Nordest a 4 zampe, viaggio nell’oasi dei Quadris: la puntata del 24 marzo 2026 | VIDEO

Il 24 marzo 2026 Nordest24 ha raccontato l’oasi dei Quadris di Fagagna tra cicogne, ibis e biodiversità.

26 marzo 2026 15:05
Nordest a 4 zampe, viaggio nell’oasi dei Quadris: la puntata del 24 marzo 2026 | VIDEO -
Condividi

FAGAGNA – Martedì sera 24 marzo 2026 su Nordest24 è andata in onda una nuova puntata di Nordest a 4 zampe, il format dedicato al mondo animale e ambientale condotto da Silvia Zanella. Al centro dell’appuntamento televisivo, una realtà di grande valore per il territorio del Friuli Venezia Giulia: l’oasi naturalistica dei Quadris, in provincia di Udine, luogo simbolo della tutela della fauna, della conservazione ambientale e dell’educazione naturalistica.

Nel corso della trasmissione, Silvia Zanella ha accompagnato i telespettatori in un viaggio immersivo tra laghetti, voliere, sentieri e osservatori, affiancata da Marco Rustico, presidente dell’oasi delle cicogne ODV, l’associazione di volontariato che oggi gestisce questa importante area. Un racconto ricco di dettagli, curiosità e testimonianze, che ha permesso di accendere i riflettori su uno spazio unico sotto il profilo educativo, scientifico e turistico.

Fin dall’apertura della puntata, è emerso il ruolo centrale dell’oasi dei Quadris nel panorama ambientale regionale. Il sito, infatti, rientra tra i 56 siti di importanza comunitaria e tra le otto zone di protezione speciale della rete Natura 2000 del Friuli Venezia Giulia. Un riconoscimento che certifica il pregio naturalistico di quest’area umida e ne conferma la rilevanza dal punto di vista della biodiversità.

Durante il servizio, Marco Rustico ha spiegato come questo ambiente sia nato da una lunga evoluzione geologica: circa 12 mila anni fa, il ritiro del ghiacciaio del Tagliamento contribuì alla formazione di un avvallamento che nel tempo ha dato origine a questa zona umida. Un contesto oggi prezioso per molte specie, ma che in passato aveva avuto un destino ben diverso.

Uno dei passaggi più significativi emersi nella puntata riguarda la storia di recupero dell’area. Quello che oggi appare come un piccolo paradiso naturale, infatti, era stato in precedenza una discarica e, ancora prima, una zona destinata all’estrazione di argilla e torba. Le buche create nei secoli scorsi per queste attività erano poi state riempite con materiali inerti, soprattutto dopo il terremoto, lasciando il territorio in condizioni di forte degrado.

La svolta arrivò 37 anni fa, quando il biologo naturalista Fabio Perco, dopo un incontro decisivo con una coppia di cicogne che aveva nidificato poco distante, intuì le potenzialità dell’area e chiese al Comune di Fagagna di poterla destinare a un progetto di reintroduzione. Attorno a quell’idea si creò un’ampia rete di sostegno fatta di associazioni culturali, Pro loco, riserva di caccia ed enti locali, tutti accomunati dalla volontà di far nascere una nuova esperienza ambientale.

Il progetto prese ufficialmente il via nel 1989, con l’arrivo di sette cicogne provenienti dalla Svizzera e da Pavia. Quegli esemplari furono ospitati inizialmente in una voliera storica, mostrata anche durante la trasmissione, dove restavano per circa tre anni fino al raggiungimento della maturità sessuale. Una volta liberate, le cicogne cominciavano a riprodursi, avviando un progressivo ripopolamento dell’area.

Il racconto della puntata ha dato ampio spazio alla cicogna bianca, specie simbolo dell’oasi dei Quadris. La sua scomparsa dall’Italia, avvenuta tra il 1700 e il 1750, è stata legata soprattutto alle difficoltà incontrate durante la migrazione lungo la penisola. Proprio per questo il progetto di Fagagna ha assunto negli anni un valore straordinario, diventando una delle esperienze più importanti a livello nazionale nel campo della reintroduzione.

