Morte di Annabella Martinelli, un dettaglio inquietante: «un cerotto le copriva la bocca»

Proseguono le indagini sulla morte di Annabella Martinelli: sequestri, autopsia e nuovi interrogativi nei boschi di Teolo.

16 gennaio 2026 21:30
Morte di Annabella Martinelli, un dettaglio inquietante: «un cerotto le copriva la bocca» -
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PADOVA – Le verifiche dei carabinieri sulla tragica fine di Annabella Martinelli proseguono senza sosta. La Procura di Padova, che ha ordinato l’autopsia sul corpo della giovane di 22 anni trovata priva di vita nei boschi vicino a Teolo, sta passando al setaccio ogni elemento utile per ricostruire con precisione le ultime ore della ragazza. Nulla viene lasciato al caso: tutto ciò che era con lei è stato posto sotto sequestro per approfondite analisi.

L’attenzione non è concentrata tanto sull’area boschiva, quanto sugli oggetti personali rinvenuti accanto alla giovane: lo zaino rosso, alcuni tranci di pizza, lattine, il telefono cellulare, una corda – che potrebbe essere stata portata da casa – e soprattutto un quaderno. Proprio tra quelle pagine, dove Annabella era solita disegnare e annotare pensieri, gli inquirenti avrebbero colto segnali di disagio profondo e di una sofferenza interiore che potrebbe spiegare quanto accaduto. Al momento, questa resta l’ipotesi ritenuta più plausibile, in attesa delle risposte decisive che arriveranno dall’esame autoptico previsto per martedì.

Non emergerebbero, allo stato attuale, elementi che facciano pensare al coinvolgimento di altre persone. Tuttavia, un particolare continua a sollevare domande: Annabella aveva un cerotto applicato sulla bocca. Un gesto volontario? Un tentativo di non farsi sentire? O il segno di una scelta maturata in solitudine, senza chiedere aiuto? Sono interrogativi ai quali gli investigatori cercano di dare una risposta.

Durante quella notte fredda, Annabella potrebbe aver incrociato una sola persona: Giulia, una 19enne padovana che si era fermata in auto per chiederle se avesse bisogno di aiuto. La risposta era stata rassicurante: “Sto tornando a casa”. In realtà, la giovane si trovava a circa venti chilometri dalla sua abitazione. Dopo quell’incontro, secondo quanto ricostruito, si sarebbe spostata di poco, restando nei pressi del punto in cui è stata ritrovata la bicicletta agganciata a un palo.

Dopo otto giorni di angoscia, la famiglia resta chiusa in un dolore composto e profondo. Annabella stava attraversando un periodo complesso, segnato da ombre e difficoltà personali. A Teolo era già stata in passato insieme al padre: forse aveva cercato, tornando in quei luoghi, un frammento di serenità. Anche per questo, la comunità dei Colli Euganei ha annunciato il lutto cittadino. Ulteriori risposte potrebbero arrivare dall’analisi del cellulare, dei profili social ora bloccati e dalla cronologia delle ricerche online, elementi che potrebbero aiutare a comprendere meglio il suo stato d’animo e le ultime scelte.

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