Equal Play entra nel vivo: 100 società di calcio del Veneto contro la violenza di genere

Equal Play al via in Veneto: 100 società coinvolte e nasce la Equal Play Cup.

24 febbraio 2026 16:07
Equal Play entra nel vivo: 100 società di calcio del Veneto contro la violenza di genere -
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VENETO - Parte ufficialmente a febbraio 2026 la fase operativa regionale di “Equal Play”, la campagna di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere promossa da Gruppo Polis, che coinvolgerà almeno 100 società calcistiche del Veneto e prevede la realizzazione della prima “Equal Play Cup” e di un convegno nazionale di restituzione a novembre 2026.

Il progetto, già presentato in Consiglio Regionale del Veneto a maggio scorso, entra ora in una nuova fase strategica con un cronoprogramma definito, un rafforzamento della rete dei partner e un impianto metodologico già sperimentato nel 2025 che ora si arricchisce anche di un ulteriore modello educativo grazie alla collaborazione con LND.

Oggi (24 febbraio) la presentazione ufficiale della fase due del progetto, in Provincia di Padova, alla presenza di Marcello Marchioro Consigliere provinciale con delega allo sport.

Marcello Marchioro, consigliere della Provincia di Padova con delega allo Sport: «L’avvio della fase operativa di “Equal Play” rappresenta un passaggio di grande valore per tutta la provincia di Padova e l’intero Veneto: come ente provinciale, guardiamo a questo progetto non solo come a una campagna di sensibilizzazione, ma come a un investimento educativo di lungo periodo. La parità di genere è un elemento educativo fondamentale, che va costruito fin dalla prima infanzia, nel momento in cui si formano linguaggi, atteggiamenti e modelli relazionali. Attraverso il calcio, “Equal Play” dimostra che lo sport può diventare uno strumento potente per contrastare la matrice culturale della violenza di genere.Il coinvolgimento di almeno 100 società calcistiche dilettantistiche del Veneto, insieme alla collaborazione con istituzioni ed enti, rafforza un’alleanza strategica tra istituzioni sportive, mondo associativo e territorio. Lo sport, però, non può essere lasciato solo. Il suo ruolo educativo è tanto più efficace quanto più dialoga con la famiglia e con le altre istituzioni formative. Allenatori, dirigenti e genitori sono parte integrante di questo percorso: il “Patto Equal Play” è uno strumento concreto che responsabilizza l’intera comunità sportiva.Come Provincia di Padova, sosteniamo convintamente questa iniziativa perché crediamo che la prevenzione passi dall’educazione e che lo sport, quando è guidato da valori chiari e condivisi, sia uno dei veicoli più efficaci per costruire una società più equa e consapevole».

«Ringrazio gli organizzatori e la Provincia di Padova per aver voluto dare avvio a un progetto che non è solo simbolico, ma profondamente culturale. “Equal Play” è una scelta netta: intervenire prima che il problema esploda, lavorando dove tutto nasce – nell’educazione e nei modelli che trasmettiamo ai nostri figli», dichiara Eleonora Mosco, Vice Capogruppo della lista Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto-

Troppo spesso parliamo di violenza di genere quando è già accaduta. Io credo invece che la politica abbia il dovere di costruire anticorpi culturali prima. Coinvolgere da febbraio 2026 almeno 100 società calcistiche del Veneto significa entrare nei luoghi dove si forma il carattere dei nostri bambini, tra i 6 e i 10 anni, dove si impara il rispetto delle regole, dell’avversario, della squadra. È lì che si costruisce la cultura del rispetto. Il calcio non è solo competizione: è comunità, identità, esempio. Parlare di parità coinvolgendo allenatori, dirigenti e genitori significa responsabilizzare un’intera rete educativa. Significa dire con chiarezza che il rispetto non è un’opzione, ma una regola. La nascita della “Equal Play Cup” sarà un segnale forte e concreto: la competizione può essere sana, può educare, può affermare con determinazione il valore dell’inclusione e delle pari opportunità. Come componente della V Commissione Sociale, sosterrò con convinzione tutte le iniziative che investono sulle nuove generazioni. Perché la prevenzione vera non si improvvisa: si costruisce, ogni giorno, campo dopo campo».

“Equal Play” nasce per contrastare la violenza di genere agendo sulla matrice culturale che la alimenta. Attraverso lo sport – e in particolare il calcio – il progetto si rivolge a bambini dai 6 ai 10 anni, allenatori, dirigenti e genitori, con l’obiettivo di promuovere rispetto, inclusione e parità fin dalla prima infanzia. Perché la palla non è solo rotonda: deve essere anche paritaria.

