Vladimir morto fuori da una discoteca dopo un pugno: ecco l'esito dell'autopsia

L’autopsia sulla morte di Vladimir Radu esclude legami tra il pugno ricevuto e l’emorragia cerebrale: verso l’archiviazione.

30 gennaio 2026 11:18
Vladimir morto fuori da una discoteca dopo un pugno: ecco l'esito dell'autopsia -
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MESTRE (VE) – Non sarebbe stato il pugno ricevuto al volto a causare la morte di Vladimir Radu, ma un ictus. È quanto emerge dalla perizia medico-legale che ha fatto piena luce sul decesso del 39enne, avvenuto dopo una lite nel parcheggio di un’area commerciale cittadina. L’esame autoptico ha escluso qualsiasi nesso causale tra l’aggressione subita e l’emorragia interna risultata fatale.

I risultati dell’autopsia

Secondo quanto ricostruito dalla dottoressa Cristina Mazzarollo, incaricata dell’autopsia, sul corpo della vittima è stata riscontrata una frattura composta delle ossa del naso, lesione che tuttavia non ha interessato il cranio. L’emorragia cerebrale che ha provocato la morte non può quindi essere collegata né al pugno ricevuto né alla successiva caduta a terra. Una conclusione netta, che porta a escludere l’ipotesi di omicidio preterintenzionale.

Verso l’archiviazione del procedimento

La relazione del medico legale, lunga oltre cinquanta pagine, conferma quanto già emerso nei mesi precedenti. Già a ottobre, infatti, erano state sollevate forti perplessità sulla possibilità di individuare una responsabilità penale diretta nella morte del giovane. Sulla base di questi elementi, la giudice per le indagini preliminari Claudia Ardita aveva revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Spinea imposta al 25enne Maxim Suhaitchi.

Ora il legale dell’indagato, Pascale De Falco, si prepara a depositare una richiesta di archiviazione. Non è escluso, tuttavia, che sia la stessa pubblica ministero Alessia Tavarnesi, titolare del fascicolo, a chiedere la chiusura del procedimento, oppure a valutare l’eventualità di una seconda consulenza medico-legale.

La lite nel parcheggio

I fatti risalgono a una sera di fine giugno. Radu e Suhaitchi si erano incontrati nel parcheggio dell’area commerciale di via don Tosatto, a Mestre. La lite sarebbe nata a seguito di una battuta non gradita rivolta dal figlio di Radu al giovane 25enne. La vittima sarebbe intervenuta per calmare gli animi, spiegando che si trattava solo di un ragazzo, ma durante il confronto sarebbe stata colpita da un pugno al volto.

Dopo il colpo, Radu è caduto a terra battendo la testa sull’asfalto. Anche questo impatto, però, non è stato ritenuto determinante ai fini del decesso dalla perizia medico-legale.

Le indagini e la posizione dell’indagato

Dopo l’episodio, Suhaitchi si era inizialmente reso irreperibile, per poi presentarsi spontaneamente alle forze dell’ordine all’inizio di luglio, ammettendo l’accaduto. La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice aveva optato per una misura meno afflittiva, ritenendo inesistente il pericolo di fuga.

Il 25enne si era detto profondamente dispiaciuto per quanto accaduto, sostenendo di aver reagito a una presunta aggressione. Fin dall’inizio, la difesa aveva annunciato l’intenzione di sostenere la tesi della legittima difesa.

Il contesto della serata

Vittima e indagato si conoscevano e la sera precedente avevano partecipato a una festa di compleanno, durante la quale avrebbero consumato alcolici. Successivamente si erano recati a Mestre con l’intenzione di entrare in discoteca, trovando però il locale chiuso. È in questo contesto che si è verificata la lite poi degenerata, conclusasi tragicamente ma, secondo gli accertamenti, per cause naturali indipendenti dallo scontro.

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