Allarme occupazione alla Peg Perego: «45 esuberi e linee a rischio, lunedì il corteo»

Sciopero Peg Perego il 30 marzo a San Donà: proteste contro esuberi e trasferimento linee produttive.

28 marzo 2026 07:46
Allarme occupazione alla Peg Perego: «45 esuberi e linee a rischio, lunedì il corteo» -
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SAN DONÀ DI PIAVE – Tensione alle stelle nello stabilimento Peg Perego, dove i lavoratori scendono in piazza per difendere occupazione e produzione. È stato proclamato uno sciopero con corteo per lunedì 30 marzo 2026, dalle ore 10 alle 12, con presidio finale davanti al Comune.

La decisione arriva al termine dell’incontro del 25 marzo tra Fim-Cisl, Fiom-Cgil di Venezia, RSU e direzione aziendale, assistita da Confindustria, durante il quale si è discusso del futuro dello stabilimento e della proroga del contratto di solidarietà.

Dal confronto è emersa la conferma del rinnovo del contratto di solidarietà, che entrerà in vigore dal 1 aprile 2026 fino al 22 settembre 2026, garantendo ancora 5 mesi e 22 giorni di ammortizzatori sociali.

Tuttavia, le rassicurazioni attese dai sindacati non sono arrivate. Al centro della preoccupazione c’è la volontà aziendale di trasferire le linee produttive nello stabilimento di Arcore, una scelta che potrebbe compromettere il futuro del sito veneto.

La situazione occupazionale appare critica: l’azienda ha dichiarato 45 esuberi su 57 dipendenti rimasti, un dato che evidenzia una crisi profonda e strutturale.

Le rappresentanze sindacali hanno ribadito con forza la loro posizione: nessuna linea deve essere spostata da San Donà. Al momento non esiste un calendario preciso per il trasferimento, ma secondo quanto emerso, l’operazione potrebbe avvenire proprio durante il periodo coperto dal contratto di solidarietà.

Uno scenario che alimenta timori e incertezze, in linea con altre difficoltà registrate nel tessuto produttivo del Nordest, come nel caso delle tensioni economiche legate ai costi e ai servizi, tra cui il tema dei trasporti sociali a rischio per l’aumento dei carburanti.

A rendere ancora più complesso il quadro è una situazione interna definita insostenibile: da circa due mesi, secondo quanto denunciato dai sindacati, lavoratrici e lavoratori sono senza acqua nello stabilimento.

Una criticità che è stata portata al tavolo con forza e che viene considerata inaccettabile, chiedendo un intervento immediato per ripristinare condizioni adeguate.

L’azienda ha comunicato di aver individuato un Advisor incaricato del processo di reindustrializzazione, che sarà presentato il 9 aprile 2026 al Ministero a Roma.

Le organizzazioni sindacali hanno annunciato che seguiranno con attenzione lo sviluppo del progetto, monitorando ogni passaggio per garantire trasparenza e tutela dei lavoratori.

Nel frattempo, resta attivo lo stato di agitazione. Lo sciopero del 30 marzo rappresenta un momento cruciale di mobilitazione, con un corteo che coinvolgerà tutte le lavoratrici e i lavoratori Peg Perego.

Il presidio finale davanti al Comune vuole essere un segnale chiaro: tutte le istituzioni e le parti coinvolte devono assumersi le proprie responsabilità, senza sottovalutare la gravità della situazione.

Una protesta che si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà industriali e sociali nel territorio, dove emergono criticità anche in altri ambiti, come dimostrano recenti episodi legati alla sicurezza e alle tensioni sociali, tra cui il caso di interventi e controlli sul territorio e situazioni di emergenza locale.

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