«Mio figlio morto sul lavoro a 22 anni»: a Nordest24 parla la madre di Daniel Tafa | VIDEO

Donika e Anisa Tafa, madre e sorella di Daniel Tafa raccontano la morte del giovane, ucciso da una scheggia incandescente sul lavoro a 22 anni.

24 marzo 2026 17:15
«Mio figlio morto sul lavoro a 22 anni»: a Nordest24 parla la madre di Daniel Tafa | VIDEO -
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MANIAGO - VAJONT - Nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 marzo, Daniel Tafa, 22 anni, ha perso la vita in un’azienda di Maniago ucciso da una scheggia incandescente durante la lavorazione di ingranaggi. Cinque persone sono indagate per omicidio colposo. In un’intervista esclusiva a Nordest24, Donika, madre di Daniel, insieme alla sorella Anisa e all’avvocato della famiglia Fabiano Filippin, racconta il dolore, i ricordi e la ricerca della verità su quanto accaduto a suo figlio.

Un dolore che non passa

È passato un anno, la vita è cambiata per sempre”, racconta Donika. La famiglia cerca di vivere ogni giorno per gli altri due figli, fratelli di Daniel, cercando di restituire una normalità possibile in mezzo al dolore. L’ultimo ricordo della madre rimane legato a quei tre baci prima che Daniel uscisse per andare a lavoro.

La tragedia in azienda

Daniel lavorava da tempo nell’azienda e, seconda le prime indagini, quella sera stava riavviando un impianto quando lo stampo su cui stava operando, a temperature altissime, è andato distrutto. Il frammento di acciaio lo ha colpito alla schiena, provocandone la morte. L’avvocato Filippin spiega le prime indagini: si valuta se ci sia stato un posizionamento errato del pezzo o un cedimento dello stampo dovuto all’usura. L’autopsia, effettuata il 1° aprile, ha rilevato la gravità della ferita: due schegge di 15 cm, descritte come “come se fossero delle fucilate”.

Chi era Daniel

Daniel era un ragazzo modello, premuroso e disponibile, che aiutava in casa e supportava economicamente la famiglia. I colleghi lo ricordano come preparato e attento. La sorella Anisa racconta il legame con il fratello e le sue passioni: il basket nei weekend, la dedizione alla famiglia e l’impegno costante per aiutare chi gli stava vicino.

Il funerale e l’affetto della comunità

L’ultimo saluto si è tenuto il 5 aprile nella chiesa di Vajont, con lutto cittadino e centinaia di persone presenti. Palloncini bianchi e la bara bianca hanno reso omaggio a Daniel, e la famiglia ha sentito l’affetto e la vicinanza della comunità in un momento così doloroso.

Sicurezza sul lavoro e speranza per il futuro

L’avvocato Filippin ricorda l’importanza delle testimonianze e della sicurezza sul lavoro, temi fondamentali per capire cosa sia realmente accaduto e per evitare simili tragedie. La famiglia chiede verità e giustizia, cercando forza nei ricordi e nelle piccole memorie di Daniel che continuano a sostenerli nei momenti difficili.

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