Marco Rustico ha ricordato che quella di Fagagna è stata la seconda esperienza di questo tipo in Italia, dopo quella di Racconigi, sempre legata a Fabio Perco. Col passare degli anni, i risultati sono cresciuti in modo evidente, tanto che oggi l’oasi può contare su numeri di assoluto rilievo. Nell’area sono presenti 48 nidi, interni ed esterni al sito, confermando il ruolo dei Quadris come riferimento nazionale per questa specie.

La puntata ha mostrato anche immagini suggestive di una coppia di cicogne in fase di accoppiamento, offrendo ai telespettatori la possibilità di osservare da vicino abitudini e comportamenti di questi animali. Le cicogne, come spiegato durante il servizio, tendono a formare coppie stabili e nel 90% dei casi la femmina si riaccoppia con lo stesso maschio dell’anno precedente. Nidificano in postazioni elevate, preferendo strutture come comignoli e supporti artificiali, poiché la loro grande apertura alare rende difficile la nidificazione sugli alberi.

Uno dei temi più affascinanti affrontati nella trasmissione è stato quello della migrazione. In questo periodo dell’anno, ha spiegato Rustico, le coppie si erano già formate da circa un mese e i soggetti migratori arrivati avevano trovato le cicogne stanziali, dando così il via alla nuova stagione riproduttiva.

Grazie ai controlli effettuati con i droni, è stato possibile verificare che sui nidi erano già presenti le uova, mentre la schiusa era attesa per metà aprile. Maggio, invece, viene considerato il mese più delicato: temporali forti e piogge prolungate possono compromettere la sopravvivenza dei piccoli, con una mortalità che nei nidi può toccare almeno il 30%. Anche dopo il primo volo, i giovani esemplari devono fare i conti con molte insidie: elettrificazione, incidenti stradali, predatori e altri fattori possono incidere pesantemente sulla sopravvivenza nel primo anno di vita.

Molto interessante anche il focus sulle rotte migratorie. Le cicogne nate nell’anno partono generalmente nella prima metà di settembre, quando il fotoperiodo si accorcia. Le vie principali sono essenzialmente due: una passa attraverso i Balcani, il Bosforo, Israele, il Sinai e poi il Corno d’Africa; l’altra riguarda gli esemplari nati più a ovest, che raggiungono l’Africa passando da Gibilterra. La cicogna, infatti, evita il mare aperto perché sfrutta le correnti ascensionali per spostarsi, arrivando anche a 4 mila metri di quota e percorrendo in una giornata fino a 300-350 chilometri.

Durante la puntata è stato chiarito anche un aspetto importante: all’oasi gli animali non vengono mantenuti in modo artificiale, ma sono liberi di muoversi sul territorio. Le cicogne ricevono soltanto una parte del loro fabbisogno giornaliero, una sorta di “colazione” a base di piccoli pesci, mentre il resto dell’alimentazione viene cercato autonomamente nelle campagne circostanti. Le segnalazioni, ha raccontato Rustico, arrivano anche da Osoppo, da Udine e da molte altre aree vicine, a conferma di quanto questi uccelli frequentino stabilmente il territorio.

Lo stesso vale per molte altre specie ospitate nei Quadris, dove nulla è lasciato al caso ma allo stesso tempo tutto è pensato per rispettare il più possibile gli equilibri naturali. È proprio questa combinazione tra gestione, tutela e libertà a rendere l’oasi un luogo apprezzato dai visitatori.

La trasmissione ha poi allargato lo sguardo alle altre specie presenti nell’oasi. Accanto alle cicogne, infatti, i Quadris ospitano numerosi anatidi come oche selvatiche, oche faccia bianca, morette tabaccate, moriglioni, casarche e altre specie che arricchiscono il patrimonio faunistico dell’area.