«Azioni di prevenzione con l'obiettivo di contrastare la violenza di genere sono aspetti fondamentali nel nostro lavoro – queste le parole di Mariasole Rizzi Responsabile dell’area di contrasto della violenza di genere di Gruppo Polis-
La violenza sulle donne è un fenomeno culturale profondo e pervasivo, che affonda le sue radici in stereotipi di genere e dinamiche di potere che devono essere decostruiti attraverso un lavoro capillare e costante. Investire in percorsi educativi che affrontino apertamente i temi della parità, del rispetto reciproco e dell’empatia è fondamentale per contrastare atteggiamenti discriminatori e
violenti. L' ambiente sportivo rappresenta uno dei luoghi privilegiati in cui poter agire, incontrando atleti, atlete, adulti di riferimento e genitori e per questo motivo come Gruppo Polis riteniamo centrale creare collaborazioni e sinergie con società sportive che possano diventare, insieme a noi, parte di una rete e strumento del cambiamento culturale che vogliamo
»

Dopo la “fase zero” di formazione degli operatori avviata a marzo 2025 e la prima sperimentazione del modello educativo tra maggio e giugno 2025, da febbraio 2026 partirà il contatto strutturato con almeno 100 società calcistiche dilettantistiche del Veneto per la sottoscrizione del “Patto Equal Play”.

"Come Lega Dilettanti – Luca De Simoni - Responsabile nazionale dei progetti sociali della Lega nazionale dilettanti- spiega vogliamo promuovere una cultura del rispetto. Equal Play può diventare uno strumento importante per combattere la violenza di genere, dando ai più giovani degli strumenti di riflessione e di confronto concreti»

La seconda fase preliminare del progetto, sviluppata nel 2025 ha previsto la somministrazione di questionari di valutazione d’impatto in collaborazione con l’Università di Padova, per giungere poi entro il 2026 alla produzione di un vademecum nazionale con le buone prassi e la diffusione dei risultati attraverso un evento pubblico con CONI e FIGC.

«Le parole possono spiegare- dice Ines Testoni - prof.ssa Psicologia sociale Università di Padova-, ma non bastano per trasformare: il cambiamento richiede esperienze che si imprimano nella memoria emotiva, vissuti che parlino al corpo e all’anima. Comprendere la parità non è solo una questione di concetti, ma di ciò che si vive nel profondo. Le Creative Arts Therapies offrono proprio questo: un linguaggio simbolico e potente, capace di agire dove il discorso razionale si ferma, trasformando le idee in consapevolezza concreta»

Tra le novità più rilevanti, l’organizzazione a maggio 2026 della “Equal Play Cup”, torneo dedicato per il 2026 alla promozione del calcio femminile, e a novembre 2026 un convegno nazionale di restituzione delle attività e dei risultati raggiunti.

Il progetto rafforza inoltre la propria rete istituzionale e privata. Tra i partner figurano il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, CONI nazionale, FIGC – Lega Nazionale Dilettanti, Regione Veneto, Università degli Studi di Padova, Fondazione Candido Cannavò – Gazzetta dello Sport, con Eurointerim spa in qualità di Main Sponsor e Givova come Partner tecnico.

«Il progetto Equal Play – chiude Luigi Sposato Presidente Eurointerim - rappresenta un ulteriore, fondamentale tassello nel percorso che Eurointerim Agenzia per il Lavoro, Società Benefit, porta avanti da anni a favore della cultura del rispetto e dell’equità. Crediamo fermamente che il talento non abbia genere: lo dimostriamo concretamente dal 2007con il nostro Concorso Donna e Lavoro, nato per valorizzare l'intraprendenza femminile, e lo ribadiamo anche oggi scendendo in campo contro ogni forma di discriminazione. La storica sinergia con Gruppo Polis nel sostegno alle donne vittime di violenza si evolve qui in un’azione preventiva che usa lo sport come linguaggio universale, formando presenti e futuri uomini, padri e lavoratori rispetto al tema della violenza di genere. Investire sui giovani e sul calcio significa educare le nuove generazioni a una squadra sociale dove il gioco di squadra annulla la violenza e promuove le pari opportunità»

Tra le ulteriori novità “futuribili” anche la collaborazione con l’Associazione Club Biancoscudati Mario Merighi,  la principale organizzazione che riunisce i tifosi del Calcio Padova, nata per promuovere un tifo organizzato, educato e, soprattutto, portare famiglie e bambini allo stadio.

Sorpresa finale..la presenza di Agata Isabella Centasso come testimonial del progetto, calciatrice italiana, centrocampista con ruolo di contenimento e vice capitano del Venezia Calcio 1985 Femminile nel campionato di Serie C. Agata non si limita al solo calcio: fuori dal campo è operatrice socio-sanitaria, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità intellettiva, un ruolo che riflette la sua sensibilità sociale e dedizione al servizio degli altri.

Parallelamente, ha costruito anche una presenza mediatica che la porta a comparire come volto televisivo e a raccontare il mondo del calcio femminile, contribuendo alla visibilità dello sport e dei suoi valori. E soprattutto ad una narrazione autentica del calcio che supera stereotipi e promuove pari opportunità.

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