Stende un motociclista e fugge in auto: 50enne in carcere, cos'è successo

Incidente a Padova: travolge un motociclista, fugge e resiste alla Polizia. Per un 50enne scatta il carcere dopo i domiciliari.

26 gennaio 2026 09:30
Stende un motociclista e fugge in auto: 50enne in carcere, cos'è successo -
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PADOVA – Dalla misura degli arresti domiciliari alla detenzione in carcere. È il destino di un 50enne italiano arrestato dagli agenti della sezione Volanti della Questura di Padova, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita il 23 gennaio nel quartiere Sacra Famiglia. Il provvedimento, emesso dal tribunale di Padova, rappresenta un aggravamento della precedente misura cautelare disposta all’inizio di dicembre 2025, a fronte delle ripetute violazioni e del concreto rischio di reiterazione dei reati.

L’uomo era già stato arrestato il 2 dicembre dopo essersi reso protagonista di un grave episodio di circolazione stradale pericolosa, culminato in uno schianto con un motociclista e in una successiva fuga, seguita da resistenza a pubblico ufficiale.

Lo schianto all’incrocio e il motociclista a terra

Secondo quanto ricostruito, intorno alle 19 del 2 dicembre, un appartenente alla Polizia di Stato, libero dal servizio, stava percorrendo via Cernaia quando, all’altezza dell’intersezione con via Milazzo, via Sorio e via Euganea, ha notato sopraggiungere una Honda grigia a velocità elevata e non adeguata alle condizioni della strada.

L’auto ha impegnato l’incrocio senza rispettare le regole, causando un violento incidente che ha coinvolto un motociclista, finito rovinosamente a terra dopo l’impatto. Alcuni presenti si sono subito fermati per prestare aiuto al ferito, mentre il poliziotto ha allertato il 113.

La fuga dopo l’incidente e l’inseguimento

Invece di fermarsi a prestare soccorso, il conducente dell’auto ha tentato la fuga, allontanandosi rapidamente dal luogo dell’incidente. Considerata la gravità dell’accaduto e la presenza di cittadini intenti ad assistere il motociclista, l’agente ha deciso di inseguire il veicolo, mantenendolo sempre nel proprio campo visivo e fornendo alla sala operativa della Questura informazioni puntuali su targa, direzione e dinamica.

La corsa è proseguita per diverse vie cittadine fino all’incrocio con via Bergamo, dove il conducente ha cercato di nascondere l’auto tra i veicoli in sosta per eludere il controllo.

La manovra pericolosa e lo scontro finale

Raggiunto il mezzo, il poliziotto si è qualificato intimando l’alt. Il cinquantenne, però, ha reagito con una improvvisa e pericolosa retromarcia, mettendo a rischio l’incolumità dell’operatore. Nel tentativo di fermarlo, l’agente è riuscito ad afferrarlo per un braccio dal finestrino aperto, senza però bloccarlo.

La fuga è quindi ripresa lungo via Bergamo in direzione via Castelfidardo, dove il conducente ha perso il controllo dell’auto, andando a collidere con un veicolo regolarmente parcheggiato.

Colluttazione e arresto

Dopo l’ennesimo impatto, l’uomo è sceso dall’abitacolo tentando di scappare a piedi, ma è stato raggiunto dal poliziotto. Ne è nata una colluttazione, durante la quale entrambi sono caduti a terra. Sul posto è intervenuta rapidamente una Volante, che ha fornito supporto all’agente per bloccare definitivamente il soggetto, ancora fortemente oppositivo.

Nel frattempo sono stati attivati i soccorsi sanitari per il motociclista, successivamente trasportato al pronto soccorso, e avviati gli accertamenti sugli incidenti verificatisi durante la fuga.

Intervento dei Vigili del Fuoco e precedenti

È stato richiesto anche l’intervento dei Vigili del fuoco, poiché l’auto del fuggitivo, alimentata a gpl, presentava una fuoriuscita di liquidi dal vano motore, rendendo necessarie le operazioni di messa in sicurezza.

Accompagnato in Questura, l’uomo è stato identificato come un 50enne italiano con precedenti penali e di polizia, in particolare per reati legati alle sostanze stupefacenti e contro il patrimonio. È stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e, dopo la convalida, sottoposto agli arresti domiciliari.

Dai domiciliari al carcere

Le reiterate violazioni della misura, la sopravvenuta inidoneità del domicilio e il pericolo concreto di nuovi reati hanno portato l’autorità giudiziaria a disporre l’aggravamento della misura cautelare. L’ordinanza è stata eseguita nella serata del 23 gennaio dagli agenti delle Volanti.

Il cinquantenne è stato quindi trasferito alla Casa circondariale Due Palazzi di Padova, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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