Coltelli tra i giovani a scuola ed utilizzo dei metal detector: il dibattito a Nordest24 | VIDEO
A Nordest24 si discute di metal detector, violenza giovanile e prevenzione con istituzioni e scuola.
Ieri sera, 26 gennaio 2026, negli studi di Nordest24 si è acceso un confronto ampio e articolato sul tema dei metal detector nelle scuole, ma il dibattito ha toccato anche disagio giovanile, sicurezza e responsabilità educativa. In studio due ospiti, provenienti dal mondo delle istituzioni e della scuola, per analizzare un fenomeno che continua a interrogare famiglie e territorio.
La discussione è partita dai recenti episodi di cronaca, tra cui l’accoltellamento avvenuto all’Istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia, che ha riportato l’attenzione su una problematica sempre più diffusa.
Secondo i dati citati nel corso della trasmissione, nel 2025 circa 87 mila studenti tra i 15 e i 19 anni hanno utilizzato un coltello in ambito scolastico per intimidire o ferire qualcuno.
Numeri che alimentano il dibattito su regole, prevenzione e fragilità emotive delle nuove generazioni.
A intervenire è stata Rosi Toffano, assessore del Comune di Udine con deleghe alla sicurezza partecipata, al benessere animale e alla polizia locale. Nel suo contributo ha sottolineato come, nonostante la percezione di insicurezza, i reati siano in calo, con una riduzione compresa tra il 20% e il 25% nella sola città di Udine, un dato che si riflette anche sul resto del territorio.
Ampio spazio è stato dedicato ai protocolli di sicurezza partecipata, sviluppati in collaborazione con la comunità, sui mezzi di trasporto e nelle aree di parcheggio.
Il punto di vista del mondo scolastico è stato affidato a Maria Elisabetta Giannuzzi, dirigente dell’ISIS Malignani. Nel suo intervento ha evidenziato come molti comportamenti violenti siano il riflesso di fragilità profonde, spesso alimentate da un uso distorto del mondo virtuale, dove il confine tra gioco e realtà tende a sfumare.
È emersa con forza la necessità di rafforzare l’ascolto, sia in famiglia sia a scuola, per intercettare il disagio prima che si trasformi in episodi gravi.
Il tema dei metal detector è stato affrontato con equilibrio, senza posizioni ideologiche.
È stato ricordato il pensiero del ministro Giuseppe Valditara, che ha più volte ribadito la necessità di puntare sulla sicurezza senza repressione, sottolineando come il 60% dei giovani si dichiari favorevole ai controlli.
Nel confronto è emerso come i controlli possano rappresentare un supporto, ma non possano sostituire il lavoro educativo e preventivo.
La puntata si è chiusa con una riflessione condivisa: la sicurezza nelle scuole non può essere affidata a una sola misura. Serve un lavoro di rete che coinvolga istituzioni, scuola, famiglie e territorio, per costruire risposte durature e non emergenziali.
Un confronto intenso che ha dimostrato come parlare di metal detector significhi, in realtà, affrontare un tema molto più ampio: il benessere e il futuro dei giovani.