Pietro muore al freddo a 55 anni in cantiere. La famiglia: «Turni lunghi, notturni e all’aperto»
Cortina d’Ampezzo, morto il vigilante 55enne Pietro Zantonini: la famiglia chiede chiarezza sulle condizioni di lavoro nei cantieri olimpici.
CORTINA D’AMPEZZO (BL) – Tragedia a Cortina d’Ampezzo, dove nella notte dell’8 gennaio Pietro Zantonini, 55 anni originario di Brindisi, è morto mentre svolgeva il servizio di vigilanza in un cantiere dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, nello stadio del ghiaccio. L’uomo, impegnato in turni notturni all’aperto, è stato trovato in difficoltà dai colleghi che hanno chiamato il 118: nonostante i tentativi di soccorso, Zantonini è deceduto sul posto.
Le circostanze del decesso
Secondo le prime ricostruzioni, Zantonini lavorava in un gabbiotto di sorveglianza, effettuando uscite ogni due ore per ricognizioni nel cantiere. Sono stati i colleghi a contattare il 118 dopo che l’uomo aveva chiesto aiuto al telefono. Nonostante i tentativi di rianimazione sul posto, Zantonini è deceduto.
Indagini e autopsia
La moglie ha presentato denuncia ai Carabinieri, e il Pubblico Ministero ha disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte. La famiglia ha evidenziato che Zantonini era impegnato in turni notturni all’aperto con condizioni climatiche rigide e aveva espresso preoccupazioni sulle lunghe ore di lavoro e sulla sicurezza.
Il punto sulla famiglia e il lavoro
Arrivato in Veneto a settembre 2025 con contratto a termine, Zantonini avrebbe dovuto restare in servizio fino a fine gennaio. I familiari sottolineano la necessità di un approfondimento giudiziario per comprendere pienamente le cause del decesso e richiamano l’attenzione sulle condizioni di lavoro nei cantieri legati a grandi eventi, soprattutto in vista delle Olimpiadi Invernali 2026.