Nursing Up Veneto: "servono più risorse e tutele per infermieri e ostetriche"

Nursing Up Veneto chiede più risorse, indennità adeguate e il riconoscimento del lavoro usurante per infermieri e ostetriche.

26 gennaio 2026 08:22
Nursing Up Veneto: "servono più risorse e tutele per infermieri e ostetriche" -
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VENETO - Nursing Up Veneto: Servono più risorse e tutele per infermieri e ostetriche. Indennità di disagio da raddoppiare e lavoro usurante da riconoscere.

Il segretario regionale Guerrino Silvestrini: «Le professioni sanitarie sono oggi in grande sofferenza e devono trovare motivi di attrattività: cruciale il maggiore riconoscimento economico e professionale per frenare la fuga e incentivi per attrarre i giovani. Priorità individuate al Tavolo di confronto con i referenti provinciali».

Raddoppio e defiscalizzazione delle indennità legate al disagio lavorativo, ampliamento delle unità operative riconosciute come disagiate e tetto ai turni notturni, certezza nelle progressioni economiche di carriera, riconoscimento formale del lavoro infermieristico come lavoro usurante, reintroduzione del quid economico per i tirocini. Sono queste le priorità che Nursing Up Veneto porta all’attenzione della struttura nazionale del sindacato in vista dell’avvio delle trattative per il nuovo contratto di lavoro 2025–2027.

Le richieste emergono dall’incontro dei responsabili provinciali del sindacato degli infermieri del Veneto, riuniti in questi giorni in un tavolo di lavoro coordinato dal referente regionale Nursing Up, Guerrino Silvestrini, con l’obiettivo di raccogliere le istanze più sentite da infermieri e ostetriche del territorio e trasmetterle alla struttura nazionale del sindacato. Si tratta della fase iniziale e strategica di elaborazione delle priorità da trasmettere a Nursing Up Nazionale in vista dell’avvio delle trattative per il nuovo contratto di lavoro. I partecipanti: Stellina Piscitelli (Venezia); Lorella Vidori (Verona e Belluno), Andrea Sparviero (Treviso), Gabriele Bergamin (Vicenza).

«La professione infermieristica è oggi in grande sofferenza – sottolinea Nursing Up Veneto – turni pesanti, responsabilità crescenti, carenza di personale e stipendi non adeguati stanno spingendo molti colleghi ad abbandonare il servizio pubblico e scoraggiano i giovani dall’intraprendere questa carriera. Il piano regionale di attrattività non è sufficiente e non offre garanzie oltre il breve periodo».

Sul piano economico il sindacato chiede un forte recupero salariale, a partire dal raddoppio delle indennità notturne, festive e di pronta disponibilità, oggi giudicate del tutto inadeguate rispetto al disagio reale del lavoro svolto da infermieri e professionisti sanitari e operatori sanitari. A questo si affianca la proposta di defiscalizzare le indennità di disagio e il lavoro straordinario, per rendere sostenibile un sistema che oggi supplisce alle carenze di organico chiedendo di aumentare sempre più la presenza sul posto di lavoro a chi è già in servizio. Il sindacato chiede inoltre di porre un tetto massimo ai turni notturni mensili per conciliare le necessità personali e familiari con la vita lavorativa; oltre allo stop al demansionamento degli infermieri utilizzati spesso per coprire attività non infermieristiche carenti di personale, quali ad esempio la figura dell’Oss o personale di segreteria.

Altro punto centrale è l’allargamento delle unità operative classificate come disagiate per il forte carico assistenziale. Oltre alle terapie intensive e subintensive, Nursing Up Veneto chiede il riconoscimento stabile anche per aree mediche, geriatriche, specialistiche chirurgiche e reparti con monitoraggio continuo e telemetria come cardiologia e medicina d’urgenza, senza dimenticare le aree psichiatriche, sempre più esposte a episodi di aggressione.

Tra le ulteriori richieste figurano il riconoscimento del rischio radiologico per il personale esposto, il buono pasto per i turnisti che non riescono a usufruire della pausa, l’adeguamento del costo per rimborsi chilometrici, un monitoraggio quadrimestrale delle ferie non godute e delle eccedenze di orario e una revisione delle progressioni di carriera, oggi troppo insignificanti, l’introduzione della libera professione intramoenia per il personale infermieristico e sanitario non medico, quale risorsa per far fronte alla carenza di organico.

Nursing Up Veneto ribadisce infine la richiesta di riconoscere formalmente il lavoro infermieristico come lavoro usurante, inserendolo nell’elenco nazionale, e di istituire un’area separata di contrattazione per i professionisti sanitari, sul modello di quella esistente per i medici.

Sul fronte della valorizzazione professionale e dell’incentivo alle giovani generazioni, Nursing Up Veneto chiede la reintroduzione di un riconoscimento economico per l’attività di tirocinio, per sgravare le famiglie e incentivare gli studenti. Si aggiunge l’ampliamento da 24 a 60 ore annue della formazione riconosciuta in orario di lavoro, indispensabile per assolvere ai 60 crediti formativi (ECM) obbligatori per i professionisti sanitari.

A questa prima formulazione seguiranno ulteriori incontri sia a livello regionale che nazionale per arrivare alla formulazione di una piattaforma rivendicativa che consenta di superare le troppe promesse fatte dalla politica sulla questione infermieristica e mai mantenute.

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