Calcio, trasferta vietata a Vigasio per il Treviso FBC, Borgia: "così ci perdono tutti"

Divieto di trasferta a Vigasio per il Treviso FBC: il capogruppo FDI Claudio Borgia critica una misura ritenuta eccessiva.

09 gennaio 2026 11:37
Calcio, trasferta vietata a Vigasio per il Treviso FBC, Borgia: "così ci perdono tutti" -
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TREVISO – Il divieto di trasferta a Vigasio imposto ai tifosi del Treviso FBC continua a far discutere. A intervenire è Claudio Borgia, consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia in Veneto, che prende posizione a difesa della società calcistica e dei suoi sostenitori.

Una decisione giudicata eccessiva

Secondo Borgia, il provvedimento adottato dalle autorità appare sproporzionato rispetto al contesto della partita. «Ci troviamo di fronte a una scelta che lascia l’amaro in bocca – afferma – perché colpisce un’intera tifoseria e una società senza che vi sia una rivalità storica o un quadro di criticità sportive tali da giustificare misure così rigide sul piano della sicurezza».

Penalizzati tifosi e società

Il capogruppo di Fratelli d’Italia sottolinea come il divieto finisca per colpire chi vive il calcio in modo corretto e rispettoso. «Comprendo le preoccupazioni delle autorità – spiega – ma è necessario bilanciare gli interessi in gioco. In questo caso si rischia di penalizzare la stragrande maggioranza dei tifosi, che segue la squadra con passione, rispetto delle regole e sacrificio personale».

Distinguere tra pochi facinorosi e tifo sano

Borgia insiste sulla necessità di fare una distinzione chiara tra episodi isolati e il comportamento generale della tifoseria. «Occorre separare i pochi che creano problemi da chi rappresenta un tifo genuino e civile. Così facendo, con divieti generalizzati, ci perdono tutti: i tifosi, la società e l’intero movimento calcistico del territorio».

Un momento chiave per il Treviso FBC

Nel suo intervento, il consigliere regionale richiama anche il momento sportivo particolarmente delicato per il Treviso FBC. «Siamo in una fase della stagione in cui il sostegno del pubblico è determinante – osserva –. Dopo oltre un decennio, la città e la squadra inseguono con forza il ritorno nel professionismo e il tifo rappresenta una componente essenziale di questo percorso».

Il valore del legame tra squadra e città

Secondo Borgia, impedire la trasferta significa indebolire il legame storico tra la squadra e i suoi sostenitori. «Togliere la possibilità ai tifosi di essere presenti – afferma – significa minare uno dei punti di forza del Treviso, che è sempre stato il rapporto profondo con la propria comunità».

L’appello finale alla rivalutazione del provvedimento

In conclusione, il capogruppo FDI lancia un appello affinché la decisione venga riesaminata. «Il tifo organizzato e quello spontaneo, quando si esprimono in modo civile, sono una risorsa e non un problema. Auspico una rivalutazione del divieto, consentendo ai tifosi del Treviso di seguire la propria squadra anche in trasferta, nel pieno rispetto delle regole e della normalità che dovrebbe accompagnare eventi sportivi come questo».

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