Guerra Iran, imprese in allarme a Nordest: «rincari fino al 25% e ordini in frenata»

Guerra Iran, artigiani veneti colpiti da rincari fino al 25% e calo degli ordini. CNA chiede aiuti su energia e credito.

29 marzo 2026 16:38
Guerra Iran, imprese in allarme a Nordest: «rincari fino al 25% e ordini in frenata» -
Condividi

L’effetto della guerra in Medio Oriente si abbatte con forza sull’economia reale. Dopo un mese di conflitto, le imprese artigiane del Veneto iniziano a fare i conti con rincari a doppia cifra su materie prime, energia e logistica, mentre gli ordini rallentano in modo preoccupante.

A lanciare l’allarme è la CNA di Padova e Rovigo, che parla apertamente di una possibile “tempesta perfetta” per il tessuto produttivo locale.

Secondo una ricognizione effettuata negli ultimi giorni, è l’energia elettrica a guidare la classifica degli aumenti, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti. Incrementi più contenuti, ma comunque rilevanti, si registrano anche per acciaio e altri materiali.

Una situazione che si inserisce in un contesto già fragile, come evidenziato anche dall’analisi sull’impatto della guerra in Iran su imprese e famiglie del Nordest.

Anche il legno registra aumenti tra il 10% e il 15%, mentre per alcuni settori – come quello degli imballaggi – si arriva a rincari del 20-25%.

Non va meglio sul fronte della logistica. I noli marittimi sono in crescita per la quarta settimana consecutiva. L’indice Drewry World Container segnala un aumento del 5% in una sola settimana, con costi che arrivano a 2.279 dollari per container.

Particolarmente colpita la tratta Shanghai-Genova, che registra un balzo del 12%, raggiungendo i 3.474 dollari. Un dato che pesa direttamente sulle esportazioni e sulle catene di approvvigionamento.

Le aziende iniziano a sentire il doppio effetto della crisi: da un lato costi in crescita, dall’altro ordini in calo.

Umberto Zampieri, imprenditore nel settore imballaggi, evidenzia come gli aumenti riguardino anche componenti specifiche come i “sacchi barriera”, con incrementi oltre il 13%. Inoltre, alcune spedizioni verso il Medio Oriente risultano bloccate, mentre cresce il ricorso al trasporto aereo, più costoso ma più rapido.

Ancora più evidente la frenata per chi produce: Sante Venturato, alla guida di un’azienda metalmeccanica, segnala un aumento fino al 15% delle materie prime e, soprattutto, un crollo delle richieste.

“I nostri telefoni, sempre occupati, ora sono quasi silenziosi”, racconta, descrivendo una situazione che preoccupa l’intero comparto.

Un quadro che richiama le difficoltà già emerse con i rincari energetici, come documentato anche nel report sulle bollette in aumento in Friuli Venezia Giulia.

Alcune aziende riescono a contenere l’impatto grazie a investimenti in energie rinnovabili, che mitigano i costi energetici. Tuttavia, resta forte l’incognita legata alle materie prime e alla difficoltà di trasferire gli aumenti sui clienti, soprattutto nei contratti già firmati.

Il rischio, condiviso da molti imprenditori, è quello di una crisi prolungata che potrebbe mettere in difficoltà anche le realtà più solide.

A chiudere il quadro è l’intervento di Luca Montagnin, presidente della CNA Padova e Rovigo, che sottolinea come l’incertezza sia ormai una costante per le imprese.

L’associazione chiede interventi immediati:

  • sostegno al credito, con moratorie per chi perde fatturato

  • calmiere sui costi energetici

  • interventi su carburanti e materie prime

Un appello che evidenzia la fragilità di un sistema basato su piccole e micro imprese, pilastro dell’economia locale ma oggi esposto a rischi sempre più globali.

Se il conflitto dovesse protrarsi, avverte CNA, le conseguenze potrebbero essere pesanti e durature per tutto il tessuto produttivo del territorio.

Segui Veneto Today