorio analisi, radiologia, direzione medica ospedaliera e servizio trasporti.
Dopo i prelievi, infatti, la maratona in sala operatoria si è trasformata in una vera e propria staffetta sanitaria. Il trasferimento degli organi ai centri trapianto doveva avvenire in tempi strettissimi, con un’organizzazione perfettamente sincronizzata per garantire la piena efficienza dell’intero sistema.
Un elemento di grande rilievo emerso da questa doppia donazione riguarda la volontà espressa in vita da entrambi i donatori. Come hanno spiegato Elena Momesso e Marcella Parente, rispettivamente direttori del Dipartimento Area Critica del Coordinamento Ospedaliero Trapianti, i due avevano già manifestato il proprio consenso alla donazione nel Comune di residenza.
Le responsabili hanno ricordato che il consenso al dono degli organi può essere registrato direttamente all’anagrafe comunale, al momento del rinnovo della carta d’identità. Hanno inoltre evidenziato che il personale del Coordinamento Ospedaliero Trapianti dell’Ulss 4 è disponibile dal lunedì al venerdì, nelle unità ospedaliere di Anestesia e Rianimazione di San Donà di Piave e Portogruaro, per fornire informazioni ai cittadini e per raccogliere eventuali dichiarazioni di volontà.
Si tratta di una scelta di grande valore civile, perché consente agli operatori sanitari di lavorare con maggiore chiarezza e, soprattutto, evita ai familiari il peso di una decisione difficile in momenti segnati da dolore e sofferenza.
Nelle parole finali del direttore generale Bramezza emerge anche un messaggio che va oltre il singolo episodio. Il Veneto orientale, ha spiegato, continua a mostrare una forte fiducia nel sistema sanitario pubblico e una sensibilità concreta nei confronti della donazione di organi.
È proprio questa disponibilità diffusa a rendere possibile un meccanismo che, in molti casi, può migliorare profondamente la qualità della vita dei pazienti in attesa e, in altri, può addirittura salvarla. La doppia donazione avvenuta all’ospedale di Portogruaro rappresenta così non solo un esempio di alta professionalità sanitaria, ma anche il volto più autentico di una comunità capace di trasformare il dolore in speranza, solidarietà e futuro.