Particolarmente coinvolgente il passaggio dedicato all’ibis eremita, specie rarissima e considerata in grave pericolo di estinzione. Nel mondo, ha spiegato Rustico, si contano circa mille esemplari, mentre a Fagagna ne sono presenti circa 190, di cui 66 ancora nella voliera iniziale. Dal 2012, grazie all’avvio del progetto di imprinting, tutti gli ibis nati nel contesto dell’oasi sono stati liberati, portando a una popolazione di circa 150 esemplari liberi sul territorio.

La puntata ha mostrato la voliera principale degli ibis, con 42 nidi e altri nuovi spazi realizzati per far fronte all’aumento delle richieste di nidificazione. Nel solo anno scorso, ha raccontato Rustico, si sono registrati 52 nuovi nati, dato particolarmente significativo per una specie così delicata.

Non sono mancate curiosità sorprendenti, come quella degli ibis che ogni giorno si spostano fino alla base di Aviano per alimentarsi nelle aree dove l’erba viene tagliata, sfruttando il loro becco ricurvo per cercare vermi nel terreno. Un comportamento che racconta bene la straordinaria adattabilità di questi uccelli.

Nel corso della visita, Silvia Zanella ha incontrato anche gli unici mammiferi presenti nell’oasi: i cinque cavalli Conic, una razza particolare considerata un anello di congiunzione con il Tarpan, antico cavallo selvaggio preistorico. Marco Rustico ha spiegato come questi animali vengano utilizzati anche a fini didattici, per raccontare ai più giovani l’evoluzione delle specie e il rapporto tra fauna, storia e ambiente.

Il loro inserimento nel percorso non è casuale: l’oasi dei Quadris si propone infatti come un luogo di apprendimento vivo, in cui la natura diventa occasione per comprendere meccanismi ecologici, comportamenti animali e trasformazioni del paesaggio.

Tra le novità più interessanti mostrate in anteprima durante la puntata c’è stato anche il nuovo tunnel antiinsetto, pensato per consentire alle scolaresche di osservare da vicino il mondo delle api in piena sicurezza. La struttura permetterà a una classe intera di posizionarsi dietro le arnie e assistere al lavoro dell’apicoltore, che potrà mostrare telaini, regina, api operaie e fasi della produzione del miele.

Si tratta di un progetto che punta a rafforzare ulteriormente l’offerta educativa dell’oasi, già ricca di percorsi e attività. Fino all’anno scorso, le visite didattiche con le api richiedevano l’uso di scafandri per i bambini, soluzione spesso poco pratica soprattutto nei mesi più caldi. Con il nuovo tunnel, invece, l’esperienza potrà essere ancora più accessibile e coinvolgente.

Uno degli aspetti più significativi emersi durante la trasmissione riguarda l’impatto dell’oasi sul territorio. Nel corso dell’ultimo anno, i Quadris hanno accolto oltre 11 mila visitatori, mentre le attività rivolte alle scuole hanno superato le 90 visite, per un totale di quasi 4 mila ragazzi. Numeri che confermano l’oasi come uno dei principali poli di educazione ambientale del Friuli Venezia Giulia.

Non a caso, la Regione considera questa realtà come il più importante hub naturalistico dedicato alla divulgazione ambientale sul territorio regionale. Un risultato che premia il lavoro costante dei volontari e la capacità dell’oasi di parlare a pubblici diversi: famiglie, scuole, gruppi organizzati e turisti provenienti anche dal Veneto e da tutto il Triveneto.

Marco Rustico, durante l’intervista, ha sottolineato anche il valore emotivo del luogo, ricordando il commento di un visitatore che, dopo alcune ore trascorse nell’oasi, raccontò di essersi sentito finalmente sereno, trovando in quel contesto una forma di pace difficile da ritrovare altrove.

Il servizio ha accompagnato il pubblico anche tra gli osservatori e i laghetti che caratterizzano l’oasi. Questi specchi d’acqua, da cui il sito prende il nome di “Quadris”, derivano dalle antiche buche di estrazione della torba e dell’argilla e hanno mantenuto una forma geometrica regolare, insolita ma fortemente identitaria.

