Controlli nei campi del Trevigiano: 21 aziende irregolari, multe per 215mila euro
Verifiche dei carabinieri tra vigneti e attività agricole della provincia: tre sospensioni, lavoro non dichiarato e violazioni su sicurezza e prevenzione.
Nel cuore della provincia dove la viticoltura ha un peso centrale per l’economia locale, i controlli sul lavoro hanno portato a un quadro pesante: 21 attività risultate non in regola, tre stop disposti e un conto complessivo di circa 215mila euro tra sanzioni e ammende.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso insieme ai militari dell’Arma territoriale, con verifiche concentrate soprattutto nel settore agricolo. L’attenzione si è mossa su più fronti: rapporti di lavoro, utilizzo corretto della manodopera, tutela della salute dei dipendenti e rispetto delle regole di sicurezza.
Irregolarità diffuse tra vigneti e aziende
Il bilancio delle ispezioni non riguarda un solo comune, ma un’area ampia del Trevigiano. Oltre ai casi emersi nei vigneti, gli accertamenti hanno interessato anche realtà produttive di Asolo, Monfumo, Tarzo, Treviso, Mogliano Veneto e Preganziol.
Tra le contestazioni più ricorrenti compaiono la mancata sorveglianza sanitaria, l’assenza di adeguata formazione per i lavoratori, il Documento di valutazione dei rischi non aggiornato e la mancata individuazione degli addetti incaricati della gestione delle emergenze.
Tre sospensioni tra Refrontolo, Sarmede e Pieve di Soligo
Due provvedimenti di sospensione hanno riguardato aziende agricole impegnate nella vendemmia. A Refrontolo i militari hanno trovato tre persone al lavoro senza regolare assunzione; stessa situazione a Sarmede, dove sono stati identificati tre lavoratori di nazionalità romena impiegati senza contratto.
Il terzo stop ha interessato un’impresa vitivinicola di Pieve di Soligo. In questo caso il nodo non era il lavoro nero, ma una mancanza sul fronte della prevenzione: non era stato nominato il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, figura obbligatoria nell’organizzazione della sicurezza aziendale.
Manodopera irregolare e forniture illecite di personale
Un altro filone delle verifiche ha fatto emergere situazioni ritenute più complesse nei territori di San Pietro di Feletto e Pederobba. Qui i lavoratori sarebbero stati messi a disposizione attraverso una somministrazione illecita di manodopera.
Secondo quanto ricostruito, il personale proveniva da imprese agricole prive di terreni, riconducibili a cittadini extracomunitari. Per questi episodi è previsto il deferimento all’autorità giudiziaria sia per chi utilizzava i lavoratori sia per chi li forniva fuori dalle regole.
Un caso anche nel settore del legname
I controlli non si sono fermati al comparto vitivinicolo. A Cappella Maggiore, in un’azienda che opera nel commercio di legname, è stato individuato un lavoratore non assunto regolarmente mentre utilizzava una macchina spaccalegna.
L’episodio si inserisce in un’attività ispettiva che, nel Trevigiano, continua a tenere alta l’attenzione su due aspetti strettamente collegati: la correttezza dei rapporti di lavoro e la protezione concreta di chi opera ogni giorno nei campi e nelle aziende.
Il totale delle violazioni accertate ha portato dunque a sanzioni e ammende per circa 215mila euro. Le verifiche proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di contrastare lavoro irregolare e inosservanze che incidono direttamente sulla sicurezza dei dipendenti.