La gestione dell’acqua, come spiegato durante la puntata, richiede un monitoraggio costante. Ogni mese vengono effettuati prelievi per valutare diversi parametri, soprattutto il livello di ossigeno disciolto, mentre analisi più approfondite vengono svolte periodicamente con il supporto dell’Istituto Zooprofilattico. Un lavoro tecnico fondamentale per garantire l’equilibrio dell’ecosistema, soprattutto nei periodi di siccità estiva.

Nel percorso non è mancato anche il suggestivo viale degli Aironi, costellato di nidi sui lati e situato a poca distanza da una grande garzaia che, secondo Rustico, ospiterebbe almeno 200 nidi, tra le più grandi del Friuli. Una presenza importante che arricchisce ulteriormente il mosaico faunistico dell’area.

La puntata ha rappresentato anche un’occasione utile per informare il pubblico sulle modalità di visita. L’oasi, come ricordato durante il servizio, apre tutte le domeniche e nei principali giorni festivi, con orario dalle 10 alle 18. Quando il sito è aperto, vengono organizzate due visite guidate gratuite, una alle 11 e una alle 16, senza necessità di prenotazione.

Un’opportunità preziosa per chi desidera conoscere da vicino la storia del luogo, osservare gli animali e approfondire il funzionamento di un ecosistema tanto delicato quanto affascinante. Non solo: chi vuole può anche offrire il proprio contributo come volontario, affiancando l’associazione nella gestione quotidiana delle attività. Proprio questa dimensione partecipativa è uno degli elementi che rendono l’esperienza dei Quadris ancora più significativa.

Tra i progetti illustrati nel corso della puntata c’è anche quello legato al monitoraggio GPS delle cicogne. Attualmente l’identificazione avviene grazie agli anelli forniti da ISPRA, applicati poco prima che i giovani spicchino il primo volo. Si tratta di una modalità passiva che permette di riconoscere gli esemplari, ma non di seguirne in dettaglio gli spostamenti.

L’obiettivo futuro dell’oasi è dotare alcuni soggetti di speciali dispositivi simili a piccoli zainetti, capaci di registrare coordinate, quota di volo e comportamento. Un passo importante per capire meglio le abitudini delle cicogne nate in questa particolare area d’Italia, su cui finora esistono meno dati rispetto alle popolazioni del Nord Europa.

L’attività dell’oasi non si limita all’accoglienza e alla gestione della fauna. Durante il servizio è stato ricordato anche il fitto calendario di convegni e incontri dedicati a temi come migrazioni, anatidi e cambiamenti climatici. Nell’ultimo anno sono stati organizzati sette appuntamenti, tra cui uno molto partecipato con Luca Mercalli.

Un lavoro di divulgazione che si affianca a quello svolto sui canali social e sul sito internet dell’oasi, costantemente aggiornati con informazioni su visite, iniziative, progetti e attività aperte al pubblico.

La nuova puntata di Nordest a 4 zampe andata in onda martedì sera 24 marzo 2026 ha così raccontato molto più di una semplice visita in un’oasi. È stato un vero viaggio dentro una storia di recupero ambientale, passione, volontariato e visione, che ha trasformato un’area degradata in un punto di riferimento per la tutela della fauna e per la crescita culturale del territorio.

Con la conduzione di Silvia Zanella, il programma di Nordest24 ha saputo restituire al pubblico il valore di una realtà che unisce natura, scienza, educazione e turismo sostenibile, invitando i telespettatori a conoscere da vicino l’oasi dei Quadris e a riscoprire il legame profondo tra uomo e ambiente.

Per chi si fosse perso l’appuntamento televisivo, la puntata può essere rivista sui canali di Nordest24, sui social e su YouTube, mentre il programma tornerà anche martedì prossimo alle 20.30 con una nuova storia dedicata agli animali e al territorio.

Segui Veneto Today